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Bollette, il piano di Draghi per frenare il rincaro su luce e gas: “intervento da tre miliardi per aiutare famiglie meno abbienti”

draghi Foto di Fabio Frustaci / Ansa

L’esecutivo taglierà del 30-40% gli aumenti delle bollette dell’elettricità del gas. Previsto anche il potenziamento del bonus sociale per i nuclei familiari più poveri

Dovrebbe arrivare sul tavolo del Cdm di oggi l’intervento del Governo per calmierare l’atteso aumento delle bollette di luce e gas. Il prossimo aggiornamento delle bollette da parte di Arera è atteso per fine mese. In quella fase si capirà quanto il rincaro delle materie prime spingerà all’insù le bollette degli italiani. La misura allo studio di Palazzo Chigi ricalcherebbe quella dello scorso luglio, quando il Cdm stanziò 1,2 miliardi per lo stesso scopo. “In assenza di un intervento del Governo, nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 40%, e quello del gas del 30%. Per questo – ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, all’assemblea di Confindustria – abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese”. Le risorse necessarie per l’intervento, così come a luglio, saranno attinte dai proventi delle aste CO2. Draghi ha evidenziato che l’intervento complessivo ammonterà a 3 miliardi.

“Bene l’eliminazione degli oneri, ma non è sufficiente se valgono i rialzi prospettati da Draghi, ossia il 40% e il 30% del prezzo complessivo della bolletta, rispettivamente, di luce e del gas”. E’ quanto afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato oggi che in Csm si discuterà di eliminare gli oneri di sistema sia per la luce che per il gas, stanziando oltre 3 miliardi, a fronte di un aumento potenziale del 40% del prezzo della luce e del 30% su quello del gas. Ma per l’Unc, “per una famiglia tipo, considerato i dati del secondo trimestre 2021, prima cioè del taglio da 1,2 miliardi avvenuto a giugno, l’annullamento totale degli oneri implicherebbe, su una bolletta media per la luce pari a 562 euro (non riferita all’anno scorrevole), una riduzione pari a 113 euro, a fronte, però, di un aumento teorico (quello prospettato da Draghi del 40% sul prezzo complessivo della luce) di 225 euro. Insomma, la bolletta salirebbe, comunque, su base annua, di 112 euro (28 euro su base trimestrale, a fronte di consumi equivalenti in ogni trimestre). Una stangata non da poco”. “Per il gas, poi, su una bolletta per la famiglia tipo da 1028 euro, l’azzeramento degli oneri la abbasserebbe di appena 45 euro, a fronte del rincaro prospettato da Draghi del 30%, pari a 308 euro, con un rialzo finale pari a 263 euro nei dodici mesi. Insomma, l’aumento, se davvero gli aumenti sono di quella portata, sarebbe comunque astronomico. Per questo bisogna intervenire anche su accise, addizionali regionali e Iva”, conclude Vignola.

Oltre al taglio degli oneri, il premier ha poi annunciato un potenziamento del bonus luce e gas per proteggere soprattutto le fasce di popolazione più in difficoltà. Su questo punto le ipotesi di intervento sono due: allargare la fascia di popolazione che avrebbe potuto godere del bonus o rafforzarlo per le persone che già ne usufruiscono. Alla fine si dovrebbe scegliere questa seconda possibilità. Il premier nel suo discorso davanti gli industriali non ha fatto cenno alla riduzione dell’Iva. Un intervento in tal senso, infatti, non sarebbe previsto nel decreto di oggi. Un eventuale taglio dell’imposta potrebbe trovare spazio nella prossima legge di Bilancio, trovando ovviamente le risorse per fare fronte alle minori entrate. Rimane poi aperto il cantiere per una riforma sistemica degli oneri di sistema. L’ipotesi è che possa trovare spazio o nel ddl Concorrenza o nell’attuazione della delega fiscale.