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“Blue Day”, a Catania gli stati generali della Pesca e dell’Acquacoltura

A Catania gli stati generali della Pesca e dell’Acquacoltura. “Transizione Blu”: politiche di sviluppo, sostenibilità e resilienza per una rinascita del sistema ittico mediterraneo. Dall’Ue 1 miliardo di euro di fondi destinati alle filiere e dal Mipaaf 20 milioni a sostegno delle imprese italiane

Salvaguardia degli ecosistemi e regolamentazione del fermo pesca, uso sostenibile delle risorse, prospettive delle filiere ittiche e dell’acquacoltura, attenzione verso i consumatori. Sono questi alcuni tra i punti di confronto e di analisi che verranno sviluppati presso il SAL di Catania durante la due giorni di eventi Blue Day. Stati generali della Pesca e dell’Acquacoltura, promossi dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.   

Ringrazio il Sottosegretario Battistoni per aver accolto la mia richiesta di organizzare gli Stati generali della pesca in Sicilia – sottolinea Toni Scilla, Assessore regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea della Regione Sicilia, in apertura dei lavori – Il Governo Musumeci considera la pesca un settore economico portante e strategico per le politiche di sviluppo nel Mediterraneo. Questa due giorni contribuirà, attraverso un confronto franco tra mondo politico-istituzionale e armatori, pescatori e stakeholder, ad individuare le strategie e le politiche per assicurare benessere all’intero settore“.  

L’Europa e i Paesi che affacciano sul Mediterraneo si trovano oggi ad affrontare una doppia sfida, ancor più impegnativa a causa della pandemia: favorire la crescita economica e l’occupazione nel settore ittico, assicurandosi che tali obiettivi siano però in linea con i principi della ecosostenibilità. In breve, va avviata la “Transizione Blu”: quel processo strategico per cui oceani sani e ben gestiti possano essere sì fonte lavoro e sostentamento, investendo in tecnologie e processi innovativi, ma limitando i danni ecologici e combattendo la pesca illegale. La pandemia di Covid-19 ha infatti colpito duramente le attività di pesca e acquacoltura nel Mediterraneo, determinando forti diminuzioni delle attività, della produzione e drastici cali dei prezzi dei prodotti. In questa fase di riprese e ricostruzione delle attività, è necessario ripartire dalla sostenibilità a lungo temine e dalla resilienza del settore.  

Nelle parole del Sottosegretario al Mipaaf, Francesco Battistoni, “gli Stati generali della pesca nascono da un’esigenza di confronto fra le marinerie e le Istituzioni. Al centro degli incontri c’è la volontà di comprendere le necessità del settore, le problematiche delle filiere ma anche quella di dar vita ad un approccio multidisciplinare del settore ittico e dell’acquacoltura. Le logiche del passato che trovavano soluzioni immediate a problemi contingenti sono fallite. Il nostro orizzonte deve essere quello di far crescere le filiere garantendo crescita e occupazione, migliori condizioni lavorative, implementare innovazione e competitività e creare una stabilità economica duratura. Il faro delle nostre azioni non potrà prescindere dalla salvaguardia dei nostri ecosistemi, delle biodiversità e dell’uso sostenibile delle nostre risorse. Il settore della pesca e dell’acquacoltura è una economia in costante evoluzione e proprio per favorirne lo sviluppo e la tutela è indispensabile far sentire presenti le Istituzioni con programmi comuni di sviluppo e di tutela. Solo con la condivisione di obiettivi univoci fra i partner istituzionali, sociali e territoriali si potranno accompagnare le filiere verso la transizione blu intercettando un futuro solido e di ampio respiro“.  

Negli ultimi vent’anni il settore della pesca ha subito profondi mutamenti – ribadisce Riccardo Rigillo, Direttore generale della pesca marittima e dell’acquacoltura Mipaaf  La difesa della specificità del Mediterraneo, della sua peculiarità in termini di biodiversità ambientale e culturale, ha prodotto effetti e norme stringenti di cui oggi paghiamo le conseguenze. Con gli Stati generali vogliamo affrontare insieme alle marinerie, con i partner europei e i settori produttivi collegati, il cambiamento del settore della pesca e dell’acquacoltura. Sicuramente in ambito Ue c’è un forte richiamo al cambiamento. Quello che appare più evidente è l’approccio verso un’economia blu che unisca tutela dell’ecosistema, progresso del settore, occupazione e sostenibilità. La concretizzazione di questo nuovo corso è la strategia del FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), un fondo da circa 1 miliardo di euro che promuove a livello europeo finanziamenti per sostenere e innovare tutta la filiera. Cogliendo attivamente le opportunità europee, il settore potrà centrare gli obiettivi dettati dalla PCP (Politica Comune della Pesca), dal Green Deal europeo e dalla strategia Farm to Fork (ovvero dalla transizione verso un sistema alimentare europeo sostenibile)“.  

Il primo giorno degli Stati generali catanesi sarà dedicato all’analisi del settore. Partendo dalle criticità riscontrate nell’ultimo periodo e insieme agli attori delle filiere si tracceranno le linee guida per riscrivere il futuro del settore in chiave sempre più green e sostenibile. Sarà l’occasione per misurarsi con le nuove sfide europee e le nuove opportunità che proprio la Ue mette a disposizione del settore della pesca e dell’acquacoltura come il FEAMPA, ma anche per portare all’attenzione di tutti il sostegno economico che il Mipaaf ha destinato: 20 milioni di euro stanziati per il settore ittico e acquacoltura. Si tratta di 15 milioni per le imprese del settore marittimo, 3 milioni e mezzo destinati all’acquacoltura ed 1 milione e mezzo per il comparto operante nelle acque interne attraverso le Regioni e le province autonome nell’ambito delle loro attribuzioni.

Il secondo e ultimo giorno dei lavori invece sarà dedicato all’acquacoltura, ai mercati e più in generale ai sistemi alimentari sostenibili. Un’analisi attraverso la quale coinvolgere in queste iniziative gli attori del settore, gli stakeholder e le Istituzioni per promuovere processi innovativi che vadano ad implementare la cosiddetta “Transizione Blu”, favorendo un’economia basata sulla protezione degli ecosistemi marini e delle biodiversità. La sessione dei lavori poi si concentrerà sui divari e sui bisogni che richiedono sforzi congiunti e sinergie, che possano migliorare l’immagine del prodotto acquicolo, promuovendone la qualità ed il consumo per un’alimentazione sana, sicura e sostenibile. Un mercato in espansione, che attraverso l’innovazione dei processi produttivi e la trasparenza nella tracciabilità dei prodotti, sostiene la domanda crescente di prodotto ittico, favorendo nel contempo, il contenimento della pressione sugli stock ittici.