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Messina, la lettera di un lettore indignato: “iniziata la stagione degli incendi, non bastavano guerra e pandemia”

incendio messina

Estate fa rima con incendi a Messina: la lettera di un lettore indignato dopo le difficoltà della pandemia e le ripercussioni della guerra in Ucraina

Gli strascichi sociali e psicologici della pandemia, le ripercussioni economiche della guerra in Ucraina hanno messo a dura prova gli italiani che, almeno d’estate, vorrebbero godersi un po’ di relax staccando la spina dai brutti pensieri. Ma se la stagione estiva può essere ribattezzata “la stagione degli incendi“, anche la voglia di rilassarsi va direttamente a farsi benedire. Un cittadino di Messina, indignato per la situazione incendi nella città peloritana, problema che puntualmente si ripresenta annualmente, ha inviato alla redazione di StrettoWeb una lettera che denuncia la situazione di quella che… chiamano estate!

Arriva l’estate… piena di luce, sole, mare, profumi, voglia di vacanza… l’estate per tutti noi è la stagione della libertà, delle vacanze del riposo, ecc. Ma è proprio così? Se ci fermiamo un attimo a riflettere, credo che le cose non stiano proprio così… specie in questi ultimi anni! La pandemia in primis, gli strascichi che ha lasciato sia a livello psichico che economico, ora la guerra dentro l’Europa che inevitabilmente sta portando non solo migliaia di morti e distruzione, ma gravi conseguenze in Europa e buona parte del mondo. E infine la chicca stagionale che ormai da tempo ci accompagna… il gran caldo e la siccità!!! Soprattutto il caldo torrido e conseguentemente la siccità stanno diventando un problema sempre più grave che mette a nudo una realtà: il clima è davvero cambiato e ci aspetta un’era bollente almeno alle nostre latitudini? La parola alla scienza e ai posteri!

Intanto tornando a noi poveri mortali di questa città, possiamo essere orgogliosi di avere iniziato in pompa magna la stagione degli incendi! Anche qui potremmo disquisire ore ed ore sulle cause, sui perché, ecc. Però mi permetto di ricordare a tutti quei criminali o scellerati che compiono azioni “omicide” contro la natura, distruggendo quel poco di verde rimasto in questa isola e in questa città, che tutto questo si ritorcerà su di noi e sulle generazioni future! La natura sa essere una madre generosa e prolifera, ma se la violentiamo, la distruggiamo, sarà cattiva con noi, ricordatelo! Inviterei tutti coloro che sono responsabili della cosa pubblica a riflettere su tutto quello che si è fatto o non si è fatto per combattere tale azione criminosa che ogni anno manda in fumo e cenere migliaia di ettari di verde! Riflettiamo su cosa ci aspetta nel futuro… tutto dipende sempre da noi… quella specie che si chiama “umana”!
E la chiamano estate…“.