Reggio Calabria, il disastro delle ZTL certifica il fallimento dei 5 anni di Falcomatà (e non solo): è l’estate più triste, città indietro di 50 anni [FOTO]

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Reggio Calabria, l’estate più triste nel centro città: strade chiuse al traffico completamente desolate, ma tra il corso e il Lungomare c’è il delirio di illegalità completamente fuori controllo: è il fallimento dell’Amministrazione guidata da Falcomatà, Sindaco da quasi 5 anni

E’ l’estate più triste per Reggio Calabria, una città che quest’anno sembra aver fatto un capitombolo all’indietro di almeno 50 anni: un fallimento drammatico che certifica la disastrosa gestione politica da parte dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Falcomatà, al timone di Palazzo San Giorgio da ormai quasi 5 anni (si è insediato il 29 Ottobre 2014). Mentre il primo cittadino e la sua giunta vengono travolti dagli scandali e incombe il processo sul “Caso Miramare” dove tutti gli imputati, a partire da Falcomatà, sono accusati di “abuso d’ufficio e falso” (l’ex assessore Marcianò che aveva chiesto il rito abbreviato è già stata condannata a 12 mesi di carcere, per gli stessi capi d’imputazione l’ex Sindaco Scopelliti è stato condannato in Cassazione il 4 aprile 2018 a 4 anni e 7 mesi di carcere, dove si trova tutt’ora recluso), la città è abbandonata all’illegalità più diffusa e incontrollata.

Proprio per quest’estate, l’Amministrazione comunale ha lanciato in pompa magna le Ztl notturne nei weekend: annunciate come una novità rivoluzionarie, si sono rivelate un flop clamoroso. Nel primo weekend, il Comune non aveva informato neanche gli autisti dei bus comunali provocando un ingorgo senza precedenti nel tardo pomeriggio del Sabato, scatenando la rabbia di migliaia di automobilisti costretti a ore di coda nelle strade del centro. E nel secondo weekend, quello appena concluso, le modifiche apportate alle aree chiuse al traffico hanno soltanto peggiorato le cose. La città si ritrova paradossalmente più triste e desolata, pericolosa e abbandonata: molti tratti di strada (come ad esempio quelli di via San Francesco da Paola a piazza Duomo e quello, poco più avanti, del Liceo Classico) vengono inspiegabilmente chiusi al traffico senza alcuna utilità per i pedoni. Rimangono deserti e desolati perchè d’estate nessuno frequenta quelle zone (vedi foto nella gallery scorrevole a corredo dell’articolo).

Invece il Lungomare, che incredibilmente resta aperto al traffico sia in via Marina bassa che in via Marina alta (!!!) c’è il caos di smog, automobili e motocicli, con annessi parcheggi selvaggi. Abusivi, illegali e incontrollati. Come se non bastasse, in molti tratti della via Marina alta la pubblica illuminazione è spenta (o guasta?), e diventa rischiosissimo persino attraversare la strada (non è un caso il boom di incidenti stradali che negli ultimi mesi hanno coinvolto numerosi pedoni proprio nel centro storico). Gli stessi pedoni sono costretti ad accontentarsi del classico marciapiede del Lungomare, con centinaia di ciclisti che sfrecciano a velocità folli tra i bambini, e una calca di gente incredibile, costretta a respirare lo smog provocato dalle auto che, vista la chiusura delle altre strade, sono costrette ad imbottigliarsi nel traffico della via Marina anche se non volessero transitare da lì.

Avrebbe molto più senso fare al contrario: lasciare aperte al traffico tutte le strade superiori, e chiudere completamente il Lungomare consentendo a pedoni e ciclisti di godersi il “chilometro più bello d’Italia” con l’aria pulita e l’ossigeno dei suoi alberi, e senza problemi di spazio. Non è difficile: sarebbe molto semplice! E’ già stato sperimentato in molte occasioni (concerti e notti bianche sin quindici anni fa), ma più di recente anche da quest’amministrazione quando l’ex Assessore Agata Quattrone aveva realizzato le domeniche green sul Lungomare, con grande successo. Ma Falcomatà l’ha cacciata dalla giunta e di green sul Lungomare non c’è stato più nulla. Eppure non serve un genio per capire che d’estate la gente va in via Marina, e se bisogna ingrandire le aree pedonali (idea buona e giusta!) è proprio lì che bisogna farlo, non in strade desolate che rimangono vuote e inutilizzate.

