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Grotte di Tremusa, al via un laboratorio di ricognizione archeologica: identificato tratto della via romana Annia Popilia

Grotte di Tremusa

Laboratorio di ricognizione archeologica presso le Grotte di Tremusa: identificato un tratto della via romana Annia Popilia. L’iniziativa è promossa dal Lions Club Reggio Calabria Host e dal Leo Club Reggio Calabria Host “Vittoria G.S. Porcelli”

Melia a maggio beneficerà di un service promosso dal Lions Club Reggio Calabria Host e dal Leo Club Reggio Calabria Host “Vittoria G.S. Porcelli”, entrambi appartenenti al distretto 108YA, relativo ad un laboratorio di ricognizione archeologica interessante la località delle Grotte di Tremusa, presso le quali gli studi hanno identificato un tratto della via romana Annia Popilia.

Il Leo Club sul finire dell’anno passato ha promosso un service per le Grotte di Tremusa, fornendo ai Comuni di Scilla, San Roberto, Santo Stefano e Campo Calabro la nuova segnaletica per indirizzare i turisti verso questo importante sito naturalistico – spiega il presidente Andrea MantiIl maltempo che la scorsa estate ha spazzato via la strada per le Grotte ha recato e reca molte difficoltà alla popolazione locale, ma al tempo stesso ha creato delle condizioni favorevoli ad una ricognizione archeologica. Le fonti parlano di insediamenti di epoca romana e frequentazioni bizantine. Con questo service contiamo di valorizzare il sito da un punto di vista storico e sensibilizzare al tempo stesso le istituzioni per un più celere intervento per il ripristino della loro fruizione. Senza il contributo del Lions Club di Reggio Calabria Host il nostro Club da solo non avrebbe potuto sostenere l’iniziativa, siamo quindi a nostra volta loro grati per il sostegno“.

La direzione della ricognizione è stata affidata all’archeologo Riccardo Consoli, il quale sarà affiancato dal collega Alessandro Manariti, dal rilevatore Antonello Gambino e dalla guida escursionistica Lino Licari, il tutto sotto l’egida della Soprintendenza dei Beni Archeologici. L’iniziativa si svolgerà sul finire di maggio, a cui seguirà un incontro divulgativo sui risultati raggiunti.

Sono grato al Lions ed al Leo Club per l’iniziativa, l’avvio di studi archeologici nell’area di Melia è un qualcosa che si attende ormai da oltre un secolo – commenta Francesco Ventura, studioso di storia locale – Già ad inizi Novecento il parroco Domenico Bellantoni segnalava interessanti evidenze archeologiche in un suo saggio sulla storia della borgata, emerse durante tutto l’Ottocento dopo il terremoto del 1783. Negli anni successivi al sisma del 1908 invece fu il professore Nicola Putortì, poi direttore del Museo Civico di Reggio, ad individuare resti di un probabile sito termale nei pressi di Tremusa, auspicando ricerche nell’area. Con questo service il Lions ed il Leo Club daranno concretezza a buoni propositi maturati in oltre un secolo“.