Reggio Calabria: “l’Aeroporto dello Stretto è diventato un desolante deserto e intanto lo scalo di Lametia è sovraccarico di voli”

Imbalzano: “Reggio Calabria continua a restare isolata, il Commissario Sacal ci faccia sapere se ha in corso iniziative o trattative per eliminare questo scempio”

Mentre sull’ aeroporto di Reggio Calabria si versano a catena fiumi di chiacchiere e spesso a sproposito, senza affondare il dito nella piaga dei veri problemi quotidiani che lo attanagliano, quello di Lamezia è sempre più sovraccarico di voli. Come è possibile che la SACAL continui ad auspicare la ripresa della sprofondata struttura di Ravagnese, una volta il fiore all’occhiello della Calabria, quando si continua a tenerla isolata – e con esso un intera Area Metropolitana – dalla vera capitale non solo economica ed unica città europea del nostro Paese. Parliamo, è pleonastico ricordarlo, di Milano, metropoli ove non solo vivono da decenni centinaia di migliaia di cittadini della sola provincia di Reggio, senza considerare il comprensorio messinese, ma ormai unico luogo di attività di tanti imprenditori e professionisti reggini nonché la sola destinazione, nel disperato tentativo di trovare occupazione, dei nostri sfortunati giovani”.
E’ quanto afferma Candeloro Imbalzano, esponente di Forza Italia, che prosegue:
“La prova più evidente di questo scempio è rappresentata dai voli in arrivo da Milano stessa, e solo di sera, a Lametia. Ben quattro-Reggio zero – e con quattro compagnie diverse, per sgombrare il campo su possibili amene giustificazioni sullo stato attuale di Alitalia. In particolare, alle 20,45 arriva il volo di Easy Jet da Malpensa, alle 21.30 da Orio al Serio quello di Ryanair, alle 22.10 ancora da Malpensa quello di Bulgaria Air e alle 23.35 da Linate quello, udite, udite!, quello della presunta derelitta Alitalia”, continua Candeloro Imbalzano.
Si tratta, come è noto, di tre compagnie “low cost” su quattro, competitive sul piano dei costi e capaci naturalmente di incrementare il numero dei passeggeri sullo scalo catanzarese da tutta la Regione, a partire dei reggini costretti – è il caso di dirlo – ad utilizzare solo questo scalo, con evidenti maggiori costi ed inutili perdite di tempo. Senza che nessuno, dicasi nessuno, di quelli che potrebbero concretamente intervenire, alzi il dito per gridare il vitale diritto alla mobilità di questa città e di questa provincia, sempre più abbandonate a se stesse. Né la Sacal, a trazione “Lameziocentrica” come stiamo ripetendo in modo convinto da tempo, né Oliverio, che di questo territorio non gliene è importato mai un fico secco, né, e lo diciamo con forte rammarico, alcuno degli attuali consiglieri regionali della provincia di Reggio, che avrebbero il dovere, come è sempre avvenuto in passato, di alzare unitariamente la voce in Consiglio Regionale con una forte iniziativa politica, per risolvere questo drammatico problema e contro la evidente discriminazione dell’Aeroporto di Reggio ed in particolare dei Reggini,” aggiunge ancora Candeloro Imbalzano.
C’è stato tutto il tempo per risolvere questa emergenza, atteso che Linate per lavori di ristrutturazione ha chiuso per quasi sei mesi. Non potevamo certo attenderci nulla da un centro- sinistra che , per disinteresse o per acquiescenza, appare da molti mesi rassegnato a tornarsene a casa. In attesa che si svolgano queste benedette elezioni del 26 gennaio, chiediamo al Commissario della Sacal se ha in corso iniziative e/o trattative per eliminare questo obbrobrio, o quali intende metterne in cantiere in questi ultimi mesi, per collegare Reggio alla Capitale del Paese”, conclude Candeloro Imbalzano.


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