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Reggio Calabria, intervista a Giovanni Tramontana: il “ristoratore visionario” ideatore del Faghitò che si candida alle elezioni per una “rivoluzione dell’ovvio”

Reggio Calabria, intervista a Giovanni Tramontana: è candidato al consiglio comunale nella lista di Italia Viva

L’ideatore del famoso ristorante Faghitò decide di scendere in campo per il rinnovo del consiglio comunale nella lista di Italia Viva. Capiamo le ragioni di questa scelta in un’intervista esclusiva rilasciata alla nostra Redazione nella giornata odierna.

Lei è famoso in città per le prelibatezze servite nel suo ristorante. Cosa la ha spinta a cimentarsi in questa competizione elettorale?

Otto anni fa, con mio figlio Pasquale, ideammo il progetto culinario “Faghitò”. Nella nostra testa non c’era un classico ristorante ma un qualcosa di diverso. Volevamo rilanciare la nostra tradizione enogastronomica e le nostre radici culturali. A quel tempo, ritenemmo assurdo che una città che si affaccia sul mare fosse prevalentemente conosciuta per pietanze a base di carne. Una città, Rhegion, fondata dai greci nell’ XIII secolo A.C. meritava altro. Il “Faghitò” – che in greco vuol dire “mangiare/fagocitare”- si pone l’obiettivo di far riscoprire il legame delle pietanze provenienti dal mare in una rivisitazione moderna delle antiche tradizioni“.

Quindi la sua “rivoluzione” parte dal palato dei reggini?

I reggini sanno essere un popolo fantastico. Ritengo che tutti gli stereotipi che tendono a descriverci come degli “esseri inferiori” siano palesemente infondati. Questa città è sicuramente una città complessa, ma ha mille risorse nascoste e delle potenzialità enormi. Dentro la mia attività converso quotidianamente con i miei clienti e ritengo che non siano le idee o le capacità a mancare, ma col passare del tempo ho maturato la convinzione che mancasse un “portavoce” in grado di sintetizzare le tante idee per sottoporle a chi governa la Polis“.

Ecco che esce fuori la visione politica: sembra che lei sia un convinto meridionalista, la sua collocazione politica attuale è legata a questo valore?

[Ride ironicamente] “A questo punto mi obbliga a fare delle precisazioni… Il sottoscritto è nato e cresciuto nella periferia di Milano. Mio padre è stato negli anni ’70 uno dei tanti emigranti che hanno cercato un futuro per la propria famiglia nel Nord Italia. La cultura fondante dei movimenti settentrionali, come la Lega, l’ho conosciuta bene e da vicino. A quel tempo noi meridionali eravamo i migranti odierni. Ricordo le scritte “Non si affitta ai meridionali” e le discriminazioni subite in quegli anni. Le persone oneste, che cercavano solo di garantire un futuro ai propri figli venivano viste come dei saccheggiatori di risorse altrui. Io sono il più piccolo di sei fratelli e ringrazio mio padre e la mia famiglia per avermi saputo insegnare il termine “dignità”. Da piccolo mi piaceva giocare a calcio e la mia bravura mi aveva permesso di entrare a far parte delle giovanili dell’Inter, ma allora le ristrettezze economiche non mi consentirono di inseguire il mio sogno. Oggi invece esulto per i successi della Reggina e sono orgoglioso di aver fatto una scelta di vita in direzione ostinata e contraria. Dal Nord sono ritornato in quella che ho sempre sentito la mia “terra”. Ritengo di essere un candidato indipendente. Non ho nessun Big politico alle mie spalle e la mia candidatura è stata fortemente voluta da un gruppo di persone libere che hanno a cuore il futuro della città e credono nella politica del fare“. 

Per questo motivo la candidatura leghista di Minicuci è stata incompatibile con le sue idee?

Conosco il Dottor Minicuci perché anche lui è un cliente del mio locale. Ritengo che sia una persona preparata ed equilibrata. Ma non è mia abitudine giudicare le persone. Ritengo però, per quanto espresso in precedenza, che sia quantomeno paradossale che – in una logica spartitoria nazionale – a Reggio Calabria sia toccato proprio alla Lega esprimere il nome del candidato sindaco del centrodestra“.

