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Reggio Calabria: iniziativa con Riccardo Falcinelli nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti

Reggio Calabria: l’autore di best seller come “Figure” o “Cromorama” ha risposto di slancio all’invito della prof.ssa Giulia Romiti

Giulia Romiti, Riccardo Falcinelli, Piero Sacchetti, Fabrizio Sebastiani, Vincenzo Santarcangelo e Monica Ferrara

Un’accoglienza davvero entusiastica quella riservata al celebre saggista e graphic design Riccardo Falcinelli dalle circa duecentocinquanta persone che sabato scorso hanno gremito l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. L’autore di best seller come “Figure” o “Cromorama” ha risposto di slancio all’invito della prof.ssa Giulia Romiti, curatrice dell’evento aperto al pubblico della città, con la moderazione dei professori Monica Ferrara, Vincenzo Santarcangelo e Fabrizio Sebastiani, concedendosi generosamente alle domande di studenti, docenti, professionisti della grafica, della comunicazione e del design, lettori e curiosi. Presentato dal Direttore Piero Sacchetti pienamente soddisfatto per il successo dell’iniziativa, Falcinelli ha saputo creare un’atmosfera propizia alla partecipazione e al dialogo, nonostante l’emozione che la sua presenza ha suscitato in quanti si sono formati sui suoi saggi. L’autore ha infatti alternato ricordi personali a consigli per chi voglia cimentarsi nello studio delle immagini e nel graphic design come professione, emozionandosi a sua volta nel ricordo di sé, bambino di otto anni con una “precoce vocazione per il fumetto e il cinema di animazione”. Attitudine poi lasciata quando scoprì il proprio “talento” per altre forme della comunicazione per immagini, quelle delle copertine dei libri, ad esempio, che cura per importanti case editrici. “Si dice che non si giudica un libro dalla copertina, -ha sottolineato Falcinelli – ma il concetto è piuttosto riferito alle persone che non all’editoria. Sono le copertine a lanciare segnali, a orientare il lettore, ad anticipare il contenuto concentrandolo in una immagine.”

In opere come “Figure”, Falcinelli analizza proprio “il funzionamento” delle immagini, fornendo gli strumenti per comprendere cosa ne decreti l’efficacia, rendendole universali. A chi in platea lo definisce “un grande divulgatore”, chiarisce il suo compito: “rendere accessibile il sapere”. Come intende fare appunto con il suo ultimo lavoro editoriale presentato in accademia “Filosofia del graphic design”, la prima antologia in lingua italiana che raccoglie spunti, intenti e visioni dei maggiori protagonisti della grafica del Novecento, quaranta riflessioni, che spaziano dalla tecnica del tipografo alla storia del gusto, indispensabili non solo agli addetti ai lavori, ma a chiunque sia interessato a capire il sistema dei media e la cultura visuale. “Il grafico – puntualizza Falcinelli – veniva considerato un operaio specializzato: qualcuno che fornisce un servizio, come impaginare libri, volantini, manifesti, o dare forma a una scatola di biscotti”. “E la copertina?” ha chiesto Melania Barbera che ha raccolto alcune domande attraverso la Consulta degli Studenti, e che, insieme a Stefano Morabito e Marco Scarcella, ha dato supporto organizzativo alla manifestazione. “Perché ha scelto quel manifesto del maestro del modernismo Paul Rand, con la frase Non c’è via d’uscita, No way out?” “Perché il mondo sta cambiando, – ha risposto Falcinelli – molti mestieri scompariranno e ne sorgeranno di nuovi, solo lo studio può salvarci: se non studiate non ci sarà via d’uscita.” Pensiero ampiamente condiviso tra gli applausi di fine mattina, quando anche per l’autore non è stato facile guadagnarla, l’uscita, dopo un impegnativo firma copie, circondato da studenti a caccia di immagini.