Reggio Calabria, Limardo al Ministro Grillo: “la sanità nella nostra Regione è al collasso”

Reggio Calabria, Limardo al Ministro Grillo: “Le voglio esprimere tutto il malumore mio e di molti cittadini italiani in merito alla sanità in Calabria che è al collasso totale”

Cosimo Limardo in qualità di Segretario Nazionale Dipartimento Diversamente Abili del Partito dei Valori Cristiani, ha scritto una lettera al ministro della salute Giulia Grillo. Di seguito il testo:

“Le voglio esprimere tutto il malumore mio e di molti cittadini ita- liani in merito alla sanità in Calabria che è al collasso totale. Signor Ministro la Costituzione italiana prevede che tutti gli italiani devono essere curati in maniera giusta e decente in tutto lo Stato italia- no ma questo in realtà non avviene ormai da anni curando e dando la precedenza ai migranti e a chi arriva in Italia pur non avendo lo status di rifugiato ed addirittura esistono in Italia ospedali solo per gli immigrati i quali hanno diritto di ricevere tutte le prestazioni gratuitamente ed immediate, cosa che orami per noi cittadini italiani non è più possibile senza pagare. Per una normale prenotazione di una visita diabetica e altri tipi di visite un cittadino normale deve aspettare mesi, mentre alcuni fortunati, come i politici, hanno a disposizione tutto ma dico proprio tutto mentre noi del popolo italiano siamo alla mercé di quelle persone che voi avete assunto nelle varie strutture sanitarie, per non parlare quando uno viene ricoverato in ospedale e viene sbattuto da un ospedale ad un altro come un pacco postale, perché non ci sono posti dove poterlo curare. Gentilissima Signor Ministro Lei che oggi occupa una poltrona importante nella sanità italiana do- vrà rendere giustizia per l’equità in tutte le strutture sanitarie italiane permettendo a tutti i cittadini italiani di ricevere servizi sanitari adeguati anche perchè il Popolo italiano, lavorando tutta la vita, ha già pagato per avere l’assistenza dovuta, e ricordi che la prevenzione farà risparmiare in futuro. Ogni cittadino ha diritto di curarsi bene, di fare le analisi necessarie al caso, di poter prendere i farmaci idonei alla propria patologia, inoltre tutti gli italiani hanno il diritto di curarsi negli ospedali della propria regione senza dover diventare pendolari anche per le malattie oltre che per il lavoro. Augurandoci che, con il Governo attuale, come ci avete promesso in campagna elettorale, presto si provvederà a migliorare le strutture sanitarie italiane con la speranza che in tutte le Regioni ogni ospedale abbia attrezzature adeguate e personale competente e professionale per ogni patologia. Attualmente in Calabria, la mia regione ma anche in molte altre, l’attesa di effettuare qualsiasi pre- stazione medico sanitaria, di cui per noi è un diritto fondamentale per la salute, è lunghissima tan- tochè i pazienti che richiedono tali prestazioni nell’attesa muoiono e quindi il diritto alla salute viene a decadere. Un paziente non può aspettare oltre 3 mesi e in alcuni casi anche anni per una eco- grafia oppure un’altra prestazione specialistica, ciò comporta che un disabile oppure un’anziano è costretto a togliere dalla misera pensione sociale circa 70\80 euro per fare un’analisi o una presta- zione mutualistica, per non parlare dei casi in cui oltre a questa cifra c’è da aggiungere i costi di viaggio per recarsi in un’altra regione. I medici di famiglia non vanno più a fare le medicazioni a casa dei loro pazienti ed inoltre spesso chiedono soldi per le visite a domicilio anche a persone esenti. Oggi un disabile con la sua piccola pensione è costretto a pagare ticket elevati e spesso comprarsi tutte le medicine necessarie per poter curare il proprio stato di malattia.

Gentilissima Ministro noi del Partito dei Valori Cristiani riteniamo che tutti i cittadini italiani devono avere il diritto di curarsi nella propria regione e ricevere prestazioni sanitarie adeguate alle proprie patologie, non ci deve essere differenza tra il Nord e il Sud, tra la Calabria e il Piemonte, ed ancora meno tra gli italiani e i migranti che non hanno mai pagato un centesimo di tasse, l’umanità va bene ma va data equità di fatto e di diritti al popolo italiano. Nella speranza che questo mio appello inviatoLe a nome mio e a nome di tutti i di quelle persone che voi avete assunto nelle varie strutture sanitarie, per non parlare quando uno viene ricoverato in ospedale e viene sbattuto da un ospedale ad un altro come un pacco postale, perché non ci sono posti dove poterlo curare. Gentilissima Signor Ministro Lei che oggi occupa una poltrona importante nella sanità italiana do- vrà rendere giustizia per l’equità in tutte le strutture sanitarie italiane permettendo a tutti i cittadini italiani di ricevere servizi sanitari adeguati anche perchè il Popolo italiano, lavorando tutta la vita, ha già pagato per avere l’assistenza dovuta, e ricordi che la prevenzione farà risparmiare in futuro. Ogni cittadino ha diritto di curarsi bene, di fare le analisi necessarie al caso, di poter prendere i farmaci idonei alla propria patologia, inoltre tutti gli italiani hanno il diritto di curarsi negli ospedali della propria regione senza dover diventare pendolari anche per le malattie oltre che per il lavoro. Augurandoci che, con il Governo attuale, come ci avete promesso in campagna elettorale, presto si provvederà a migliorare le strutture sanitarie italiane con la speranza che in tutte le Regioni ogni ospedale abbia attrezzature adeguate e personale competente e professionale per ogni patologia. Attualmente in Calabria, la mia regione ma anche in molte altre, l’attesa di effettuare qualsiasi pre- stazione medico sanitaria, di cui per noi è un diritto fondamentale per la salute, è lunghissima tan- tochè i pazienti che richiedono tali prestazioni nell’attesa muoiono e quindi il diritto alla salute viene a decadere. Un paziente non può aspettare oltre 3 mesi e in alcuni casi anche anni per una eco- grafia oppure un’altra prestazione specialistica, ciò comporta che un disabile oppure un’anziano è costretto a togliere dalla misera pensione sociale circa 70\80 euro per fare un’analisi o una presta- zione mutualistica, per non parlare dei casi in cui oltre a questa cifra c’è da aggiungere i costi di viaggio per recarsi in un’altra regione. I medici di famiglia non vanno più a fare le medicazioni a casa dei loro pazienti ed inoltre spesso chiedono soldi per le visite a domicilio anche a persone esenti. Oggi un disabile con la sua piccola pensione è costretto a pagare ticket elevati e spesso comprarsi tutte le medicine necessarie per poter curare il proprio stato di malattia.

Gentilissima Ministro noi del Partito dei Valori Cristiani riteniamo che tutti i cittadini italiani devono avere il diritto di curarsi nella propria regione e ricevere prestazioni sanitarie adeguate alle proprie patologie, non ci deve essere differenza tra il Nord e il Sud, tra la Calabria e il Piemonte, ed ancora meno tra gli italiani e i migranti che non hanno mai pagato un centesimo di tasse, l’umanità va bene ma va data equità di fatto e di diritti al popolo italiano. Nella speranza che questo mio appello inviatoLe a nome mio e a nome di tutti i diversamente abili italiani venga accolto favorevolmente almeno in questo nuovo Governo tramite la sua Autorità di Ministro della salute”, conclude.