Tragedia a Catania, bimbo dimenticato in auto dal papà. La psicologa: “Lo stress altera i ricordi, cervello perde il contatto con la realtà”

Paola Vinguerra commenta il decesso del bimbo di 2 anni a Catania, dimentica dal papà in auto: “La sensazione di avere fatto automaticamente un’azione dà la percezione di averla fatta realmente”

“Lo stress che sta dilagando, per motivi economici e anche sociali, provoca nelle persone un altissimo livello di sovraffaticamento. Il cervello, in una situazione di continuo allarme e continuo stimolo a fare, perde il contatto con il ‘qui e ora’. E’ anche per questo che si pensa di avere lasciato un bambino a scuola come sempre, e non si ha la percezione di non averlo fatto: avendo anticipato un’azione futura nella nostra mente, registriamo quell’evento abituale come accaduto. Per noi quindi è realmente avvenuto”. Parole di Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente Eurodap-Associazione europea disturbi attacchi di panico, che commenta la drammatica vicenda del decesso di un bimbo di 2 anni a Catania, dimenticato dal papà nell’auto del parcheggio della Facoltà di Ingegneria. “Lo stress – osserva ancora la psicoterapeuta – è una condizione che, se non viene accompagnata da momenti di defaticamento, produce un’alterazione chimica in tutto il nostro corpo, determinando depressione ansia e anche malattie fisiche. E questo caso, purtroppo, non è il primo del genere”.Due anni fa – ricorda Vinciguerra – un papà ha lasciato il figlio in macchina dimenticando di accompagnarlo all’asilo perché in quel momento il suo cervello era spostato sulla riunione che doveva affrontare in ufficio. La sensazione di avere fatto automaticamente l’azione gli ha dato la percezione di averla fatta realmente. Questo è quello che può accadere per una falsa percezione di azioni compiute perché preventivate – conclude l’esperta – perché il cervello si sposta dal presente a ciò che c’è da fare immediatamente dopo“.

 


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