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Buon compleanno, Reggina! Dall’11 gennaio 1914, tutte le pagine di una storia infinita | FOTO

Ripercorriamo tutte le pagine dell'infinità e lunghissima storia della Reggina, che oggi compie gli anni

collage storia reggina

L’11 gennaio è un giorno storico per Reggio Calabria, per la Reggio calcistica, probabilmente il più importante, forse pareggiato soltanto dal 13 giugno (1999). L’11 gennaio 1914, per la precisione, nasceva infatti la Reggina. Quella Reggina che è poi diventata grande, che ha vissuto gioie e dolori, vittorie e sconfitte, alti e bassi, momenti da imprimere nella memoria e altri da cancellare al più presto. Ma le storie, quelle belle, sono così, prendere o lasciare. E quale occasione migliore, oggi, per andare a ripercorrerla, la storia. Quella storia che comincia appunto l’11 gennaio 1914, quando 61 impiegati pubblici sottoscrivono un atto collettivo fondando l’Unione Sportiva Reggio Calabria. Incoscienza? Probabile. Quello era il periodo in cui il calcio cominciava a diffondersi, che tra Lombardia, Piemonte e Genova era già ampiamente presente dal secolo precedente. Loro però, quei 61 impiegati pubblici, appunto inconsciamente, neanche avrebbero potuto immaginare che con quelle firme stavano per dare avvio ad una delle storie più belle che potessero mai nascere sullo Stretto, che in quegli anni ancora faticava a uscire dalle macerie dello spaventoso terremoto di 6 anni prima.

Atto firma 61 impiegati nascita Reggina

La storia della Reggina: gli anni ’40, la fondazione dell’AS Reggina e i primi campionati professionistici

Da quel giorno, e per oltre 100 anni (e altri e altri ancora ce ne saranno), almeno quattro “frammenti” di storia sono da prendere in considerazione, escludendo appunto l’11 gennaio 1914 e le ultime vicende, che rappresentano il presente: gli anni ’40, gli anni ’60, quelli a cavallo tra gli ’80 e i ’90 e i primi 2000. Gli anni ’40 perché è a partire dal 1945-1946 che la Reggina viene ammessa, per meriti sportivi, a partecipare al campionato di Serie C. E’ la svolta del dopoguerra, anche se la prima volta in C era stata qualche anno prima, nel 1938, durata però il tempo di un amen. Fino ad allora, per trent’anni aveva infatti partecipato solo a campionati interregionali. ad esclusione di quella parentesi. Nel 1922 la Figc aveva ratificato l’esistenza dell’Unione Sportiva Reggio Calabria, che di lì a poco sarebbe diventata Reggio Football Club prima e Associazione Sportiva Reggina dopo. Considerando la parentesi Dominante, a metà anni ’30, è nel ’44 che viene appunto fondata l’Associazione Sportiva Reggina, che comincia la sua attività a livello professionistico.

Reggina_S.S._Dominante_1939

La storia della Reggina: 1965, Oreste Granillo e Tommaso Maestrelli lanciano gli amaranto in B per la prima volta

La terza svolta storica è nel 1964-1965: per la prima volta la Reggina ottiene la promozione in Serie B. Sono gli anni precedenti alla rivolta e alla guida del club c’è Oreste Granillo. Quel traguardo, ma anche quelli successivi in cadetteria e l’impegno speso per la città, porteranno la società a intitolargli, nel 1999, un Comunale pienamente rinnovato, appunto lo stadio Oreste Granillo. E’ il luogo in cui quasi da sempre (dal 1932, fino ad allora si giocava al Lanterna Rossa, situato nei pressi del Porto) la Reggina disputa le partite interne, cambiando ovviamente capienza e denominazione negli anni. Dall’iniziale “Michele Bianchi” allo storico “vecchio Comunale” fino all’Oreste Granillo attuale. Oreste Granillo che con quella Reggina, dopo aver ottenuto la B, sfiora anche la Serie A. In panchina non c’è uno qualunque, ma un predestinato: Tommaso Maestrelli. I beninformati dicono che farà carriera…

reggina maestrelli conquista b

La storia della Reggina: inizia l’era Foti, con la riconquista della B e l’infausto spareggio di Pescara contro la Cremonese

