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Riaprite le scuole per chi chiude le scuole

Scuole chiuse, scuole aperte. L’insostenibile sottocultura delle Regioni del Sud

Al primo banco vi consigliamo di far accomodare Spirlì che sennò dietro si distrae; subito dopo Falcomatà con Abramo e Occhiuto, poi Mascaro, Limardo e Ranuccio. Di lato ci mettiamo gli assessori, da Sandra Savaglio a Rosanna Scopelliti, Spadafora Lanzino e Demetrio Delfino. Un posto a parte per il ministro Azzolina, che merita un banco a rotelle, così si rende conto della cazzata enorme che ha combinato. Conte un po’ in disparte che c’ha la tosse e magari è il virus in incubazione e non sia mai che li infettasse a tutti…

Aprite le scuole, per favore, per chi chiude le scuole. Lezioni speciali h24. Ospite d’onore Vincenzo De Luca, lo teniamo due anni a fare ripetizioni notte e giorno finchè non se lo mette in zucca, insieme a Emiliano e Bardi.

Riaprite le scuole, per favore, e fatelo in fretta perchè altrimenti questi qui continuano a fare danni. Stanno distruggendo una generazione e milioni di famiglie nelle Regioni del Sud peninsulare, unico posto del mondo in cui le scuole sono ancora chiuse 10 mesi dopo l’inizio della pandemia. Il Governo aveva chiuso superiori, seconda e terza media. Se hai 11 anni vai in classe, ma a 12 stai a casa con l’inferno della Dad. Nelle zone rosse del Centro e del Nord funziona così, in Lombardia, Piemonte, Toscana, dove il virus dilaga, nessuno s’è sognato di andare oltre. Al Sud invece ci sono Sindaci così mpanicati che sembrano usciti da ospedali psichiatrici e così hanno chiuso anche elementari e prime medie, lasciando aperti gli asili e le scuole dell’infanzia fino ai 6 anni. Ma poi sono arrivate le ordinanze dei governatori, che hanno chiuso anche le scuole dell’infanzia. Restano aperti solo gli asili, quindi fino a 3 anni. Ma se hai 3 anni e fai già la scuola dell’infanzia, resti a casa lo stesso. Se hai 5 anni e un fratello di 2, ovviamente chiedi a mamma e papà perchè lui può andare all’asilo e tu no.

Provateglielo a spiegare.

E’ anche arrivato il Tar, che in Basilicata ha dato ragione alla regione. Quindi le scuole rimangono chiuse. In Calabria invece ha accolto il ricorso delle mammine di Paola, annullando l’ordinanza della Regione e riaprendo le scuole. “Ma solo per i figli delle 13 mamme che hanno fatto ricorso“, hanno spifferato inizialmente. Chissà se erano tutte della stessa classe, o se erano in 13 classi diverse. Facciamo lezione solo a loro, e gli altri tutti a casa. E’ passata una notte, e si sa che la notte porta consiglio e allora l’ufficio stampa del Tar ha inviato un comunicato forse per la prima volta da quando esiste il Tar (o forse hanno istituito l’ufficio stampa per l’occasione), con cui ha chiarito che l’ordinanza che annulla l’ordinanza vale per tutta la Calabria. Ma solo per i comuni dove intanto i Sindaci non avevano già fatto la prima ordinanza di chiusura. Cioè Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Lamezia Terme, Palmi, e poi Vibo Valentia, Motta San Giovanni e altri dove i Sindaci l’ordinanza di chiusura non l’avevano fatta prima ma l’hanno fatta nel giro di due ore dopo quella di apertura del Tar che annullava l’altra di chiusura della Regione.

Tutto chiaro, no?

Non vi arrabbiate se domani mattina non sapete cosa fare. Non lo abbiamo capito neanche noi. Ecco perchè vorremmo che riaprissero le scuole per chi chiude le scuole.

E che ci siete, teneteci un banco libero, che per l’occasione qualche ripassino lo facciamo volentieri. Anche se noi non avremmo mai chiuso nulla, a maggior ragione le attività fondamentali come le scuole, diritto primario garantito dalla Costituzione. Fulcro di crescita culturale e umana, educazione, formazione e socialità. Non le avremmo mai chiuse neanche un giorno per le allerte meteo, figuriamoci tutti questi mesi consecutivi per un virus che in tutto il mondo non ha ucciso nè portato in ospedale neanche un bambino. Che sia uno. Sarà che noi a scuola ci andavamo anche sotto il nubifragio, d’inverno al gelo senza riscaldamenti, e non ci andavamo solo per studiare ma anche a divertirci.

Come sono cresciuti questi schizofrenici che ci ritroviamo come amministratori?

Dài, tenetelo un banco libero anche per noi, almeno da compagni di classe cerchiamo di capirvi.

E ci organizziamo meglio per raccontare la prossima pandemia.