Ancora peggio, invece, quello che succede sul corso Garibaldi: è isola pedonale dal 2003, eppure adesso, in piena estate, mentre il Comune chiude con transenne degne di sagre di paese molte altre strade (inutilmente), sul corso Garibaldi continuano a scorrazzare liberamente centinaia di auto senza che nessuno intervenga per redarguirle o, come bisognerebbe fare, multarle. In molti si parcheggiano persino davanti al negozio dove devono recarsi, o sui marciapiedi, in doppia e tripla fila nella zona del teatro comunale o di piazza Duomo. Anche in via Marina alta troviamo centinaia e centinaia (probabilmente migliaia) di automobili parcheggiate sulla destra, restringendo pericolosamente la carreggiata, e in divieto di sosta nelle traverse che collegano la via Marina alta a quella bassa, persino sui marciapiedi delle fontane e dei giardini. Tutto documentato dalle fotografie che pubblichiamo nella gallery a corredo dell’articolo. Insomma, fanno la Ztl in dieci strade quando non riescono a garantire quella che già c’è, con auto che scorrazzano e parcheggiano liberamente sul Corso Garibaldi!

Per chi riesce ad arrivare a piedi nell’unico tratto pedonale del Lungomare (quello che fortunatamente è costruito su un marciapiede rialzato di almeno 30cm, altrimenti anche lì chissà quante ne vedremo….), ecco assistere a uno spettacolo ancor più indecoroso: intere tribù di venditori ambulanti privi di ogni autorizzazione (sono vere e proprie famiglie, le donne fanno le treccine e gli uomini vendono occhiali da sole, repliche di borse griffate e qualsiasi altra cianfrusaglia), addirittura numerose cartomanti, venditori di “acqua che sa di acqua” (vuoi negare un po’ di simpatia?), predicatori di sette religiose che vogliono inculcare il loro vangelo, camioncini-bancarelle dove bisogna sparare per vincere un peluche come nelle più rozze feste di paese e, novità di quest’anno, una coppia (marito, moglie e figlia) vestiti da marinai con due pappagalli esotici che chiedono soldi in cambio di una foto. Senza considerare il numero ormai enorme di ubriachi che importunano i passanti nella città in cui fino a qualche anno fa persino le ragazzine potevano uscire da sole in qualsiasi orario del giorno e della notte.

Poco più avanti c’è ancora la ruota panoramica: meglio salire a farsi un giro, almeno da lassù tutto questo schifo non si vede bene. Reggio dall’alto è un gioiello: potrebbe essere il centro del mondo, meta turistica ambita per milioni di visitatori viste le straordinarie bellezze che custodisce e regala sotto il profilo storico, culturale, paesaggistico e naturalistico. Invece continua ad essere violentata, da se’ stessa, dalla propria sottocultura, dal lassismo e dal menefreghismo di una classe dirigente incapace e cieca che negli ultimi 5 anni ha costruito la città dell’illegalità dell’anarchia.

E così, nel silenzio e nell’indifferenza di tutti, Reggio Calabria è diventata l’emblema del classico “paesone” del Sud anni ’70 in cui non esistono le regole della Repubblica ma ognuno fa quello che gli pare e nessuno si prodiga a imporre il rispetto delle leggi.

A fronte di tutto questo, a pochi mesi dalle elezioni Comunali, Reggio Calabria è anche la città che non ha ancora sfornato una valida alternativa politica, civica o sociale a quest’imbarazzante disastro: persino i grillini, così nuovi, giovani e volenterosi, hanno candidamente ammesso nei giorni scorsi che non sanno ancora se presenteranno o meno una lista. Il Centro/Destra, diviso dai problemi interni ai partiti della coalizione, certamente alla fine si organizzerà ma giusto per un aspetto politico, e comunque in enorme ritardo. Per il resto c’è il vuoto, proprio dal basso, da lì dove doveva partire la voglia di ribellarsi a questo schifo. Che evidentemente piace e sta bene un po’ a tutti quanti in una città che ama sguazzare nel letame.


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