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Migranti, la Sea Watch è arrivata a Messina: al via lo sbarco in piena emergenza coronavirus

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci parlando di “sfida al popolo siciliano” aveva chiesto al premier Conte che i migranti e l’equipaggio osservassero la quarantena a bordo della nave e non presso l’hotspot di Messina

È arrivata stamattina al molo Norimberga di Messina la nave Sea Watch 3, con a bordo 194 migranti tratti in salvo a largo delle coste della Libia.

Uno sbarco che ha scatenato non poche polemiche, vista la piena emergenza coronavirus.

Alla notizia dell’assegnazione del porto di Messina, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci parlando di “sfida al popolo siciliano” aveva chiesto al premier Conte che i migranti e l’equipaggio osservassero la quarantena a bordo della nave e non presso l’hotspot di Bisconte.

Anche il presidente nazionale di Consumatori Associati Ernesto Fiorillo aveva invitato le Autorità ad evitare che ulteriori quote di migranti sbarcassero a Messina, sostenendo che la città non è in grado di affrontare l’accoglienza in un periodo di conclamato contagio per il Coronavirus.

Lo sbarco deve ancora iniziare. Sul posto è in piena attività la macchina dell’accoglienza, con le Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa e le associazioni di volontariato. I migranti saranno trasferito nell’hotspot cittadino. Gli accertamenti per il rischio coronavirus saranno effettuati a bordo della nave, per verificare l’eventuale presenza di persone con la febbre. I casi sospetti saranno isolati e messi in quarantena presso la caserma Gasparro, per 14 giorni.

Musumeci: “La caserma di Bisconte non è idonea per la quarantena”

Nella caserma Gasparro Bisconte di Messina “sono emerse rilevanti criticità sotto il profilo igienico-sanitario, in merito all’accoglienza di nuovi migranti”.

È quanto scrive il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, alla luce dello sbarco nella città dello Stretto della Sea Watch.

Nella missiva a Palazzo Chigi, il governatore rileva che “il Centro di primo soccorso ed identificazione, destinato per legge ad una permanenza breve limitata alla identificazione dei migranti, appare strutturalmente incompatibile con l’esigenza del prolungato regime di isolamento a cui dovrebbero essere sottoposti i cittadini non comunitari in arrivo”.

Musumeci ha quindi esortato il presidente del Consiglio dei ministri “a condividere il senso di responsabilità nei confronti della Comunità dei siciliani, anche in ragione dell’emergenza nazionale che sta impegnando tutte le nostre strutture sanitarie nella complessa azione di contrasto alla epidemia Covid-19″.