Mazzette dai privati in cambio di controlli più blandi, arrestati tre funzionari Anas a Catania. Dipendente pizzicato getta 3 mila euro dal finestrino

Tangenti, tre funzionari Anas in manette a Catania. Falcone: “Fatti odierni siano da monito”

La Guardia di Finanza di Catania ha arrestato 3 dipendenti dell’Anas per l’ipotesi di reato di corruzione. La misura cautelare è stata convalidata dal gip. Si tratta dei due capi manutenzione Riccardo Carmelo Contino e Giuseppe Panzica, finiti in carcere, e un ingegnere, Giuseppe Romano, finito ai domiciliari. L’operazione  ha fatto luce su un sistema “di rodati circuiti corruttivi” .

Dalle indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania (Gruppo Tutela Finanza Pubblica) e coordinate dalla Procura, è emerso che gli appalti per riparare le buche venivano affidati in cambio di denaro a ”imprenditori compiacenti’‘, che eseguivano ”le opere assegnate loro senza rispettare i capitolati tecnici” facendo diminuire i costi anche del 20% del valore ufficiale dell’appalto, che poi veniva diviso con i funzionari dell’Anas corrotti che invece avrebbero dovuto invece vigilare sulla correttezza dei lavori. Nel corso delle perquisizioni i finanzieri hanno sequestrato contanti per circa 25mila euro, ‘denaro direttamente riconducibile alle più recenti dazioni corruttrici” sottolineano gli investigatori.

Dipendente pizzicato getta 3 mila euro dal finestrino

Durante le attività investigative, i Finanzieri hanno potuto registrare ‘in diretta’ un caso di corruzione. Proprio negli uffici dell’Anas di Catania, gli investigatori intercettato  un imprenditore che consegnava una busta contenente 10mila euro, che poi i 3 arrestati si sonodivisi fra loro.  Durante il blitz, i militari hanno trovato i soldi già divisi fra due dei dipendenti arrestati. Il terzo responsabile Anas invece nel frattempo si era già allontanato e, dopo aver saputo dell’operazione delle Fiamme Gialle, ha lanciato 3mila euro dal finestrino dell’auto. In casa sua i finanzieri hanno trovato oltre 18mila euro frutto di altre tangenti intascate precedentemente.

L’assessore Falcone: “Fatti odierni siano da monito, l’Azienda torni a dare risposte”

“Apprezziamo il lavoro della magistratura catanese che, in maniera puntuale e circostanziata, ha individuato e reciso segmenti di malaffare nel settore dei lavori pubblici. Quanto accaduto deve essere da monito per tutti coloro che hanno un ruolo, una responsabilità o un impegno nella Pubblica amministrazione e nella Pubblica amministrazione allargata, cioè le aziende di Stato. Più volte abbiamo chiesto ad Anas di dar seguito a un impulso riformatore per efficientare le performance e onorare gli impegni verso il territorio siciliano. Purtroppo fatti come quelli odierni non aiutano, anzi rischiano di deprimere. Ad onor del vero, però, in questi 22 mesi di mandato, con Anas abbiamo avuto un rapporto schietto, senza mai fare sconti. Abbiamo anche conosciuto tantissime persone, dirigenti, funzionari, capicentro, operai, amministrativi e posso dire che moltissimi di essi, che conosco personalmente, sono tutte persone impegnate e che hanno compreso non solo le ragioni del Governo Musumeci, ma soprattutto le aspettative e le speranze della Sicilia. Da oggi l’ad Massimo Simonini e il direttore Valerio Mele avranno rispettivamente un ulteriore compito: quello di dar prova del volto buono di Anas in Sicilia, un’azienda che torni a dare risposte sulle infrastrutture stradali e a essere un serio riferimento nazionale“. Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone dopo gli arresti odierni legati a presunte tangenti per tre funzionari di Anas Sicilia.


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