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Corrado Augias shock su Rai 3: “la Calabria è una terra perduta, è irrecuperabile. Si è visto anche alle elezioni, quando hanno eletto Jole Santelli”

Corrado Augias e il commento sprezzante su una Calabria ‘perduta e irrecuperabile’: una terra che rappresenta un’anomalia di Stato

Riassumendo in maniera sommaria e alquanto grossolana le varie sfumature attraverso le quali la Calabria viene descritta quando ha l’onore, o l’onere, di comparire sulle prime pagine dei giornali, nei servizi dei Tg o fra gli argomenti dei dibattiti tv, potremmo arrivare ad una conclusione che suona più o meno così: la Calabria è una terra bellissima, la cui bellezza è però corrotta da chi ci abita. Quante volte abbiamo sentito decantare le bellezze paesaggistiche, il mare, le tradizioni e quante altre volte abbiamo chinato il capo in segno quasi di vergogna, davanti all’ennesimo fatto di cronaca, al nuovo caso di malasanità o disastro politico?

Foto Getty / Vittorio Zunino Celotto

Come ogni altra Regione d’Italia, la Calabria deve confrontarsi con la propria immagine, alimentata spesso da ciò che fa notizia a livello nazionale. Capita dunque di sentir parlare più spesso di episodi negativi che di quelli positivi. Tutto ciò rischia di dare un’immagine distorta della notra terra. “La Calabria però non è una terra normale, è una regione dove la criminalità coincide spesso con la restante società e anche con le istituzioni”, disse tempo fa Corrado Augias. Un’affermazione pungente, fatta da un uomo di cultura (giornalista e scrittore, ndr), che ha descritto con pochi termini quello che è il sentore che si ha della Calabria: una terra, termine che già quasi nè indica un’arretratezza addolcita dalla sfumatura bucolica (sembra ci siano verdi pascoli e distese di natura selvaggia), che non è normale.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Corrado Augias è tornato questa mattina a calcare la mano sulla vicenda, commentando i recenti fatti di cronaca relativi all’operazione ‘Basso profilo’ e ai rapporti fra ‘ndrangheta e politica calabrese. Ospite della trasmissione ‘Quante Storie’ su Rai 3, Augias ha espresso, con la solita pacatezza che lo contraddistingue, un giudizio piuttosto sferzante, a tratti quasi sprezzante: “la Calabria è purtroppo una terra perduta, questa inchiesta e anche il maxi processo in corso, del quale i media non hanno parlato a sufficienza, lo dimostrano”. Il conduttore lo interrompe: “è una frase tremenda dire ‘la Calabria è una terra perduta’…”. Augias risponde senza battere ciglio: “è la mia opinione personale, dunque vale poco, vale quello che vale, è un sentimento, non un’affermazione politica. Io ho il sentimento che la Calabria sia irrecuperabile. L’ho visto anche in occasione delle ultime elezioni, avevano un candidato ottimo, un impreditore calabrese (Callipo, ndr), forte, che resta lì nonostante i rischi che corre, che dà lavoro: lo hanno escluso, hanno eletto un’altra persona che sfortunatamente è mancata (Jole Santelli, ndr). Detto questo, le inchieste di Gratteri vanno seguite con attenzione. Gratteri è calabrese, un altro uomo che è voluto restare in Calabria, fa una vita d’infermo, vive con 4 carabinieri intorno, quando va a zappare il suo piccolo orto la domenica ha 4 carabinieri agli angoli con i mitra, una vita che nessuno vorrebbe fare…”.

Parole che certamente nascono da un fondo di verità, ma che rischiano di dare solo un’immagine sommaria e per questo inesatta di cosa sia realmente la Calabria. Non si scopre di certo oggi che la mafia è una piaga sociale che opera tanto in Calabria, quanto in tutto il Sud Italia e attraverso interessi economici e politici è arrivata con i suoi tentacoli anche nelle integgerime e immacolate Regioni del Nord. Minimi invece i riferimenti a ciò che dal territorio, attraverso i suoi protagonisti (magistrati, forze di polizia, giovani e persone per bene), viene fatto giornalmente per slegarsi da questa morsa. Problemi come la malasanità, la cattiva gestione della politca, la criminalità sono accentuati da un’arretratezza che affonda le sue radici nel passato, alimentate dai problemi del presente. Sono fiori neri che nascono nell’ombra di uno Stato che spesso guarda alla Calabria come la propria periferia remota e difficile, dalla quale sarebbe meglio distaccarsi, se fosse possibile, piuttosto che provare a riqualificarla. Uno Stato assente, rappresentato al più da magistrati e forze dell’ordine, ultimi presidi di legalità e giustizia.

Foto Getty / Vittorio Zunino Celotto

Giudizi, pregiudizi e parole dure come quelle di Corrado Augias trovano terreno fertile. Ma puntare il dito contro la Calabria è fin troppo facile. Guardando i problemi da una prospettiva più ampia, ci si accorge che la Calabria potrebbe anche essere considerata una terra ‘non normale‘, definiamola pure anomala, ma frutto di un’anomalia di Stato. La Calabria è qualcosa di più di una serie di luoghi comuni, soprattutto perchè gli stessi luoghi comuni, se visti in un’ottica sovrannazionale, sono gli stessi attraverso i quali l’Italia viene vista dagli occhi di pensa che i problemi del Bel Paese siano atavici e insiti nella cultura di un popolo che non potrà mai cambiare perchè è perduto, irrecuperabile.

Wanda Ferro (FDI) su Corrado Augias: “Essere di sinistra non dà licenza di razzismo”

“E’ forse il momento di chiarire che essere di sinistra non equivale ad avere la licenza di esprimere qualunque genere di offesa razzista su un popolo onesto, laborioso e dignitoso come quello calabrese”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, dopo le nuove affermazioni di Corrado Augias, che ha definito la Calabria una “terra perduta” e “irrecuperabile”. “Non può essere concesso ad un ex parlamentare europeo del Pds ed intellettuale di riferimento del centrosinistra – prosegue Wanda Ferro – di utilizzare espressioni razziste e impregnate di odio etnico. Parole che se fossero state pronunciate da un politico di centrodestra avrebbero determinato, giustamente, il linciaggio mediatico e l’indignazione del mainstream. Non mi aspetto, naturalmente, tanta onestà intellettuale da chi accetta con il sorriso che la moglie del presidente Trump venga definita una escort nel corso di una trasmissione Rai. Eppure le analisi tardo-lombrosiane da quattro soldi dispensate dal recidivo Augias, che ha già avuto modo di affermare che la società calabrese e le sue istituzioni coincidono con la criminalità, non possono passare sottotraccia. Perché mortificano e insultano la Calabria vera, quella delle persone oneste,  di chi ogni giorno lavora per produrre ricchezza e lavoro, di chi fa eccellenza, di chi fa cultura, di chi studia, di chi fa ricerca, di chi fa buona sanità, di chi è schierato in prima linea nella difesa della legalità, di chi ha il coraggio di fare politica e amministrare in una realtà difficile, tenendo le mani pulite e la schiena dritta. C’è chi come Augias pronuncia sentenze di morte dal suo comodo salotto, e chi lavora per il riscatto di una terra a cui la natura ha fatto doni meravigliosi, ma che ha la sua più grande ricchezza nella bellezza e nell’orgoglio della sua gente”.