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Il violinista belga Wouter Vandenabeele al Parco Museo Jalari di Barcellona Pozzo di Gotto

Tra musica classica, pop, jazz il canto popolare siciliano dei Sudcantica conquista il maestro di Ghent all’interno del Parco, dove le “pietre luccicanti” sembrano parlare trasmettendo sensazioni uniche

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Dai laboratori musicali nella sua città natale di Ghent in Belgio, alla musica africana del Senegal, per passare dalla Polka e dal Valzer della Slovenia, arrivare alla Klapa della Croazia, farsi contagiare dalla Sevdah della Bosnia, vivere le Ninne Nanne e i Lamenti dell’Albania senza dimenticare il Sirtaki greco o il Flamenco spagnolo e il Fado portoghese. Questo è il progetto “Hiraeth” (malinconia) che il maestro Vandenabeele sta portando avanti da diversi anni. Nel 2016 un incontro fortuito con i Sudcantica a Barcellona Pozzo di Gotto e, subito AMORE! Rimane affascinato e contagiato dal canto popolare siciliano che, come lui stesso afferma: “ha un’anima, un calore, colori e passione unici e colpisce chiunque riesce a viverlo con trasporto”. Lo scenario originale del Parco Museo Etnografico e Ambientale Jalari di Barcellona Pozzo di Gotto, le sue pietre che parlano e trasmettono sensazioni, poesia, arte, cultura, hanno incantato il musicista fiammingo. Parco Jalari (pietra luccicante) ideato e realizzato da Mariano Pietrini e dal fratello Salvatore, 35 ettari di vegetazione con circa 35 mila alberi, per continuare a vivere attraverso “la natura”. Tutto intorno, pietre scolpite dal vento, dalla brezza marina e soprattutto dalle mani e dalla creatività del professore Mariano Pietrini, donano un’architettura unica, espressione di energia vitale. Una simbiosi tra spazio e luce, tra presente e passato in cui ogni visitatore è portato a dialogare, in piena libertà, con la natura, le pietre e la voce del vento. Il Parco Jalari custodisce, anche un ricco patrimonio immateriale che si concretizza attraverso una raccolta completa di proverbi che fanno parte della cosiddetta trasmissione “orale” dei popolari siciliani poi, diventati “letteratura” grazie a Giuseppe Pitrè. Proverbi che rappresentavano l’unica forma di “cultura” di tanti artigiani, contadini e popolane che animavano le stradine e le “viuzze” dei piccoli paesini dove il convivere, era considerato rispetto verso l’altro, dove ognuno aiutava l’altro “sporcandosi” le mani per crescere in piena sintonia e attenzione.

E’ d’obbligo, entrando al Parco Jalari, fermarsi nella “Piazza degli incontri”, rimanere ammaliato dal “Giardino delle Muse”, percorrere il “Viale dell’urlo e della contestazione”, sostare nel “Viale dell’amore”, e in quello “della Vita”; si vive un’emozione particolare sostando nella “Chiesa Antica” con il suoi altari multietnici, dove ogni religione può celebrare i suoi riti; che dire della “Terrazza dell’infinito” e, soprattutto, non si può lasciare il Parco senza entrare nella “Bolla dei Desideri”, una realizzazione fatta con la pietra del parco che presenta un’acustica ed una sonorità particolari. Wouter Vandenabeele, grazie anche a questo percorso dentro lo Jalari, ha iniziato una importante collaborazione ed uno scambio di esperienze e di musica; dalla fredda Ghent al calore della Sicilia e di Barcellona Pozzo di Gotto in particolare; dalla musica “impegnata” alla folclorica melodia sicula magnificamente interpretata dagli eclettici e “calorosi” musicisti di “Sudcantica”. Immettendosi dentro il Parco Museo Jalari il suono del vento, evoca la memoria “viva” dei viali che disegnano un percorso “favolistico”; le pietre donano energia e vita, la serenità conquista il cuore dei visitatori. Poi percepisci il profumo della terra bagnata, gli odori degli agrumi, dei “lumie” limone tipico della zona del parco, rimani estasiato da un paesaggio che spazia dalla Baia di Tindari alla cima fumante dell’Etna, con lo sguardo ammiri i tanti piccoli paesini che abbracciano il Parco Jalari. Poi, in lontananza senti il suono della zampogna, la melodia della fisarmonica, della chitarra, del tamburello, l’emozionante vibrare del violino, la voce melodiosa del soprano Nadia e osservi l’arte artistica circense di Francesco. Artisti che portano in giro per l’Europa “Lumie” uno spettacolo di Circo-Teatro, ideato diretto e interpretato da Francesco Mirabile. Una creazione per far vivere agli spettatori, i Sapori Mediterranei di una Terra Antica ed esotica come quella dell’isola di Sicilia. ”Lumie”  è stato pensato come un invito alla natura dove tutto viene raccontato attraverso i Limoni. Limoni che rimbalzano che volano ed esplodono, un tavolo, delle cassette, un alberello, un carretto, tutto richiama apparentemente uno stato di pace tranquillità prima che, improvvisamente, ogni oggetto inizia a trasformarsi dando vita a scene di “ordinaria follia”. Il tutto, condito dalla musica dei Sudcantica che utilizzano strumenti di antica tradizione rendendoli attuali e miscelandoli tra loro, grazie agli arrangiamenti dal direttore artistico Sebastiano Pietrini che, oltre a cantare suona anche la Chitarra battente ed il Marranzano, di Giuseppe Longo – Voce e  Tamburello, di Santino Scordino – Ciaramedda, Tamburello, Marranzano, Castagnette e Pepita, di Federico Chiofalo – Organetto e Chitarra classica, di Wouter Wandenabeele – Violino, di Nadia Impalà – Voce e pianoforte. Un mix proprio per testimoniare che la Sicilia, oltre ad essere l’isola del sole, dell’accoglienza, del buon cibo, è anche la patria della cultura nata alla corte di Federico II° di Svevia, del Barocco, della classicità greca, dei mosaici, della cultura araba, normanna e aragonese, della letteratura che spazia da Omero a Pirandello, un patrimonio che, ogni cittadino del mondo dovrebbe conoscere, fare proprio per viverlo e trasmetterlo con orgoglioe consapevolezza.

Barcellona Pozzo di Gotto: le immagini del violinista belga Wouter Vandenabeele al Parco Museo Jalari | VIDEO