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Reggio Calabria “Sulle strade della Rivolta”: il viaggio di Enzo Rogolino e il ricordo dei Moti | VIDEO

Enzo Rogolino, autore del saggio “1970: boia chi molla… a sedici anni!”, ha presentato il libro sui moti del 1970 nei luoghi che furono teatro della ribellione urbana più lunga che la storia della Repubblica Italiana ricordi, con migliaia di feriti, arresti, diverse vittime sia tra i civili che tra le forze dell’ordine

Un’altra pagina di storia relativa ai Moti di Reggio è stata oggetto di analisi e resa nota alla cittadinanza. Questo grazie all’evento organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà”, un incontro specifico sulle quelle vicende di guerriglia urbana che sono da considerarsi come tra il periodo più controverso del Novecento della Penisola italiana. A partire da oggi, venerdì 20 maggio, sulle varie piattaforme social, tra cui YouTube, è disponibile la prima di due conversazioni relative ai Moti di Reggio, organizzate dal sodalizio reggino, avente come tema “Sulle strade della Rivolta”. I due incontri (20 e 27 maggio) organizzati dal Circolo Culturale “L’Agorà” rivestono risvolti particolari e nel contempo originali, in quanto le conversazioni in argomento non si svolgono nel consueto interno perimetrale di una sala convegni ma direttamente nei luoghi che furono teatro della “ribellione urbana più lunga che la storia della nostra repubblica ricordi”, con migliaia di feriti, arresti, diverse vittime sia tra i civili che tra le forze dell’ordine.

Il filo conduttore che caratterizza il tema “Sulle strade della Rivolta” è quello della memoria visiva dei luoghi dove si verificarono quegli accadimenti, quindi il ricordo vivo di quei fatti, personaggi, delle strade. Dal Calopinace, al Corso Garibaldi, lo scrittore Enzo Rogolino ha raccontato storie di uomini, di classi sociali, di idee diverse, tutte coinvolte nelle vie cittadine che furono il proscenio di durissimi scontri tra civili e lo Stato. I ricordi, le fotografie, i documenti sono già stati oggetto di un precedente incontro da remoto, dove il Circolo Culturale “L’Agorà” presentava il saggio “1970: boia chi molla… a sedici anni!”. Quelle pagine adesso, ripercorse da un ragazzino che era presente fra le barricate, questa volta vengono raccontate, attraverso il supporto di scatti, articoli di giornali e documenti divulgativi del periodo, proprio nelle aree di quel contesto storico.

Il nuovo confronto, organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sui “Fatti di Reggio”, riveste aspetti originali, in quanto non si è svolto nella classica location, ma in quella della “Repubblica del Calopinace-Ferrovieri”. Nella sua pubblicazione “1970: boia chi molla… a sedici anni!” Enzo Rogolino ricorda, riferendosi all’area del Calopinace ricorda che “[…] una mattina di prima ora, in uno di quei giorni caratterizzato dal vento caldo di scirocco e da quell’aria appiccicosa proveniente dall’Africa, i poliziotti riuscirono a sgombrare le barricate erette sul ponte. Dopo aver liberato tutta l’area lasciarono il solito presidio costituito da un drappello di agenti antisommossa. Rimanevano tuttavia, saldamente in mano ai rivoltosi, tutte le strade principali e secondarie della zona sud. Via Galileo Galilei, via Sbarre Inferiori, via Torricelli ai Ferrovieri e Pescatori, via Pacinotti, via Mercalli, via Galvani e il Viale V° (oggi Viale Aldo Moro) fino al rione Gebbione […] e […] spesso per potersi spostare da una zona all’altra, evitando gli sbarramenti, si ricorreva a delle vie inusuali e alternative, spesso vie sterrate e difficilmente percorribili”.

Una di queste strade era quella dell’alveo del torrente Calopinace che consentiva di raggiungere, da un lato il sottopasso che collega il rione Ferrovieri alla spiaggia di Calamizzi, dall’altro l’intubata che sbocca nei pressi del benzinaio della villa Comunale: “una via capace di bypassare le barricate del ponte Calopinace […]. I luoghi dove caddero Carmine Jaconis, 25 anni, barista, colpito a morte da un proiettile vagante nei pressi del ponte Calopinace, così come Angelo Campanella, 43 anni, autista dell’Azienda Municipale Autobus di Reggio Calabria. Altre circostanze vengono ricordate ed analizzate durante il tragitto e nel corso di tale “passeggiata della memoria” Enzo Rogolino racconta la propria esperienza a fianco dei gruppi anarchici e del rapporto particolare del rapporto particolare con Angelo Casile”.