Sacco di Fiumedinisi, De Luca è salvo: il sindaco di Messina assolto in appello [FOTO e VIDEO]

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Il sindaco di Messina assolto: i giudici confermano la sentenza di primo grado. De Luca in lacrime: “Dedico questo risultato alla mia famiglia, che ha sofferto con me quasi nove anni di calvario”

Cateno De Luca è stato assolto nell’ambito del processo di appello per il “Sacco di Fiumedisi“. I giudici poco fa hanno confermato la sentenza di primo grado, respingendo la richiesta del sostituto procuratore Adriana Costabile, che aveva chiesto quattro anni e quattro mesi per il primo cittadino di Messina.

In primo grado De Luca era stato assolto dall’accusa di tentata concussione e abuso d’ufficio dal Tribunale presieduto da Mario Sampieri. De Luca si era appellato per ottenere una formula assolutoria più favorevole e la Corte, nel respingere l’appello della pubblica accusa che ne aveva chiesto la condanna, ha ritenuto di dover mantenere integralmente l’impianto della sentenza di primo grado.

De Luca resta sindaco di Messina: con l’assoluzione non scattano i meccanismi della legge Severino, che prevedono la sospensione dall’incarico di primo cittadino.

Il Sacco di Fiumedinisi

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L’indagine per il sacco edilizio risale al 2011, quando la Procura accese i riflettori sulla costruzione di un albergo e di un centro benessere nel centro ionico, nonché sui lavori per la costruzione di 16 villette e del muro di contenimento del torrente. Tutte opere che secondo l’accusa avevano favorito la società Dioniso srl. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2005 e il 2010. In primo grado i reati contestati a De Luca erano l’abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e la tentata concussione, ma la seconda sezione penale, aveva disposto l’assoluzione per l’abuso di ufficio e falso e venne prescritta la tentata concussione.

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De Luca in lacrime: “Nove anni nel tritacarne”

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Dopo la pronuncia dei giudici il sindaco, commosso, ha commentato: “Sono soddisfatto di questo esito. Abbiamo sempre cercato di dimostrare la nostra estraneità ai fatti. La magistratura ha fatto il proprio lavoro al meglio. L’unica amarezza è che non siano state ritenute ammissibili le nostre richieste di andare a decisione anche sulle prescrizioni. Noi avevamo fatto anche il ricorso incidentale perché avevamo chiesto su qualche capo di imputazione dove era stata sollevata la prescrizione di entrare nel merito, per ottenere l’assoluzione da tutte le ipotesi di reato. Abbiamo di fatto rinunciato ad avvalerci della prescrizione in quanto sicuri della mia innocenza. Questo è l’aspetto che in parte mi amareggia: questo è un gesto che fa solo chi è sicuro della propria estraneità ai fatti. Facendo appello incidentale ho chiesto di fare una valutazione complessiva su tutti i capi d’imputazione, anche su quello che era prescritto, mettendo a repentaglio me stesso. Purtroppo sono stati quasi 9 anni di calvario giudiziario, oggi si chiude questa storia. Voglio approfittare di questo momento per fare le mie scuse anche alla magistratura, per qualche mia esternazione sopra le righe, frutto di momenti di sconforto”.

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È ovvio – continua il Sindaco-  che queste scuse sono formulate nella consapevolezza che la giustizia vera esiste. Stare nel tritacarne mediatico e giudiziario per quasi un decennio non è piacevole e non lo auguro neanche al mio peggior nemico. Auspico che per il futuro ci sia una maggiore celerità di giudizio perché, se avessi ascoltato le sirene che mi chiedevano di farmi da parte, sarei stato al capolinea per tanti anni, in attesa di essere riabilitato nella dignità sia pubblica che privata”.

“Mi auguro che in futuro, quelli che sono i profili giudiziari personali, non vengano più tirati in ballo in male fede per lo scontro politico. Per anni bollato come impresentabile della politica. Poi quando le vicende si chiudono, come in questo caso, rimane il dispiacere degli attacchi ingrati ed in mala fede.

Che questo sia un momento di riappacificazione generale, per andare avanti- conclude De Luca-Questi 9 anni di Calvario li dedico ai miei genitori, specie a mio padre, che provato come tutta la mia famiglia ha subito in silenzio ammalandosi. Ringrazio i miei avvocati, in particolare il professore Carlo Taormina e l’avvocato Micalizzi che in questi anni mi hanno eccellentemente difeso e mi sono stati umanamente vicini, sostenendomi nei momenti difficili di questa vicenda giudiziaria. Andiamo avanti e voltiamo pagina”.

Carlo Taormina: “malagiustizia e la malapolitica sono state debellate. Si chiude il calvario che si è abbattuto sulla vita di De Luca

“Possiamo dire che oggi la malagiustizia e la malapolitica, che mai come in questo caso sono andate a braccetto, sono state debellate. Potremmo dire che oggi è l’11 settembre della malagiustizia e della malapolitica“. Lo ha detto l’avvocato Carlo Taormina, legale difensore di De Luca, commentando la sentenza di assoluzione della Corte di Appello. “Quella di oggi non è la prima assoluzione – ricorda Taormina – In questi otto anni di calvario giudiziario nei confronti di De Luca si sono susseguiti processi con le accuse più svariate, a cui sono seguiti altrettante assoluzioni. De Luca è una persona assolutamente onesta, che ha sempre fatto politica in mezzo alla gente e che è amato dai messinesi ma anche da tutti i siciliani – evidenza  l’avvocato – Queste battute d’arresto lo hanno provato, non dimentichiamoci del provvedimento di arresti domiciliari arrivato qualche giorno dopo la sua elezione al parlamento regionale, ma non sono riuscite a danneggiarlo. L’opinione pubblica è stata più lungimirante: lo ha eletto prima all’Ars e poi come sindaco di Messina, a dimostrazione che l’autorità giudiziaria aveva torto”.

“De Luca è l’uomo nuovo della politica del fare, contro mafia, poteri forti e corruzione”

In una nota congiunta i legali difensori di De Luca, Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi, hanno inoltre dichiarato: “Con questa ennesima assoluzione, si chiude un autentico calvario giudiziario che si è abbattuto sulla vita integerrima e di fede di Cateno De Luca, dovuto all’opera massacrante di una politica sporca e maleodorante, retaggio di un passato capace di strumentalizzare anche la nobile pratica della Giustizia.
Oggi è l’ 11 settembre di quella politica autenticamente criminale e va dato atto alla Magistratura messinese, spesso non tenera nei confronti di un galantuomo che l’opinione pubblica e il popolo hanno saputo ben riconoscere, di aver sempre dimostrato di contenere gli anticorpi attraverso i quali cacciare indietro ogni veleno strumentalizzatore di politicanti e faccendieri. L’autorità giudiziaria messinese non va ringraziata perché suo dovere è quello di fare giustizia, ma, anche avuto riguardo a polemiche del passato, va ad essa dato atto non solo di indiscutibile saggezza ma anche di aver restituito Cateno De Luca ad una missione politica e morale che lo ha segnalato, e ancor più accadrà in futuro, come l’uomo nuovo della politica del fare, contro mafia, poteri forti, corruzione”. 

Su De Luca pende ancora una causa di natura fiscale che riguarda la Fenapi.

A corredo dell’articolo foto e video della giornata di oggi in tribunale.

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