Sergio Tralongo: il grande amico degli uccelli

Sergio Tralongo

Il ricordo e la testimonianza commossa di Gianluca Congi – appassionato ornitologo, per la scomparsa di Sergio Tralongo, direttore del Parco Nazionale dell’Aspromonte

di Gianluca Congi – Te ne sei andato cosi… nella grande riservatezza che ha sempre contraddistinto la tua bella persona, lasciando incredulità, smarrimento e un grande senso di vuoto. Le parole in questi momenti sembrano più che mai inutili e prive di significato. Oggi è un giorno triste non solo per la Calabria. Lo è ancor di più per chi ha avuto la fortuna di vivere, lavorare e intraprendere un’amicizia sincera con una persona straordinaria.

Affido il mio ricordo dell’amico Sergio Tralongo alle redazioni di MeteoWeb.eu e Strettoweb.com, le stesse con cui Sergio mi mise in contatto alcuni anni fa, al fine di accrescere la conoscenza e la coscienza verso il rispetto della natura e dell’avifauna calabrese. Ricordo come fosse oggi il contatto con il caro Peppe Caridi e l’inizio della collaborazione, io dalla Calabria “alta” e Sergio in riva allo Stretto, a parlare di uccelli e di tante belle storie da raccontare. I ricordi pregni di Sergio affondano le radici in tempi ancor più datati. Era il 6 settembre del 2008, nel Parco Regionale Fluviale dello Stirone, in Emilia Romagna, quando ebbi l’onore di conoscere quello che poi sarebbe diventato un caro e stimato amico. Ho capito sin da subito di che pasta era fatto quell’uomo alto e dai modi sempre garbati. La mia visita tra le province di Parma e Piacenza, all’interno dei Parchi del Ducato, fu ancor più gratificante grazie a quell’inaspettata conoscenza, rafforzata dalle comuni origini e dalla grande passione per il mondo dell’ornitologia.

Sergio-TralongoAbbiamo mantenuto i contatti, lo scambio di informazioni e tanto altro per molti anni a seguire, sempre con una reciproca e grande stima. Uno dei ricordi più belli che mi legano a Sergio sono i gruccioni, dei variopinti uccelli migratori, di cui lui stesso era un profondo conoscitore. Nel 2014, Sergio pubblica il bel libro “Merops apiaster – I gruccioni”, realizzato dallo stesso unitamente a Luca Gorreri e Roberto Basso. In quel testo sono entrate a far parte le mie segnalazioni delle nidificazioni della specie alle quote più alte d’Italia, scoperte qualche anno prima sulla Sila; per lui era quasi un motivo di orgoglio, fornirmi aggiornamenti e informazioni sulla diffusione di questa specie in Italia, aveva raccolto in modo certosino notizie in ogni regione e in ogni angolo del Paese. Quante mail, messaggi e telefonate per parlare dei gruccioni nidificanti in Sila; grazie ai suoi consigli, sempre preziosi, recentemente mi sono poi deciso a realizzare uno dei tre poster portati al XX CIO (Convegno Italiano di Ornitologia) di Napoli, tenutosi la fine di settembre scorso.

Ho sempre preso alla lettera le sue indicazioni e le sue grandi lezioni. Sergio è stato uno dei più bravi ornitologi che io abbia mai conosciuto. Serio, valido e soprattutto umile. Nonostante la sua ferrea competenza manteneva sempre quella grande umiltà, un modo involontario per metterti in visibile soggezione, ma allo stesso tempo, la sua bontà d’animo ristabiliva sempre l’equilibrio! Animato da una grande e profonda passione, vedeva sempre molto lontano, ed era un piacere potersi confrontare con lui.

Senza togliere niente a nessuno, il Parco Nazionale dell’Aspromonte ha avuto la fortuna di essere guidato da uno dei migliori direttori in circolazione, in queste ore di grande sgomento, è un pensiero comune a tante altre persone. Il primo giugno scorso c’eravamo incontrati in Sila, all’assemblea nazionale di ALTURA (Associazione per La Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti), gli avevo donato dei poster, anche in quell’occasione non aveva fatto mancare la sua testimonianza, sempre ben gradita. Mi resta però una grande amarezza. In questi tre anni di permanenza fissa, nonostante i buoni propositi, non siamo riusciti a organizzare quel tanto desiderato fine settimana all’insegna dell’osservazione degli uccelli della Sila, come lui stesso mi diceva: “da realizzare col binocolo al collo”.

Tra una dedica scritta su un libro, qualche foto, tante mail e messaggi conservati a distanza di molti anni, ho ripercorso una parte della mia vita vissuta, tra le varie cose, con la presenza silenziosa di un grande uomo. Mi è bastato leggere i tanti messaggi pubblici e privati in suo ricordo per comprenderne ancor di più la grandezza d’animo e le tante tracce che ha solcato ovunque. Segni indelebili che mai nessuno potrà cancellare. In queste ore vari amici in comune e diversi ornitologi da ogni parte d’Italia, increduli, mi chiedono di rivolgere a lui un ultimo saluto.

Sergio è stato un esempio di rigore morale e di spiccato senso del dovere per ognuno di noi. Lo ricorderò senz’altro come un grande amico mio e come un grande amico degli uccelli, questo mi basterà per portarlo sempre al mio fianco. In questo momento di grande sconforto, un pensiero e un abbraccio vanno alla sua famiglia, alla compagna e ai dipendenti del Parco Nazionale dell’Aspromonte e dei Parchi del Ducato.

Ciao Sergio, rimarrai per sempre nei nostri cuori, sarà impossibile dimenticarti… che tu possa volare nei cieli più alti, proprio come fanno le aquile di quell’Aspromonte che tanto amavi.

Il Nibbio Bruno – Foto di Sergio Tralongo


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