Ci parli allora della sua idea di città.

Credo che a questa città serva una “rivoluzione dell’ovvio”. Nonostante sia passato tantissimo tempo dal mio ritorno a Reggio Calabria, continuo a guardare questa città con gli occhi del Turista. Vedo una grande storia, una grande cultura e delle enormi potenzialità che andrebbero rispolverate. Serve la normalità e una visione strategica di futuro. Acqua nelle case, strade percorribili, vie cittadine pulite e decorose. Ma anche una mobilità urbana comoda, sicura ed ecosostenibile, dei servizi efficienti, una pubblica amministrazione a misura di cittadino. Serve potenziare la visione turistica della città e costruire una nuova economia cittadina. È l’unico modo per consegnare una speranza alle nuove generazioni“.

Non abbiamo visto in giro dei suoi “santini” o manifesti, e lei non ha nemmeno un profilo social. Ci spieghi questa scelta.

Ritengo che alcuni vecchi metodi di propaganda politica siano non solo inutili ma anche dannosi per l’ambiente. Consumare della carta vuol dire distruggere parte della natura, farlo per qualcosa di non necessario vuol dire essere incoscienti. Non credo che tappezzare le città del mio volto sia un modo corretto di farmi conoscere, né tantomeno di rendere più belle le nostre vie. Ha ragione, non sono social nel concetto moderno di questo termine, ma le assicuro che sono un “social” antico. Tutti i gironi sono nel mio ristorante, chiunque vuole sa dove trovarmi. Ogni giorno discuto con clienti, fornitori, amici e conoscenti. Mi piace ancora guardare le persone negli occhi quando ci parlo. Forse un metodo antico, ma sicuramente il più sincero. Lo schermo spersonalizza i rapporti. Si scrive la qualunque, spinti da sentimenti o dalla collera del momento. Nei rapporti non virtuali invece è diverso. Prima di parlare si pensa bene e i gesti del corpo sono dei segnali inequivocabili“.

Facendo una veloce ricerca su Google con la scritta “Faghitò” abbiamo notato che vengono fuori solo recensioni positive e che il portale TripAdvisor le riconosce un punteggio di 4,5 stelle. Crede che il suo impegno possa veramente far migliorare le recensioni sulla città?

I risultati raggiunti nella soddisfazione dei clienti ci lusingano e ogni giorno lavoriamo affinchè quel 4,5 stelle si trasformi in un 5 stelle (massimo risultato raggiungibile). Lei indirettamente mi sta chiedendo se il modello che ha portato al successo la mia attività sia replicabile nella politica cittadina. Cerco di risponderle in maniera concisa. Il successo della mia attività è dovuto ad una visione aziendale precisa ed a un confronto continuo con i nostri clienti. Noi elaboriamo proposte, facciamo assaggiare piatti nuovi e non ci stanchiamo mai di ricercare la perfezione. Questo modello potrebbe riproporsi qualora io venissi eletto in consiglio comunale? Certamente. Non sarebbe semplice ottenere i medesimi risultati in breve tempo, visto che governare implica una costante mediazione tra gli amministratori, ma sicuramente la mia determinazione mi spingerà a far tutto il possibile per rendere migliore questa città“.

Non crede che questa scelta politica possa influire negativamente sul suo fatturato?

Assolutamente no. Tra me e i clienti ci sono dei rapporti fantastici. Il mio ristorante è frequentato da migliaia di persone, ognuno con la propria visione politica. Noi serviamo delle pietanze e i clienti vengono per allietare il proprio palato. Nel ristorante non facciamo attività politica e rispettiamo le idee altrui. La mia candidatura è semplicemente una proposta di miglioramento sostenuta da tutti coloro che credono che nella vita bisogna avere anche il coraggio di spendersi per il proprio territorio e non solo per fare fatturato“.