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Reggina, chi è la “new entry” Giuseppe Sapienza: dall’aneddoto con Ronaldo ai ricordi di Massimo Bandiera

Alla scoperta di Giuseppe Sapienza, nuova figura all'interno della Reggina (si attende l'ufficialità): grande amico di Massimo Bandiera, ha lavorato nella Comunicazione di Inter, Milan e Genoa nonché come collaboratore tecnico di mister Setién al Barcellone

giuseppe sapienza

Un ulteriore step, un salto di qualità all’interno di un campo che mai come adesso ha bisogno di figure importanti. Nel 2022 la comunicazione è fondamentale, molto di più di quanto non lo fosse in passato, anche nel calcio. Perché non è più solo e soltanto “rapporti con la stampa”, ma tanto altro. Per questo la Reggina ha deciso di affidarsi a un top in Italia, che affiancherà altre figure del club: si tratta di Giuseppe Sapienza. Non è ancora arrivata l’ufficialità, ma Sapienza si trova già a Reggio Calabria, come ha fatto ampiamente capire sui social, postando le immagini del Sant’Agata con Etna sullo sfondo. Soprattutto per chi conosce questo campo, il giornalista non ha di certo bisogno di presentazioni. Una vita nella Milano calcistica: dall’inizio con la nuova Inter di Moratti nel ’96, dal ruolo di stagista al capo ufficio stampa in 7 anni, fino al Milan di Berlusconi (14 anni). Poi il Genoa, sempre come responsabile della Comunicazione, e infine il Barcellona, come collaboratore dello staff tecnico di mister Quique Setién, nel 2020. Da qualche anno Giuseppe gestisce l’agenzia Excellence Sport, a cui si affidano i vari De Zerbi, Iachini, Aquilani e i calciatori Araujo, Lyanco, Boateng, Locatelli, Bourabia, tra gli altri.

Piccolo (forse non troppo) dettaglio, che rende tutto un po’ più romantico: Giuseppe Sapienza è siciliano. E proprio la Sicilia lo lega a una figura che in amaranto ha fatto la storia, purtroppo scomparsa qualche anno fa: Massimo Bandiera. All’evento dello scorso giugno in Via Marina, “Il sorriso di Massimo”, per ricordare appunto Bandiera, era presente anche Sapienza, che ha speso belle parole per l’amico, citando un aneddoto: “quello di Massimo – aveva detto a StrettoWeb – è un ricordo di una persona straordinaria, che amava profondamente il calcio. Ricordo che venne un giorno da me a Siracusa quasi tremante a chiedermi un appuntamento perché desiderava avere un suggerimento su chi rivolgersi perché voleva lavorare nel calcio. Era il 2000 e allora la squadra più forte nell’Italia meridionale era la Reggina. Gli dissi: ‘perché non Reggio Calabria?’. E allora feci da tramite con Giusva Branca e così, quello che doveva essere un rapporto di collaborazione breve tra Massimo e la Reggina, divenne una storia d’amore lunghissima che ancora oggi, dinanzi a questo Stretto meraviglioso, continua a celebrarsi”.

Sapienza, ovviamente, soprattutto tra Milano e Barcellona, ha conosciuto tantissimi campioni e ha vinto tantissimi trofei. Arrivato in rossonero subito dopo la vittoria della Champions a Manchester contro la Juve, nei 7 anni in nerazzurro ha visto da vicino Ronaldo il Fenomeno. Proprio di lui, Sapienza, ha raccontato un aneddoto in un’intervista di questa estate a Social Media Soccer: “un aneddoto carino è del luglio 1997 (un anno dopo l’inizio della sua avventura all’Inter, ndr). La sede dell’Inter all’epoca era in via Durini, ma non possedeva un affaccio sulla strada. Quando arrivò Ronaldo il Fenomeno dal Barcellona, Milano sembrava impazzita. Tutto bloccato, caldo infernale. Non si sapeva come fare. Siccome ero diventato amico del custode del vicino studio notarile, pregai di poterci ospitare sul loro balcone con affaccio proprio su via Durini. E fu lì che quel balcone divenne per tutti la sede dell’Inter, che in realtà si affacciava solo sulla piccola e retrostante via Cerva. Per la serie, occorre conoscere bene il territorio in cui si vive e opera e tenere ottime relazioni con tutti, perché non si sa mai nella vita”.

Sempre in quella stessa intervista, parlando dei cambiamenti della comunicazione nel calcio, soprattutto con l’avvento dei social, Sapienza citava anche la Reggina: “credo che nella nostra serie B ci siano gruppi di lavoro simpatici e preparati. Ma su questi giudizi non si può non tenere presente la pressione della piazza. In alcune grandi città del Sud, per esempio, non sono al momento replicabili le belle iniziative cariche di simpatia e autoironia del Pordenone. Anche se qualcosa sta cambiando anche lì, per esempio Salernitana, Bari, Lecce, Reggina e Palermo stanno sviluppando progetti interessanti anche sul piano della formazione”. Quella formazione di cui ora, in amaranto, Sapienza sarà protagonista dall’alto della sua esperienza.