Messina, bomba sui servizi sociali. De Luca senza freni in Consiglio comunale racconta il sistema delle “Parentopoli” nelle partecipate: “Pizzo legalizzato, tutti sapevano”

Messina, De Luca: “Nei Servizi Sociali collegamenti finalizzati al malaffare”

Seduta di fuoco a Palazzo Zanca. Con un’ora e mezza di ritardo De Luca stamattina ha incontrato il civico consesso per affrontare tutti i nodi da cui dipenderà la sua permanenza a Palazzo Zanca.

Il primo cittadino ha aggiunto altri elementi alla documentazione del Salva Messina, ancora più delicati: “Oggi- ha esordito – si uscirà da qui senza un sindaco o con un’aula che supporta la programmazione del primo cittadino”. Il clima dell’aula già dalla prime battute di De Luca è diventato tesissimo: il sindaco ha posto una pregiudiziale per chiedere all’aula se ci fossero o meno conflitti di interesse dei consiglieri e affini su Amam, Servizi Sociali e Atm: “È arrivato il momento- ha detto De Luca- di guardare in faccia chi in quest’aula ha conflitti di interesse con le partecipate. Se ci sono dipendenti o consiglieri comunali che hanno parenti o affini nelle società lo riferiscano e lascino l’aula“. Dopo un’iniziale attimo di titubanza è intervenuta la consigliera Cannistrà, che dal ’96 è operatrice nel settore dei servizi sociali.

Dopo una breve pausa e gli interventi dei consiglieri Gennaro, Gioveni e Calabrò, in merito alla natura della delibera Salva Messina, che di fatto e come confermato dal segretario generale, è un atto di indirizzo programmatico, non avente quindi effetti immediati, la seduta è ripresa con il discorso fiume del sindaco De Luca.

Il tema oggi– ha spiegato il sindaco- non è se passa o no il Salva Messina, ma come. Il come passerà il Salva Messina è un problema che si ripresenterà quando affronteremo ogni specifico provvedimento. Ho posto ora la questione per capire come sarà la condizione dell’aula per votare i provvedimenti. È scattato il conto alla rovescia”. Giorno 18 alle 24 infatti le dimissioni del sindaco diventano irrevocabili.

“Io- ha proseguito De Luca– sto giocando a carte scoperte, ora il senso di responsabilità di ognuno deve prevalere su tutto. Di fronte a singoli provvedimenti scatta un obbligo da parte di tutti i consiglieri. Quest’aula dovrà approvare  provvedimenti collegati ad effetto domino uno con l’altro“.

De Luca ha poi proseguito attaccando i sindacalisti: “si sono preoccupati con procedure opache di assicurare posti di lavoro a parenti, i sindacati in questa città sono serviti a creare tanta disoccupazione. Ogni posto farlocco a monte richiede una complicità che rasenta l’associazione a delinquere. La città continua a pagare un pizzo legalizzato alla municipalità che ha dimenticato di fare il proprio dovere”.

“Ma- ha ricordato il sindaco- rimane l’obbligo legale e costituzionale del pareggio di bilancio del Comune e delle partecipate a cui si dovrebbe aggiungere l’obbligo morale di non fornire servizi pubblici inefficienti a costi altissimi. Le casse del Comune sono vuote, il deficit è strutturale. Siamo ad un passo dal dissesto finanziario e ci sono scelte drammatiche da prendere, condannando la città a dieci anni di assenza di prospettive. Tutto questo– ha ribadito il sindaco-andava fatto cinque anni fa“.

I sindacalisti per De Luca si sono limitati ad accusarlo di macelleria sociale,”per difendere posti di lavoro creati con la logica del malaffare”: “Dalle organizzazioni sindacali non abbiamo avuto risposte collaborative per il contenuto del Salva Messina”.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

De Luca ha poi consegnato ai consiglieri un dossier sui servizi sociali, che testimonierebbe casi di parentopoli: “Alcuni funzionari direttivi del dipartimento Politiche per la Casa di Palazzo Zanca, responsabili delle gare, hanno figli che lavorano nel sistema delle cooperative. La nuova responsabile di Casa Serena ad esempio è figlia di uno questi dirigenti. Le norme anticorruzione che dovevano chiedere lo spostamento dei dirigenti ad altra area, che fine hanno fatto? Entro stanotte firmerò i trasferimenti, perché quello che è emerso è che qui ci sono collegamenti finalizzati al malaffare. Alcuni dirigenti nascondevano le spese facevano imputazioni in bilancio in capitoli anche a prescindere dalla giunta”.

“Da pubblico ufficiale- ha concluso il sindaco– non posso fare finta di nulla e devo smontare quel dipartimento e fare avere nel posto di competenza le relative indagini.  Io non ce l’ho con i lavoratori di Casa Serena, ma il mio dovere è non fornire alibi a nessuno. Ho avuto il coraggio di fare quello che nessuno ha avuto il coraggio di fare- ha detto il sindaco all’Aula– mettendovi tutto in mano”.

Intanto a Palazzo Zanca prosegue la seduta straordinaria di consiglio e il sindaco sta mostrando ai consiglieri un dossier caldissimo su Atm.