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Caro bollette, imprenditore reggino a Quarta Repubblica: “tra 3 mesi chiuderemo, e anche il reddito di cittadinanza è un problema”

vincenzo imprenditore

Caro bollette, il grido d’allarme di un imprenditore di Reggio Calabria ospite ieri sera da Nicola Porro a Quarta Repubblica

Intervistato ai microfoni di Nicola Porro a Quarta Repubblica ieri sera, Vincenzo Licari, imprenditore di 28 anni, originario di Reggio Calabria ha affrontato il caldo tema del caro bollette che in questi giorni, settimane e mesi, tiene banco a testa alta mettendo a dura prova gli imprenditori che si trovano in serie difficoltà economiche. Licari ha aperto da qualche anno due attività commerciali a Piacenza, un’enoteca e una gelateria e ieri sera ha spiegato la sua giornata lavorativa affermando che il suo lavoro gli richiede tra le 12 e le 14 ore al giorno: questo perchè non potrebbe lavorare meno e produrre meno a causa degli elevati costi delle bollette che stanno mettendo a dura prova tante attività commerciali, alcune delle quali costrette ad abbassare la serranda per sempre o fino a che il nuovo Governo non prenda i dovuti provvedimenti.

Vincenzo ieri sera ha spiegato che deve lavorare 14 ore al giorno perchè “devi decidere se fare dei tagli e non possono essere certo spenti i macchinari fondamentali per l’enoteca o per la gelateria oppure se tagliare il personale e questo comporta un aumento di lavoro da parte mia e dei miei fratelli che mi danno una mano a lavoro arrivando a 12/14 ore al giorno“.

Rammaricato e sconfortato Licari commenta le ultime tre bollette arrivate che ammontano a 26 mila euro in totale contro i 30 mila all’anno fino a prima di questi aumenti.

Vincenzo afferma ancora: “reggo facendo doppi e tripli turni, chiedo aiuti seri e concreti sulle bollette che vanno diminuite, ho 3 mesi di tempo circa per reggere cosi, allo scadere di questo tempo mi rimane solo la chiusura delle attività. Le materie prime sono aumentate troppo, il latte è aumentato del 60% ma non posso aumentare il costo del cono perchè le famiglie che ora vengono 2 volte a settimana, verrebbero una volta al mese e sarebbe un cane che si morde la coda“.

Mi sento tra l’incudine e il martello perchè anche se volessi assumere da un lato non ho potuto assumere per tenere in piedi l’azienda e perchè è difficile sostenere le spese, dall’altro non si trova personale per il reddito di cittadinanza” conclude il giovane imprenditore.