Reggio Calabria, i cittadini espongono correttamente i mastelli della differenziata ma nella centralissima via De Nava non passa nessuno a raccoglierli [FOTO LIVE]

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Reggio Calabria, la raccolta differenziata “porta a porta” correttamente effettuata dai cittadini è letteralmente abbandonata dagli operatori nella centralissima via De Nava, provocando condizioni di degrado igienico, sanitario e compromettendo il pubblico decoro

Stamattina l’Avr – la società che gestisce la raccolta differenziata per conto del Comune di Reggio Calabria – ha scritto a StrettoWeb esaltando il metodo del porta a porta intrapreso in città, sviscerando considerazioni variegate e puntando il dito contro i cittadini che sarebbero colpevoli di cattive abitudini determinando l’abbandono di cumuli di rifiuti in ogni portone di ogni quartiere. A prescindere dal contenuto esternato dall’Avr e da qualsiasi altra possibile riflessione, facciamo parlare i fatti. Su StrettoWeb, infatti, da anni segnaliamo i disservizi e le problematiche di questo sistema di raccolta differenziata (che, guarda caso, non è adottato da nessun’altra città italiana e mondiale, bensì risulta valido esclusivamente nei piccoli centri). Quella raccontata dall’Avr sembra una realtà immaginaria rispetto alle condizioni in cui i reggini sono costretti a vivere ogni giorno.

Oggi siamo nella centralissima via De Nava, a pochi metri dal Museo Nazionale della Magna Grecia che custodisce straordinari gioielli come i Bronzi di Riace e ospita ogni giorno centinaia di turisti e visitatori: ebbene, proprio in via De Nava ci sono cumuli di spazzatura correttamente differenziata dai cittadini, con i sacchetti giusti e i mastelli giusti. Eppure l’operatore che doveva ritirare l’organico non è passato ne’ sabato ne’ oggi, come previsto dal calendario, e anche l’indifferenziato è stato abbandonato al proprio destino. Eloquenti le immagini che pubblichiamo nella gallery a corredo dell’articolo. Oltre al decoro perduto, si rileva la gravità della situazione: non stiamo parlando di plastica, carta, cartone o vetro, ma di quelle frazioni di rifiuto (l’umido e l’indifferenziato) più esposte nel determinare gravi pericoli per la salute pubblica.

Facile immaginare come si possano sentire i reggini: costretti a pagare le tasse più alte d’Italia, con l’imposizione di un sistema di raccolta differenziata che richiede sacrifici tali che non hanno eguali in alcuna altra città italiana o estera, non solo fanno la differenziata senza alcun premio o riconoscimento (come invece accade altrove, con sconti della Tari proporzionali alla mole di rifiuti differenziati), ma sono costretti a consegnarla nei giorni e negli orari decisi da terzi senza alcuna libertà alternativa (come invece accade in tutte le altre città che adottano parzialmente il porta a porta), poi si vedono questi disservizi che compromettono l’igiene, la salute e il decoro e contemporaneamente vengono accusati a più riprese dal Comune e dall’Avr di essere i responsabili di questa situazione. Insomma, oltre al danno la beffa. “Cornuti e mazziati“.

Non riteniamo ci sia altro da aggiungere, se non le immagini e la cronaca della realtà quotidiana di Reggio Calabria che continueremo a raccontare ogni giorno raccogliendo le istanze e le testimonianze dei cittadini.