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Il Ponte e la suggestione della Funivia sullo Stretto. L’ing. D’Armini: “opera di ingegneria unica al mondo, avrebbe funzione turistica. Il progetto già visionato da imprese di livello internazionale” [FOTO E VIDEO]

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La Funivia sullo Stretto, un’idea nata molti anni fa e oggi rilanciata dall’ingegnere Alessandro D’Armini: la sua funzione turistica potrebbe essere integrata al progetto del Ponte sullo Stretto per il rilancio dell’area di Messina e Reggio Calabria

Un tema che per decenni è stato considerato un tabù, un discorso spesso rimandato e sempre messo come nel cassetto delle cose da fare ma impossibili da realizzare. Adesso però parlare del Ponte sullo Stretto è diventato nuovamente possibile grazie alla recente decisione stabilita dalla Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni che, su proposta di Sicilia e Calabria, ha inserito il progetto di realizzazione dell’opera nel Piano straordinario di infrastrutturazione. Un risultato importante in vista del dibattito parlamentare sulla conversione del ‘Decreto agosto’ che così potrebbe inserire il Ponte nella programmazione delle opere da finanziare con il Recovery Fund. In un’epoca nella quale tutto è più veloce, i collegamenti rapidi sono quindi sempre più necessari, il Ponte sullo Stretto di Messina è un’opera necessaria per l’intera area, che comprende anche la provincia di Reggio Calabria, al momento isolata dal resto del Paese. La differenza tra uno Stato che vuole migliorarsi ed uno che invece preferisce stare fermo nella sua condizione sta proprio nel coraggio di puntare su determinate opere strategiche che permettono di investire sul futuro e sul lavoro. La creazione di un’opera simile permetterebbe a molte aziende di operare e di dare quindi occupazione in un territorio dove il tasso di disoccupazione è molto alto tra i giovani. Inoltre, una volta finito, il Ponte renderebbe più efficienti gli spostamenti da e per la Sicilia, con vantaggi di cui ne risentirebbe anche la Calabria.

E tra coloro che dicono “Si al Ponte” c’è anche l’ingegnere Alessandro D’Armini. Nel corso di un’intervista ai microfoni di StrettoWeb, ha spiegato che utilizzando gli stessi piloni del Ponte è possibile anche la realizzazione della Funivia sullo Stretto. Studi specifici e progetti di esperti nel settore e di imprese funiviare di primo ordine hanno dimostrato che ciò è possibile. “Sarebbe la più grande opera di Ingegneria Italiana del mondo”, ha sottolineato con convinzione il figlio d’arte del professor ingegner Pietro D’Armini, deceduto nel 1999, che è stato il fondatore dell’OITAF (Organizzazione Internazionale Trasporti a Fune). Il padre è stato il più grande esperto a livello nazionale e mondiale di impianti funiviari. Ad esempio la funivia del Cermis e quella dell’Aiguille du Midi sul Monte Bianco, che ha una campata unica di 3.500 mt, sono stati da lui ideati e progettati.

“Mio padre fu il primo ad immaginare un collegamento funiviare che potesse unire la costa calabra e siciliana – premette Alessandro D’Armini – , facendo di persona un progetto di fattibilità tecnico-economica. Parlo di fatti ormai lontani nel tempo, se ne discuteva agli inizi degli anni Ottanta, ma riuscì a portare questo progetto alla visione del Ministro dei Trasporti e a farlo approvare dalla Commissione Funivie (organo internazionale del Ministero) e dall’OITAF, che è la principale organizzazione che certifica questo tipo di impianti nel mondo”.

Dalle premesse, D’Armini entra poi nel merito: “è normale che adesso il progetto andrebbe rimodulato, perché dalla sua ideazione sono passati troppi anni. Andrebbe rivisitato con le nuove tecnologie, però io all’epoca ereditai il materiale di mio padre ed affrontai l’argomento con esperti del settore che ho conosciuto e sono tuttora in vita, come ad esempio l’ingegner Achille Bonini. Parliamo di un luminare degli impianti a fune, che è perfettamente a conoscenza del progetto di mio padre. Inoltre ebbi l’approvazione anche di tre grosse imprese funiviare di livello mondiale: LEITNER, Doppelmayr  e Poma Italia, che oggi non esiste più ma è stata accorpata alla Doppelmayr”. Queste imprese hanno creato sempre funivie in montagna, ma tranne in rari casi (come ad esempio a Barcellona) nessuno ha mai costruito funivie che vanno in orizzontale e non in verticale. “Mi feci dimostrare con carte e calcoli alla mano – continua D’Armini – che la funivia orizzontale ha la stessa funzione e si avvale delle stesse considerazioni. Quindi anche sullo Stretto di Messina, con lo studio dei venti e delle correnti, era un discorso che si poteva fare. Si iniziò a parlare dunque di funivia turistica, perché ovviamente questo è un tipo di trasporto che non è adatto agli spostamenti di massa, che comunque avrebbe potuto dare un grande impatto a livello internazionale”.

