Baracche, la Regione dà l’ok allo stato di emergenza. Musumeci: “Atto doveroso per Messina”

nello musumeci LaPresse/Guglielmo Mangiapane

Chiesto lo stato di emergenza per le baracche a Messina, Musumeci: “Atto doveroso per la città”

“La baraccopoli di Messina costituisce una vergogna per la politica nazionale e regionale. Per cento anni non sempre ai buoni propositi hanno fatto seguito i fatti. L’Agenzia per il risanamento, voluta dalla coalizione del mio governo, deve essere lo strumento più agile per cancellare questa pagina disonorevole. Siamo accanto al Comune messinese in questa impresa difficile e insidiosa“. È quanto ha dichiarato Nello Musumeci, commentando la delibera della giunta a favore della dichiarazione dello stato di emergenza per Messina. “La delibera della richiesta di dichiarazione del gravissimo stato di emergenza igienico-sanitaria-ambientale– ha detto il presidente della Regione- è per noi un atto dovuto e sentito. Ora la palla passa a Roma. Ma sono certo che non mancheranno al governo centrale sensibilità e celerità per non arrestare una procedura già avviata“.  Il provvedimento riguarda sei zone della città (Annunziata, Giostra-Ritiro-Tremonti, Camaro, Fondo Saccà, Bordonaro-Gazzi-Taormina e Santa Lucia) che si estendono per oltre 230mila metri quadrati.  6.400 le persone baraccate in città. Le  relazioni dell’Asp parlano chiaro:  condizioni igienico-sanitaria molto precarie con scarichi fognari a cielo aperto, topi, rifiuti abbandonati, esalazioni maleodoranti e amianto misto a cemento per coprire i tetti. L’operazione di risanamento previsto dalla Protezione civile regionale prevede la bonifica e la demolizione delle baracche. L’operazione, secondo le stime del Comune, costerà 35 milioni di euro.