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Mafia e stragi del ’92: il boss Matteo Messina Denaro condannato all’ergastolo e al risarcimento delle parti civili, “un ulteriore tassello per la verità”

Matteo messina denaro

Il boss Matteo Messina Denaro è stato condannato all’ergastolo per le stragi mafiose del 1992 ed anche al risarcimento delle parti civili

Il boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro è stato condannato all’ergastolo per le stragi mafiose del 1992 con “isolamento diurno per la durata di 18 mesi” e lo condanna anche “al pagamento delle spese processuali“. E’ stato dichiarato “interdetto dai pubblici uffici” e “decaduto dalla responsabilità genitoriale“. E’ stato condannato anche al risarcimento delle parti civili che si sono costituite: lo ha deciso la Corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Roberta Serio.
I giudici hanno stabilito le seguenti provvisionali: fino a 500mila euro in favore di ciascuno dei fratelli e dei figli degli agenti di scorta morti nelle stragi mafiose, ed anche dei figli del giudice Paolo Borsellino, Manfredi, Lucia e Fiammetta, 300mila euro in favore di altri fratelli di agenti di scorta e parenti dei due giudici uccisi e 100mila euro anche a figli di altrui agenti, tra cui l’autista sopravvissuto alla strage di Capaci.

Il dispositivo è stato letto poco dopo la mezzanotte dopo una lunga camera di consiglio durata oltre 13 ore in un’aula semideserta dal presidente del collegio, Roberta Serio, che ha accolto la richiesta avanzata dal pm Gabriele Paci.

I figli del giudice Paolo Borsellino considerano la condanna all’ergastolo per Matteo Messina Denaro come un tassello in più rispetto a un accertamento della verità che è a formazione progressiva,” ha spiegato all’Adnkronos l’avvocato Vincenzo Greco, che rappresenta la difesa della famiglia del giudice Borsellino. “Al di là della soddisfazione per il riconoscimento delle costituzioni delle parti civili“. Per la famiglia del magistrato “è un passo in più rispetto a un lavoro ancora più grande che si sta svolgendo e siamo molto grati alla Procura di Caltanissetta per il lavoro svolto e per l’impegno che ha profuso“.