Emilio Fede ai Lunatici: “condanna? Sono in attesa della decisione finale che non sono gli arresti. Se dovrò pagare qualcosa spero di essere destinato ai giovani che hanno bisogno di essere recuperati”

L’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, è tornato a parlare della condanna subita nel Ruby Bis

Emilio Fede è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino.

L’ex direttore del Tg4 è tornato a parlare della condanna subita nel Ruby Bis: “Come convivo con la sentenza? L’hanno esagerata, io faccio sempre notizia, non c’è niente da fare. Sono in attesa della decisione finale che non sono gli arresti. Per che cosa poi? Per aver tentato l’induzione di tre ragazze che erano ad Arcore alla prostituzione. Io non vorrei affrontare il tema giustizia su cui in questo momento è meglio tacere, ho grande rispetto della giustizia, però caspita ragazzi, che rottura di palle quando ti trovi al centro di una vicenda su cui non c’entri nulla. Siamo ancora al bunga bunga, ma vi rendete conto? E ne parliamo solo perché di mezzo ci sono io. Io e Berlusconi.  Prima o poi si saprà perché e per come c’è stata questa percussione riguardo a Berlusconi. Gliene hanno fatte di tutti i colori. Io spero comunque che se dovrò pagare qualcosa di essere destinato ai giovani che hanno bisogno di essere recuperati o agli anziani che sono persone sole”.

Fede, poi, ha parlato del Governatore della Liguria, Toti: “Un giorno Berlusconi mi chiama e mi chiede chi è il mio parrucchiere. Poi mi chiama e mi chiede qual è la clinica in cui sono dimagrito. Gli ho risposto ‘Presidente, ma mica starà pensando di trasformare Toti in Emilio Fede?”. Ognuno il suo! Toti è una brava persona, abita vicino a me, è bravo, ma da qui a diventare governatore, da qui a diventare capo di un nuovo partito contrario a Berlusconi, ce ne corre. Toti, nei suoi limiti di giornalista, da direttore di una testata va anche bene, ma non può erigersi a capo di un movimento politico. Giovanni, non lo sei! Devi ancora pedalare, devi ancora mangiare.  E poi non si tradiscono le persone. Il tradimento è una delle vergogne della nostra società. Io e tanti altri come me ho subito l’invidia totale. Il fatto che fossi così legato a Berlusconi mi ha esposto. E con Berlusconi va ancora benissimo. Alla faccia di tutti!”.


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