fbpx

Processo Miramare, domani la requisitoria del pm: Falcomatà, Neri e Muraca a rischio sospensione

processo miramare falcomatà Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Domani è una data attesa per la città di Reggio Calabria perché si terrà la Requisitoria del Pubblico Ministero Walter Ignazitto, che riassumerà e preciserà i capi d’accusa e le condanne richieste per gli imputati

Prosegue verso la conclusione il processo ‘Miramare’, che vede imputati il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, i membri della sua prima giunta, tra cui il vice Armando Neri e diversi assessori, per un totale di 11 imputati. Quella di domani, 21 Ottobre 2021, è una data molto attesa perché si terrà la Requisitoria del Pubblico Ministero Walter Ignazitto, che riassumerà e preciserà i capi d’accusa e le condanne richieste per gli imputati. L’accusa è abuso di ufficio e falso ideologico per l’assegnazione di un bene (il Miramare, appunto) che sarebbe avvenuta senza il ricorso alle procedure ad evidenza pubblica e quindi in modo “illegittimo”. Al centro dell’inchiesta, infatti, c’è la delibera della Giunta comunale con cui l’Amministrazione affidava all’imprenditore Paolo Zagarella, titolare dell’associazione “Il sottoscala”, la gestione temporanea del noto albergo Miramare, situato sul Corso Matteotti e da tempo ormai chiuso. L’affidamento in forma gratuita della gestione della struttura molto nota in città, sarebbe avvenuto in maniera diretta a Zagarella.

Oltre al Sindaco Falcomatà, si attende la decisione sul Vicesindaco Metropolitano Armando Neri, gli ex assessori Saverio Anghelone (all’epoca dei fatti Vicesindaco), Giuseppe Marino, Giovanni Muraca (ancora oggi assessore di Falcomatà al Comune) e Antonino Zimbalatti; gli ex assessori Agata Quattrone e Patrizia Nardi; il segretario comunale Giovanna Acquaviva e la dirigente di Palazzo San Giorgio, Maria Luisa Quattrone; il legale rappresentante dell’associazione “Il Sottoscala”, Paolo Zagarella. Angela Marcianò, invece, già condannata ad un anno di reclusione in primo grado, è stata l’unica tra gli indagati a scegliere il rito abbreviato per differenziare il suo percorso giudiziario dalla sua vecchia compagine amministrativa e attende l’esito del procedimento in Corte d’Appello. E’ già stata sospesa da consigliere comunale (sostituita da Filomena Iatì) e potrà riprendere il suo incarico in caso di assoluzione in Appello, appunto. Il resto della Giunta ha scelto il dibattimento ordinario. Dopo le richieste del pm di domani, a novembre inizieranno le discussioni delle difese e il 19 novembre è fissata l’eventuale replica del pm prima della sentenza di primo grado che farebbe scattare la legge Severino, in caso di condanna, con la sospensione di chi ricopre incarichi istituzionali. Un rischio enorme per il sindaco Falcomatà, il suo assessore Muraca e il vicesindaco metropolitano Neri.