Reggina, il 4-1 di Catania non è la fine ma un nuovo inizio: Gallo ha già vinto la partita più importante, e tanti dovrebbero chiedere scusa a Cevoli

Reggina, a Catania una sconfitta troppo pesante nel risultato finale di 4-1 per gli amaranto che hanno concluso la stagione a testa alta. E il presidente Gallo ha già vinto la partita più importante: riportare l’entusiasmo e la passione per il calcio in città dopo tre anni disastrosi

C’è un’enorme bandiera amaranto che sventola nel settore ospiti dello stadio Massimino di Catania: la Reggina ha appena perso 4-1 ma la squadra di Cevoli raccoglie gli applausi dei 14 tifosi che dopo il pasticcio combinato per una trasferta organizzata in poco più di 48 ore sono riusciti tra mille difficoltà a raggiungere l’ex Cibali: è il fotogramma di una stagione che si conclude a testa altissima per la squadra di Reggio Calabria. Il sogno del ritorno in serie B, coltivato in questi playoff, era più che altro il desiderio enorme di una piazza che negli ultimi anni aveva subito troppe delusioni. Ma non ha mai rappresentato una chance particolarmente verosimile osservando il campo dall’esterno, senza coinvolgimento emotivo, in modo obiettivo: troppo grande la differenza di valori tecnici tra l’organico della Reggina e quello di almeno 5-6 delle altre pretendenti, tra cui lo stesso Catania affrontato prestissimo.

Ecco perché quella di stasera a Catania non è la fine ma un nuovo inizio: è una sconfitta che verrà ricordata come il seme della rinascita di una ex cenerentola di provincia che tra la fine degli anni ’90 e il primo abbondante decennio del nuovo millennio si è trasformata in una piazza gloriosa del calcio italiano, protagonista di 9 stagioni in serie A e 18 consecutive tra B e A, con uno dei settori giovanili più prolifici per aver formato grandi talenti arrivati addirittura a vincere i Mondiali. Anche quella storia bellissima era iniziata con la delusione dello spareggio di Pescara perso con la Cremonese ai rigori nel 1989… Ma la Reggina adesso, con Gallo, può ritrovare quella dimensione ormai tristemente perduta.

Gallo ha già vinto la sua partita più importante: in pochissimi mesi ha riportato entusiasmo e passione in una città a cui per anni era stata negata anche soltanto la possibilità di tornare a sognare.

Il sogno che si è infranto stasera a Catania verrà coltivato ancora, con maggior convinzione e soprattutto con più possibilità di realizzarlo, nella prossima stagione. Una stagione che si preannuncia pazzesca per un girone meridionale della serie C in cui insieme alla Reggina potrebbero giocare Palermo, Bari, Foggia, Avellino, Catania, Catanzaro e Trapani: uno stimolo in più, una prospettiva ambiziosa e affascinante che a questa società non farà paura. Il Granillo sarà una bolgia sin dall’inizio. Anzi, ci sarà sin dall’inizio. A differenza di quest’anno, in cui la squadra era stata costretta a svariate partite in campo neutro o a porte chiuse. Non si può dimenticare com’era iniziata la stagione calcistica della Reggina, con Cevoli costretto a guidare una squadra con una società allo sbando, eppure con risultati che erano stati subito discreti sul campo. Impossibile trascurare il fatto che senza i 4 punti di penalizzazione rimediati per le inadempienze della precedente proprietà nella prima parte della stagione, la Reggina non avrebbe incontrato il Catania stasera ai playoff e avrebbe avuto maggiori chance per andare avanti contro avversari meno proibitivi.

E dal punto di vista tecnico, in tanti dovrebbero chiedere scusa a Cevoli. Perchè senza la disastrosa parentesi Drago, questa squadra avrebbe chiuso la stagione ben più in alto in classifica. Adesso il tecnico merita ampia considerazione anche per un’eventuale riconferma per la prossima stagione: se l’è meritata per quello che ha fatto sia prima dell’esonero che dopo la scelta di Gallo di richiamarlo alla guida della panchina quando, con Drago, persino l’accesso ai playoff sembrava compromesso.

Il Granillo è tornato, contro la Casertana e contro il Monopoli, quella bolgia che non si vedeva dallo spareggio playout vinto con il Messina a maggio 2015, epilogo dell’era Foti. E non è un caso se la prima cosa che Gallo ha deciso di fare una volta diventato Presidente, è stato proprio restituire lo storico marchio della Reggina di Foti e il Centro Sportivo Sant’Agata alla società, portando in un colpo solo quell’attesa esigenza di pacificazione e continuità nei confronti di una storia che soltanto qualche idiota si permetteva ottusamente di rinnegare ma di cui invece Reggio Calabria è fortemente orgogliosa.

Sono stati tre anni e mezzo da incubo per la Reggina, ma quell’incubo adesso è finito. Il pullman, lo store, i progetti per il Granillo e la voglia di tornare nel calcio che conta: Gallo ha già dato ampie garanzie, stasera a Catania non è la fine di un sogno ma l’inizio di una nuova storia di gloria. La Reggina è tornata.

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