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Giorgia Meloni: “governo sarà politico, forte e coeso, la sinistra è in totale corto circuito”

giorgia meloni Foto di Riccardo Antimiani / Ansa

Giorgia Meloni, oggi a Roma la riunione dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia

Si è tenuta oggi a Roma la riunione dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, la prima dopo le elezioni del 25 settembre in cui il partito di Giorgia Meloni si è affermato con il 26% all’interno della coalizione di Centrodestra. Giorgia Meloni ha parlato in modo molto netto, chiarendo alcuni dubbi emersi sulla stampa nei giorni scorsi: “Se il Presidente della Repubblica ci conferirà il mandato – ha detto Meloni – il nostro sarà un governo politico, forte e coeso, con un programma chiaro, un mandato popolare e un presidente politico. Si parte dalla competenza e se quella migliore dovesse essere trovata al di fuori degli eletti, a partire da Fdi, questo non sarà certo un limite. E questo non cambia la natura fortemente politica del governo perché i governi sono politici quando hanno un mandato popolare, un programma definito, una visione chiara e una guida politica”.

Meloni, quindi, lascia intendere che pur con una stragrande maggioranza di politici, qualche tecnico nel governo ci sarà. Ma sarà un tecnico di area, che condivide le idee e i programmi del Centrodestra, e sarà un’eccezione, non la regola. Dopotutto è sempre stato così in tutti i governi della storia della Repubblica. Nulla a che vedere con i governi tecnici di Draghi e Monti che avevano una guida tecnica, un’ossatura tecnica in tutti i principali dicasteri e una natura apolitica. Proprio sulle posizioni dell’opposizione di sinistra, Giorgia Meloni ha ribadito la propria visione: “La sinistra è in totale corto circuito: siamo arrivati al punto di vedere manifestazioni di protesta contro il nostro governo senza che ancora ci sia il nostro governo. Abbiamo visto femministe scendere in piazza per protestare contro la possibilità di avere il primo presidente del Consiglio donna. E da chi ieri ci accusava di essere ‘un pericolo per l’Italia e l’Europa’ sentiamo dire oggi di essere diventati ‘draghiani’ o ‘normalizzati’. Letture, come al solito, distorte da parte di chi non si rassegna alla nostra vittoria. Oggi quelle bugie si stanno sgretolando ed è palese che eravamo più seri noi, pur dall’opposizione del governo”.

Giorgia Meloni ha anche rivendicato l’orgoglio del risultato raggiunto con Fratelli d’Italia: “Tra 70 giorni (21 dicembre) ricorrerà il decennale della fondazione di Fratelli d’Italia. Dieci anni fa non potevamo immaginare i traguardi che avremmo raggiunto: con orgoglio raccogliamo i frutti di un lavoro duro, portato avanti con determinazione e costanza, senza mai prendere scorciatoie. Siamo partiti dall’1.98% per arrivare a essere oggi il primo partiro italiano con il 26%. Dopo il voto la classe dirigente di Fratelli d’Italia ha dato una prova di stile e serietà: malgrado la vittoria storica non abbiamo festeggiato perché sarebbe stato inopportuno rispetto alle sfide che l’Italia sta vivendo. La gioia e la legittima soddisfazione hanno lasciato subito spazio al pragmatismo e al senso di responsabilità. Ci troviamo di fronte alla fase forse più difficile della storia della repubblica italiana”.