Una funivia dalla quale poter ammirare il panorama dello Stretto di Messina, la Costa Viola calabra e quella siciliana, uno spettacolo unico al mondo che avrebbe potuto attirare l’attenzione di visitatori da ogni parte del mondo. “Gli estremi del tracciato sarebbero posti nei pressi dell’abitato di Granatari in Sicilia e di Piale in Calabria, inoltre sarebbe costituito da una grande campata centrale di attraversamento (lunga circa 3400 mt), sostenuta agli estremi da due sostegni, alti 335 mt circa quello sulla sponda sicula e 325 mt quello sulla sponda calabrese, e da due campate laterali che permettono il raggiungimento della cima dei sostegni (750 mt in Sicilia e 675 mt in Calabria. Era questo il sogno di mio padre, che comunque all’epoca non pensava ancora al Ponte. Il mio unico merito – sottolinea Alessandro D’Armini – è stato quello di accorpare il progetto della funivia a quello del Ponte, perché andai io direttamente a parlare con le tre famosissime aziende, proponendogli di unire le due idee. Si tratta infatti di due costruzioni completamente diverse nelle loro funzioni: mentre il Ponte ha un sistema di trasporto ferroviario e stradale per gli spostamenti veloci, la funivia porta soltanto dei numeri limitati di persone che però hanno uno scopo turistico. La risposta delle aziende è stata sempre positiva, in quanto è possibile appoggiarsi ai piloni destro e sinistro, quello calabro e quello siciliano, facendoli diventare i traenti della funivia. Sarebbe un’opera di ingegneria unica al mondo. Noi abbiamo in Italia figure professionali di altissimo livello, perché non sfruttarle in modo concreto nel nostro territorio, piuttosto che mandarli ad operare soltanto in Olanda e in Danimarca?”.

L’ingegner Alessandro D’Armini non è di origini siciliane, né tanto meno calabresi, ma lui, come anche il padre, hanno a cuore questa parte d’Italia potenzialmente ricca di opportunità e per questo da anni pensano in grande per il suo rilancio: “la costruzione del Ponte sullo Stretto garantirebbe posti di lavoro a milioni di persone, a tanta gente residente nel posto. Quando mio padre progettò tutto questo, pensava unicamente al bene del Sud, non l’hai mai vista nel suo aspetto commerciale, ma l’ha sempre considerata un’opera in grado di dare sviluppo al territorio. Era il suo sogno nel cassetto. Così io, insieme all’ingegnere Achille Bonini stilammo una brochure e presentammo una relazione nel 2003 durante un convegno internazionale di trasporti tenutosi ad Innsbruck davanti a 1500 esperti, ottenendo consensi da parte di tutti”.

“Adesso che si sta tornando a parlare del Ponte in maniera concreta, ho ritenuto opportuno far riemergere l’idea della funivia. Io sono un trasportista, ma è un progetto che va fatto. La funivia, costruita insieme al Ponte, costerebbe la metà perché utilizzerebbe le sue stesse strutture portanti. Andrebbero aggiunti soltanto gli ascensori per salire di quota, separando tutti i traffici ferroviari e stradali, così come funziona nelle strutture sciistiche costruite sul Monte Bianco. Noi pensammo questo all’epoca, ma oggi si monterebbe ascensori con sistemi rotanti, cabine tutte in vetro trasparente per vedere il mare anche sotto i piedi. Sarebbe qualcosa di incredibile. L’azienda LEINTER è stata capace di fare questo sulle Alpi ad oltre 3mila metri di altezza, l’idea di mio padre era invece quella di farlo sul mare e con il panorama di Messina e Reggio Calabria come sfondo, ho i brividi solo ad immaginarlo”.

La funivia e il Ponte sullo Stretto diventerebbero simbolo nel mondo dell’intera area, generando un flusso di turismo che nel tempo porterebbe solamente benefici a Sicilia e Calabria. Basti solamente pensare al Ponte di Brooklyn  a New York oppure al Golden Gate Bridge che unisce l’Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco, opere utili non solo dal punto di vista degli spostamenti, ma considerati appunto attrazioni per visitatori provenienti da ogni parte del mondo. “Prima o poi lo spettro del Covid-19 passerà e il turismo riprenderà alla grande – conclude D’Armini – , si pensi al biglietto da visita che la funivia potrebbe offrire la possibilità di ammirare le meraviglie della Costa Viola calabra da Scilla a Cannitello, da Villa San Giovanni a Reggio Calabria, nonché la maestosità dell’Aspromonte e, per la parte sicula, la costa da Capo Peloro a Ganzirri, da Sant’Agata a Messina e anche più a sud oltre al complesso montuoso dei Peloritani. Attraversare lo Stretto nel giro 7 minuti, da una sponda all’altra, per uno spostamento in grado di liberare sensazioni uniche al mondo. La funivia darebbe un valore aggiunto al progetto del Ponte e, dal punto di vista economico, il costo non sarebbe affatto elevato rispetto all’importanza dell’opera, tant’è vero che come ordine di grandezza, sarebbero sufficienti circa 47 milioni di euro per la sua costruzione e l’esercizio costerebbe meno di 1,2 milioni di euro l’anno. Semmai un giorno si dovesse iniziare a costruire, io ho soltanto un desiderio da realizzare: che vengano poste due targhe, una alla stazione di partenza e una alla stazione di arrivo, con scritto “progetto pensato e ideato dal professor ingegnere Pietro D’Armini”. E’ l’unica cosa che chiede, non alcun altro tipo di interesse. Avrei soltanto il desiderio di veder costruita un’opera che era il sogno da mio padre”. Si parla chiaramente di un’opera dalla grande risonanza strategica, che darebbe una svolta anche sul fronte occupazionale sia in termini di effettivi posti di lavoro e sia di una maggiore qualità delle professionalità lavorative. Entusiasmo, positività e ammodernamento, tutto ciò di cui Sicilia e Calabria hanno bisogno.

La Funivia sullo Stretto, un progetto di rilevanza internazionale: dettagli, costi e funzione [VIDEO]