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Reggina, Camolese ricorda l’annata 2003-2004: “Quella è stata la squadra più forte da me allenata, ora sarebbe in Europa League”

Foti e Camolese Reggina Foto di Francesco Cufari / Ansa

L’ex calciatore e allenatore della Reggina Giancarlo Camolese è intervenuto ai microfoni del sito ufficiale amaranto per parlare del suo passato in riva allo Stretto

Calciatore nel biennio dall’80 all’82, allenatore (da subentrato) nella stagione 2003-2004. Giancarlo Camolese, alla Reggina, c’è stato sia in campo che in panchina, in due epoche diverse del calcio in riva allo Stretto. L’ex centrocampista torinese è stato ospite telefonico a “Tutti Figli di Gallo”, sui canali ufficiali del club.

“Quella Reggina – il suo riferimento alla stagione 2003-2004 – era una squadra forte, probabilmente la più forte che abbia mai allenato. Ma aveva tanti stranieri dentro ed era difficile creare un gruppo. I ragazzi si univano la domenica, ma c’erano tanti caratteri forti ed era difficile con tanti stranieri trovare le chiavi giuste per parlare con loro e creare quel gruppo che ti fa fare qualche punto in più. Adesso sarebbe in zona Champions? Forse Champions no, ma Europa League sicuro. Non sono campionati paragonabili con ora. Quello era il campionato più bello del mondo, ora siamo stati surclassati da Premier e Liga, i giocatori più bravi non vengono attratti dall’Italia ma vanno in Inghilterra. Noi ci stiamo accontentando un po’ ma non è colpa di nessuno, lì ci sono maggiori capacità economiche e le esercitano. Aver aumentato le squadre in Serie A – prosegue Camolese in riferimento all’aumento delle compagini da 18 a 20 quasi venti anni fa – vuol dire che tanti calciatori non avevano spazio per giocare in massima serie e stavano in B, aumentando il livello della cadetteria”.

Poi il tecnico ritorna sulla fine di quell’esperienza, spiegando perché non continuò il matrimonio col club amaranto dopo quella salvezza: “Quando io ho accettato la Reggina – dice – volevo fortemente allenarla, senza pensare al futuro o a clausole come il rinnovo automatico in caso di permanenza. A fine stagione poi il presidente Foti, secondo me anche in maniera giusta, ha fatto due conti. Il prossimo anno retrocede una squadra in meno, forse è meglio tagliare i costi. E bene ha fatto visto che prese Mazzarri, ottimo allenatore. Ma ci siamo lasciati benissimo, lui è stato corretto e io ho fatto quello che lui mi ha chiesto. Con un gruppo forte tecnicamente ma difficile da gestire. Annata dura ma chiusa bene”.

Poi un passaggio sulla partita di domenica tra Reggina e Vicenza, di cui è doppio ex: “Per tutte e due le squadre ci sono tanti punti in palio ancora. Sono due piazze belle per fare calcio, c’è passione, c’è storia, ci sono giustamente delle ambizioni. Entrambe vogliono tornare in A, entrambe hanno dietro due società forti e, non riuscendo quest’anno, potranno riprovarci l’anno prossimo magari aggiustando qualcosa”.