Da Tommaso Maestrelli ad Armando Segato, la Reggina mantiene la Serie B per qualche anno ma poi, tra metà anni ’70 e metà anni ’80, altro periodo buio, con la retrocessione in C1 e poi addirittura in C2. E’ qui, sull’orlo del fallimento, che nasce la Reggina Calcio S.p.A.: è il 1986, il Presidente è Benedetto e l’Amministratore Delegato un certo Pasquale Foti, detto Lillo, che ben presto diventerà il numero uno nonché il patron più vincente della storia della Reggina. Con la nuova società, la Reggina ritrova entusiasmo, calore, passione e anche la Serie B. E’ il 1988, per la precisione il 12 giugno, e dopo il 3° posto nel girone B della Serie C1, la squadra dell’indimenticato Nevio Scala affronta e batte la Virescit nello spareggio-promozione davanti ad un “Renato Curi” di Perugia quasi totalmente colorato d’amaranto. Sono il reggino Peppe Bagnato ed il compianto Tarcisio Catanese a firmare le reti del successo: quelle di una squadra memorabile, tra le più amate, se non forse la più amata, dell’intera storia amaranto; quelle di cui ogni tifoso recitava la formazione a memoria; quella formazione che l’anno dopo sfiora anche la promozione in Serie A, al termine di un altro spareggio, ma questa volta infausto, contro la Cremonese. E’ il 25 giugno, non è Perugia ma è Pescara, e poco cambia, dal momento che lo stadio è sempre, nuovamente, quasi tutto colorato d’amaranto. Ai tempi regolamentari, e poi ai supplementari, è 0-0. Sono i rigori a decidere chi deve andare in A: non la Reggina, che piange e si dispera di fronte a un popolo però orgoglioso di gridare a gran voce “forza Reggina”.

reggina cremonese spareggio 1989

La storia della Reggina: inferno e ritorno, ma nel 1999 è Serie A per la prima volta!

Gli anni successivi sarebbero dovuti essere quelli del consolidamento, che però non è immediato. La Reggina prova a strutturarsi per la Serie A, ma invece retrocede in C e ci mette qualche anno a risalire. Lo fa con un bomber che di nome fa Alfredo e di cognome Aglietti. E’ il 1994-1995, la Reggina domina il girone B di Serie C1 e torna in cadetteria a distanza di quattro anni. Questa volta è quella buona, è quella in cui la Reggina si struttura, col tempo, e poi prova il grande salto, che riesce nel 1999. Eccola l’altra data storica, quella che abbiamo legato all’11 gennaio ad inizio articolo. In seguito a una grandiosa rimonta con Gustinetti in panchina, il 13 giugno 1999 la Reggina si gioca nuovamente la Serie A, esattamente 10 anni dopo lo spareggio di Pescara contro la Cremonese. Questa volta, però, solo sorrisi, gioie, popolo estasiato e Reggio Calabria in festa. La Reggina è in Serie A. La Reggina, per la prima volta nella sua storia, è in Serie A, a 86 anni dalla sua nascita! Nelle ultime 6 partite la squadra è guidata dal compianto Bruno Bolchi, che sostituisce l’esonerato Gustinetti. Bolchi ottiene tre pari al Granillo e tre vittorie in trasferta, tutte e tre di importanza vitale: a Pescara (che questa volta sorride), a Cosenza nel derby e appunto a Torino. Cozza su rigore, pareggio di Ferrante, Tonino Martino decisivo. Il Delle Alpi, tra granata e amaranto, si mescola in un unico colore e accoglie le due promosse. Reggio è tra le grandi, Reggio è tra le migliori 18 squadre d’Italia! E ne vedremo delle belle.

promozionre reggina a torino 1999

La storia della Reggina: che bella, la Serie A! I grandi arrivano al Granillo, la Reggina se la gioca, retrocede in B ma poi ritrova l’olimpo del calcio

Stiamo nel ballo? E balliamo! Mica scherza, la Reggina. Il primo anno di Serie A è una festa, ogni domenica, con un Granillo stracolmo anche oltre la capienza prevista. A Reggio arrivano Del Piero e Zidane, Vieri e Ronaldo, Totti e Batistuta, Mancini e Baggio. Ma anche Pirlo e Baronio, Stovini e Kallon, poi Massimo Taibi. Sono loro tra i principali artefici della salvezza al primo anno di Serie A. Con un’altra data da cerchiare in rosso tra quelle memorabili della storia amaranto: 19 marzo 2000, la Reggina batte la Roma di Capello all’Olimpico con 10 mila reggini al seguito. Cozza e un Cirillo in lacrime firmano l’impresa in casa dei futuri campioni d’Italia (vinceranno lo Scudetto poco più di un anno dopo). Anche la stagione successiva si apre alla grande, ma sarà solo un’illusione: 2-1 all’Inter in rimonta alla prima e Lippi va via. Da lì in poi però la Reggina fa incetta di sconfitte, scivola nei bassifondi, rimonta nel girone di ritorno e si gioca lo spareggio salvezza contro l’Hellas Verona: 1-0 in Veneto, 2-1 al Granillo con beffa finale. Reggio torna in B, un altro spareggio gioca col destino, ma per gli amaranto è solo un anno di purgatorio. Colomba rimane in panchina, Dionigi e Cozza rimangono a guidare l’attacco e dopo un anno è di nuovo Serie A. Questa volta, però, dura 7 anni. In mezzo, un altro spareggio, questa volta vinto, e una splendida impresa firmata Mazzarri. Nel primo caso è il 2 giugno 2003, Festa della Repubblica. Alla guida della Repubblica, quel giorno, c’è Emiliano Bonazzoli, che segna il gol dell’1-2 in casa dell’Atalanta (dopo lo 0-0 dell’andata) e sancisce la permanenza della squadra di De Canio, grande artefice di un’importante rimonta. Quella è la squadra anche di Di Michele, Nakamura, di capitan Cozza, di Mozart, Diana. Quella squadra getta le basi per una permanenza duratura in A.

