Motorshow 2Mari, Luca Abete parla di mafia con gli studenti: “Come fanno i mafiosi a guardarsi allo specchio?”

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Motorshow 2Mari, l’inviato di “Striscia la Notizia” ispira i ragazzi nel suo tour #noncifermanessuno e loro rilanciano: “Come fanno i mafiosi a guardarsi allo specchio?”

Sicurezza, ambiente, best practice e la piacevole sorpresa di riscontrare nelle nuovissime generazioni uno spiccato e davvero sorprendente, oltre che maturo, senso civico. Questi gli ingredienti di grande qualità che hanno arricchito di sostanza il secondo incontro di Luca Abete di Striscia la Notizia con i ragazzi delle scuole nell’ambito del suo tour motivazionale #noncifermanessuno.

Con la sua innata capacità di coinvolgere un pubblico così giovane, Abete ha stimolato alla grande gli studenti su temi molto significativi come l’ambiente, la sicurezza legata alla guida e la salute. Passando per la criminalità organizzata. Ha dialogato con loro sul rispetto dell’ambiente e sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti, non solo per chi si mette al volante o in sella sulle strade ma anche perché facendo uso di droghe non si fa altro che ingrassare le tasche, già illecite, della criminalità organizzata. Che, quindi, così facendo si arricchisce con questi proventi.

Sul punto, in particolare, i ragazzi hanno sorprendentemente incalzato Luca Abete mostrando una consapevolezza già di alto livello e fuori dal comune. Gli studenti hanno posto tante e interessanti domande a colui che li ha stimolati affermando che il vero male dell’ambiente siamo noi, con i nostri comportamenti superficiali ed errati. In merito all’argomento mafia, poi, molto significativo il passaggio su Falcone e Borsellino da parte di Abete. «Non vanno ricordati solo nell’anniversario della loro morte ma ogni giorno onorandoli con la nostra condotta», ha detto. E i giovani, a loro volta, gli hanno subito dato un feedback con un forte input: «Ma i mafiosi riescono a guardarsi in faccia per i danni che hanno commesso e che continuano a fare?». Molto significativi anche gli interventi del comandante del servizio operativo della direzione marittima della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria Antonio Lo Giudice e della direttrice dell’Aci di Reggio Calabria Sandra Pagani.

Sempre parlando al cuore e alla mente dei ragazzi, Lo Giudice ha affermato che «il mare dev’essere fruito ma anche rispettato e in tale senso si è anche innestata l’iniziativa “Plastic Free” per capire l’importanza di non abbandonare indiscriminatamente i rifiuti». «L’Aci non è solo l’ufficio in cui si paga il bollo auto – ha invece rilevato Sandra Paganima anche un ente che organizza gare sportive e che sensibilizza concretamente sul tema della sicurezza stradale. In quest’ottica svolgiamo il corso destinato ad una fascia d’età che parte dai bambini dell’asilo fino agli over 65, che rappresenta il nostro fiore all’occhiello».

«Nel percorso finalizzato alla sicurezza stradale – ha poi aggiunto la Pagani – simuliamo anche l’uso di sostanza alcoliche e stupefacenti alla guida per capirne l’effetto dannoso. Domenica inoltre abbiamo organizzato un convegno per comprendere l’importanza del soccorso immediato a chi è in difficoltà sulla strada». In ultima battuta ecco un suo messaggio-lampo e chiaro per invitare alla massima attenzione su questa tematica: «Molliamo il telefono cellulare alla guida e indossiamo le cinture di sicurezza!».


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