Sciopero generale a Gerusalemme per le vittime a Gaza [FOTO e VIDEO]

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A Gerusalemme indetto uno sciopero generale per le vittime di Gaza

L’ambasciata americana ha aperto a Gerusalemme proprio nel giorno in cui Gaza è stata scenario dello scontro più sanguinoso tra Hamas e Israele dalla guerra del 2014. Secondo il ministero della Sanità, quasi 60 manifestanti palestinesi sono rimasti uccisi lungo la barriera difensiva e oltre 2800 sono i feriti, di cui 27 sono in condizioni gravi. Il conflitto è stato causato dall’intenzione di Hamas di oltrepassare il confine dello Stato ebraico e dalla risposta di Israele di impedirlo ad ogni costo. I fatti hanno attirato l’attenzione mondiale soprattutto da parte del gruppo terroristico al-Qaeda che ha chiamato i musulmani al Jihad contro l’America e Israele. Il presidente palestinese ha così annunciato uno sciopero generale dei Territori in protesta per gli uccisi a Gaza e oltre all’intero mondo arabo che si è schierato contro la mossa americana, anche Unione Europea, Russia e Onu hanno preso le distanze. “Il regime israeliano – ha tuonato il ministro degli esteri di Teheran Mohammad Javad Zarif massacra innumerevoli palestinesi a sangue freddo durante una protesta nella più grande prigione a cielo aperto“. Il premier Benyamin Netanyahu ha ribattuto che Israele “continuerà ad agire fermamente per proteggere la sua sovranità e i suoi cittadini”. “Hamas – ha insistito – sostiene che intende distruggere Israele e invia migliaia di persone a violare la barriera difensiva per realizzare questo obiettivo“. La Casa Bianca ha attribuito ad Hamas tutta la responsabilità dei morti. In un videomessaggio Donald Trump ha ribadito che “Israele, come ogni Stato sovrano, ha il diritto di determinare la sua capitale” e ha salutato via Twitter “un grande giorno per Israele”. Poi ha aggiunto: “La nostra speranza è per la pace e gli Stati Uniti restano impegnati per un accordo di pace”.   Poco prima Kushner aveva chiarito che “gli Usa fanno ciò che è giusto, ed hanno spostato l’ambasciata nella capitale di Israele”. Parole colte al volo da Netanyahu che – in una cerimonia segnata da un diffuso senso religioso – ha ringraziato Trump “per aver avuto il coraggio di mantenere la sua promessa”.  Il presidente americano, ha aggiunto, “ha fatto la storia. Eravamo a Gerusalemme e siamo qui per restarci”. Domani, come annunciato dalla stessa Hamas, è possibile che le proteste si ripetano in occasione della ricorrenza della ‘Nakba’, la ‘Catastrofe’ con cui i palestinesi ricordano la nascita dello stato di Israele. Lo stesso giorno in cui Trump ha voluto inaugurare la sua ambasciata a Gerusalemme.