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Coronavirus, è scontro tra Governo e Regione Siciliana su aperture fino alle 23: “Impugneremo tutti gli atti che tenteranno di aggirare il Dpcm”

Coronavirus. Feroce l’opposizione del ministro per gli Affari Regionali ai tentativi da parte della Regione Siciliana di derogare alle imposizioni dell’ultimo Dpcm: “Se il ddl dovesse essere approvato, sarà immediatamente impugnato dal Governo”

Riteniamo di spostare l’orario di chiusura di bar e ristoranti alle 22 o alle 23“. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci a Tgcom24, riferendosi all’ultimo Dpcm, che impone la chiusura dei luoghi di ristorazione alle 18.

Musumeci ha poi aggiunto: “Quando il governo centrale dirà che bisognerà chiudere per 24 ore, noi allora non fiateremo“. Successivamente ha anche confermato quanto era emerso già da ieri in merito ad un atto che la Regione Siciliana ha intenzione di produrre e che dovrebbe comportare delle deroghe rispetto a quanto stabilito dal Dpcm del 24 ottobre: “Adottando un disegno di legge che prevede, assieme alle misure restrittive già concepite e praticate, la possibilità di adottare misure estensive là dove il governo consente di farlo, come nella normativa di dettaglio. Noi rivendichiamo il diritto di poter dire: signor presidente del Consiglio, noi riteniamo di spostare l’orario di chiusura di bar e ristoranti dalle 18 alle 22 o alle 23. E mi auguro che il governo centrale terrà conto della nostra prerogativa“.

Musumeci ha quindi sottolineato che “lo scontro con lo Stato non è mancato in alcune occasioni, ma è stato determinato da una carente e preventiva occasione di confronto e qualche volta dalla carenza di galateo istituzionale. Penso all’ultimo provvedimento del governo Conte, presentato a noi qualche ora prima ma il testo era già scritto: avevamo avanzato proposte ma non sono state accolte. Tutto questo non aiuta a lavorare con uno spirito unitario”.

Nonostante le posizioni concilianti del presidente della Regione Siciliana, che in diverse occasioni fa riferimento alla volontà di concertare con il governo le soluzioni più idonee per la Sicilia, in considerazione sia del contesto sanitario locale, che dello Statuto Speciale di cui gode la regione, del tutto orientate allo scontro invece le dichiarazioni del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

Ho trasmesso la richiesta di impugnativa per i provvedimenti adottati della Provincia Autonoma di Trento – ha dichiarato il ministro Boccia, riferendosi agli atti che la stessa Regione Siciliana intenderebbe ricalcare per derogare alle misure imposte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri –. Il medesimo provvedimento sarà attivato per tutte le Regioni e le Province Autonome che decideranno di aggirare le disposizioni del Dpcm. E’ in corso di valutazione l’ordinanza della Provincia Autonoma di Bolzano. Duole constatare, per alcune dichiarazioni pubbliche, la non completa consapevolezza della situazione sanitaria in Italia e duole ancor di più che non siano tenuti in dovuto conto i dati uniformi di rischio. Non fa eccezione la Regione Autonoma Siciliana che oggi ha anticipato attraverso il Presidente Musumeci, l’ipotesi di un ddl che, se dovesse essere approvato, sarà immediatamente impugnato dal Governo“.