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Medvedev stronca il piano di pace proposto dall’Italia: “slegato dalla realtà”

Medvedev Foto Ansa / EPA/ KHAM

L’Italia propone un piano di pace per porre fine alla guerra in Ucraina: secondo il vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca, Dmitry Medvedev, sarebbe una proposta “slegata dalla realtà”

Negli ultimi giorni, l’Italia si è adoperata in maniera attiva per stilare un piano di pace che possa portare alla fine della guerra in Ucraina. Lo scorso 18 maggio, il ministro Di Maio ha presentato il piano al segretario generale dell’Onu Guterres, mentre il premier Mario Draghi ne ha esposto i punti fondamentali negli USA nel corso della sua visita a New York. Il piano prevede, come prima condizione fondamentale, il cessate il fuoco e la smilitarizzazione delle linee più calde al fronte.

Abbassate le armi, ci sarà spazio per le parole. Una conferenza di pace dovrebbe occuparsi della delicata questione riguardante la neutralità dell’Ucraina che, allo stesso tempo, vorrebbe entrare nell’UE per ottenere garanzie a livello internazionale. Il punto successivo riguarda l’assegnazione dei territori conquistati dai russi come Crimea e Donbass: spostarne il controllo dall’una o dall’altra parte vorrebbe dire indicare il vincitore di questa guerra. Anche in questo caso, una commissione internazionale super partes dovrebbe regolare la trattativa sui confini e la sovranità territoriale. L’ultimo punto riguarda invece i “paletti” per mantenere la pace, dal ritiro delle truppe al disarmo. Successivamente si dovrebbero riallacciare i rapporti fra Europa e Russia con un progressivo ammorbidimento (fino alla cancellazione) delle sanzioni economiche imposte a Mosca.

Il tutto supervisionato dal Gruppo Internazionale di Facilitazione, al quale verrà affidata la responsabilità di garantire imparzialità e sicurezza alle trattative di pace. Una proposta bocciata senza mezzi termini dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca, Dmitry Medvedev, che ha dichiarato come il piano per la pace italiano sia “un puro flusso di coscienza slegato dalla realtà” e come i suoi autori sembrino essersi basati su “giornali provinciali” e “menzogne ucraine“.  L’ex presidente russo ha poi aggiunto che “l’idea di una completa autonomia della Crimea come parte dell’Ucraina sarebbe causa di una guerra a pieno titolo“.