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Gioia Tauro: il rigassificatore soluzione “green” a crisi energetica e dipendenza dalla Russia

La proposta risalente a più di 10 anni fa, è stata revisionata nel 2015 ed è pronta ad essere messa in piedi dalla Regione Calabria

La Regione Calabria affronta in maniera positiva il problema della crisi energetica e pensa al progetto di un rigassificatore a Gioia Tauro che, in meno di 4 anni, potrebbe essere in grado di processare tra i 12 e i 16 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto (Gnl) al giorno. Si tratta di una quantità che è pari ad un terzo di quella che l’Italia ad oggi importa dalla Russia. A dedicarne un approfondimento è l’edizione odierna del Sole 24 Ore, che ricorda come la proposta risalga a più di 10 anni fa, ed è stata revisionata nel 2015: “fa capo a Lng Medgas Terminal, che ha come azionista di riferimento Fingas, controllata pariteticamente da Iren e Sorgenia. L’amministratore delegato di Iren Gianni Vittorio Armani ha dichiarato che l’impianto ha già ottenuto tutte le autorizzazioni”. E la società si è detta “pronta a fornire le risorse e le competenze per aiutare a costruire il terminale”.

L’idea ha ottenuto l’approvazione del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, secondo cui si tratta di “un’ottima idea, di grande interesse per il governo”, anche se “non risolverebbe totalmente il problema della dipendenza dal gas russo, la cui soluzione passa dall’operatività quasi immediata di due unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione da collocare tra Piombino e Ravenna”. Posizionato all’interno del retroporto, in un’area di 47 ettari che ricade nei comuni di Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno, il rigassificatore della Calabria sarà collegato per 7 km alla rete della Società nazionale metanodotti (Snam). È prevista una costruzione per moduli: il primo in 3 anni dalla conclusione dell’iter amministrativo, implementabile in base alle esigenze del mercato e dello sviluppo degli usi alternativi del metano liquido. Per consentire l’accesso a grandi navi cisterna e il collegamento diretto alla rete autostradale e alla ferrovia, sarà realizzato un pontile di scarico in acque profonde, a 500 metri dalla costa.

“Il rigassificatore potrebbe essere realizzato in tempi stretti, a cominciare da domani – afferma il governatore Roberto Occhiuto – . È un’occasione per gettare le basi per costruire la politica energetica del nostro Paese per i prossimi decenni”. Il costo totale dell’investimento è tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro. L’indifferibilità, l’urgenza e la strategicità dell’opera è in corso di valutazione: “chiederemo al governo di accelerare l’iter, perché Gioia Tauro si doti di questa importante opera”, rimarca il presidente calabrese. L’impianto rappresenta, del resto, una opportunità per tutta la regione, configurandosi come un hub per l’impiego del Gnl nei trasporti via terra e via mare. Importanti le ricadute occupazionali: calcolati 1000 addetti nei cantieri, 125 per l’impianto a regime, con un indotto di almeno 500 lavoratori. Il progetto si preannuncia risolutivo anche per l’attivazione della Zes, con la previsione di collegare all’impianto una “piastra del freddo”, in grado di sfruttare l’energia prodotta dalla trasformazione del gas liquido per svolgere attività su merci che necessitano di immagazzinamento refrigerato. E’ l’occasione per la Calabria di farsi terra di modernità e luogo privilegiato per energie rinnovabili.