Il mistero dei Bronzi di Riace: uno studio apre nuovi scenari sul ritrovamento dei mitici guerrieri divenuti il simbolo della Calabria nel mondo

A Gioiosa Ionica il professor Giuseppe Panetta,  autore di “I Bronzi di Riace, perché non fu naufragio”, chiarirà alcune sue supposizioni sul rinvenimento dei mitici guerrieri divenuti simbolo della Calabria nel mondo

Dopo oltre quarantacinque anni dal rinvenimento dei “Bronzi di Riace”, si susseguono tante tesi e nuovi scenari che incuriosiscono studiosi, ricercatori e il pubblico che segue con attenzione le varie ipotesi (in parte attendibili) su questo straordinario scenario storico “definito” la scoperta del secolo riguardante i mitici guerrieri simbolo della Calabria nel mondo. Il Prof. Giuseppe Panetta scrittore, giornalista, editore della locride, amante della storia di questa terra, di netta formazione scientifica – matematica, ha finora dedicato e dato alle stampe tre edizioni sui “Bronzi di Riace”, esclusivamente per l’amore che lo lega alla sua Calabria che come afferma è una terra saccheggiata da alcuni, bistrattata da molti e denigrata da altre persone definite “avventurieri della cultura e del giornalismo”. In quest’ultima opera dal titolo (provocatorio) “I BRONZI DI RIACE – PERCHE’ NON FU NAUFRAGIO” – (Arti Grafiche Edizioni) il Prof. Panetta che presenterà pubblicamente il nuovo testo alla presenza degli alunni dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Zanotti – Bianco” di Marina di Gioiosa Jonica e del Liceo Scientifico di Gioiosa Jonica, dialogando con Federica Roccisano (Ricercatrice Sociale e d Economica), spiegherà ai suoi lettori i motivi che l’hanno indotto a questa nuova tesi sui “misteri” legati al rinvenimento dei Bronzi. Oltretutto il Prof. Panetta ritiene che gli esperti e gli studiosi, abbiano sottovalutato molti aspetti che sinceramente fanno riflettere molto. Lo studio, l’approfondimento e la ricerca fatta in questo libro è basata con documenti e citazioni rintracciabili negli archivi degli uffici di riferimento e, chiunque può verificarne la veridicità. Il metodo di studio adottato nel volume è quello del “ragionamento logico” senza la presunzione di imporre nulla, ma sentendosi libero come ogni cittadino di avere il diritto di esporre le proprie convinzioni, non escludendo (si spera) future nuove tesi con studi approfonditi e specifici. Il Professor Giuseppe Panetta, ha scritto questo interessante libro ponendosi una domanda alla quale ha cercato di darsi una risposta (come sostiene sempre il giornalista Rai Marzullo per citare una metafora). E’ possibile (scrive Panetta) che si sia trattato di un naufragio? Oppure il mistero dei Bronzi è da ricercare in loco nella civiltà che ospitava le due stupende statue? Ricordiamo per dovere di cronaca che i Bronzi sono stati trovati nel fondale marino prospiciente Riace Marina (antica Kaulon) da Stefano Mariottini (ufficialmente), Giuseppe Sgrò, Cosimo e Antonio Alì e Domenico Campagna (per la gente del posto). Da subito si è comunque capito che le due opere d’arte trovate a Riace Marina hanno un valore del tutto inestimabile e che presumibilmente facevano parte di un gruppo di altre opere bronzee (giacenti nel nucleo di allocamento di cui oggi non si hanno notizie), ma il dubbio suscitato dallo scrittore è legittimo. Per (eventualmente) confermare l’ipotesi del naufragio (tra migliaia di possibilità) ci sono volute alcune coincidenze “favorevoli” che hanno consentito alle due statue cave (del peso di quattrocento kg cadauna) di potersi adagiare sul fondo marino una vicina all’altra (circa 1,50), dopo un naufragio e in un tratto di mare dove oltretutto esistono forti correnti marine e data la poca distanza dalla spiaggia, una nave da carico tale da trasportare le due statue non potesse transitare. Inoltre, se naufragio ci fosse stato, il mare necessariamente doveva essere in tempesta e quindi sarebbero state, “sbalzate” a notevole distanza una dall’altra. La convinzione del Prof. Panetta è che a sistemare i due Bronzi in quel preciso posto sia stata la mano dell’uomo che nel libro è tecnicamente spiegato in modo scientifico. Durante la mattinata saranno chiamati ad intervenire gli studenti che potranno porre anche delle domande, sollecitati dalle testimonianze prodotte allo scrittore e dalle argomentazioni trattate da Federica Roccisano e dal Prof. Giacomo Oliva responsabile della biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Per avvalorare l’iniziativa oltre alla collaborazione del dirigente scolastico Prof. Ing. Antonino Morfea, interverrà il Console Regionale del Touring Club Italiano, Dott. Domenico Cappellano.