Reggina-Fiorentina Kallon

Foto di Franco Cufari / Ansa

La storia della Reggina: il consolidamento in A con Walter Mazzarri e l’impresa nell’anno della penalizzazione

La firma ce la mette Walter Mazzarri. E’, ad oggi, uno dei più longevi sulla panchina amaranto nonché il più longevo in Serie A. Ottiene tre salvezze consecutive, entrando nella storia per il miglior piazzamento di sempre (10° posto nel 2004-2005) e per la pazza rimonta del 2006-2007 con il fardello della penalizzazione. La storia è nota: a causa dell’inchiesta Calciopoli, la Reggina comincia il campionato con un bel (anzi brutto) “-15” in classifica, poi ridotto a “-11”. Ma quella squadra può contare su un grande condottiero, su capitan Lucarelli, con Aronica e Lanzaro, sul guerriero Tedesco, su due motorini come Mesto e Modesto, sui fantasisti Leon prima e Foggia poi ma soprattutto su una coppia d’attacco fantastica, che quell’anno sarà tra le migliori d’Europa: Rolando Bianchi e Nicola Amoruso. Con i loro gol la Reggina riesce a salvarsi, centra 51 punti sul campo e 40 in classifica e sale sul punto più alto della sua storia. Più precisamente questo accade il 27 maggio 2007: al Granillo arriva il Milan fresco campione d’Europa, la Reggina vince per 2-0 grazie ad Amoruso e Amerini e rimane in Serie A. L’anno successivo un’altra salvezza, dopo i 10 punti nelle ultime quattro e la splendida “bomba” di Barreto contro l’Empoli. La stagione 2008-2009, però, è quella che sancisce il ritorno in B dopo 7 anni. Va via Amoruso, arriva Corradi, rimangono Cozza e Brienza, ma la squadra subisce troppi gol e saluta la A. E’ la fine di un ciclo, ma non dell’era Foti, che ancora qualche “cartuccia” la vuole sparare.

Mazzarri e Foti Reggina

Foto di Franco Cufari / Ansa

La storia della Reggina: Serie A sfiorata, ma l’era Foti termina con la C

Ci prova subito, il buon Lillo. Costruisce una corazzata per l’immediato ritorno in A, ma va tutto male. Novellino esonerato, via Volpi, Cassano e Buscé, la Reggina si salva ma per il rotto della cuffia. Si torna all’antico: profilo basso, umiltà, impegno e lavoro. Così, con Atzori e buona parte dei giovanotti figli del Sant’Agata – guidati saggiamente da Emiliano Bonazzoli (già, ricordate, colui che era a capo della Repubblica in quel 20 giugno 2003) – la Reggina torna a lottare per la Serie A e torna a sfiorarla. Un altro 2 giugno, ma di 8 anni dopo, fa 0-0 al Granillo contro il Novara nell’andata della semifinale playoff, ma qualche giorno dopo si consuma la clamorosa beffa, con il 2-2 piemontese arrivato sul filo di lana, con un super gol di Rigoni. Niente da fare, quella Serie A rimane un miraggio e non verrà più accarezzata per oltre 10 anni. Nel frattempo, infatti, la Reggina torna in C 20 anni dopo, non si iscrive, fallisce, termina l’era Foti e il club riparte dalle ceneri.

La storia della Reggina: la rinascita con Praticò, la B ritrovata con Gallo e il miracolo di Saladini

Nel 2015 l’imprenditore ed ex Presidente del Coni Mimmo Praticò, reggino passionale e super tifoso amaranto, fonda l’ASD Reggio Calabria, che riparte dalla Serie D. Con Cozza in panchina centra il 4° posto nel girone I ma chiede e ottiene il ripescaggio in Lega Pro. La società, che nel frattempo diventa Urbs Reggina 1914, si salva per ben due anni fila in C, prima di rischiare nuovamente il baratro. Nel gennaio 2019, però, l’imprenditore romano Luca Gallo rileva il club, rilanciandolo e portandolo nuovamente in Serie B. Grazie a Toscano e a una splendida corazzata – guidata da German Denis, colpo a effetto dell’estate 2019 – la cadetteria viene conquistata a giugno, dopo lo stop di tre mesi per Covid, che aveva lasciato Corazza e compagni primi con un netto distacco sulla seconda. L’estate successiva è quella di un altro colpo a effetto, Jeremy Menez, che però brilla a intermittenza. La Reggina, con qualche fatica, si salva sul campo per ben due anni di fila, ma con quattro allenatori diversi e sessioni di mercato rivoluzionarie. Nel maggio 2020, la Reggio Calabria calcistica vede di nuovo il baratro: Luca Gallo viene arrestato e, per qualche settimana, la Reggina è in mano al Tribunale. Serve un miracolo. Quel miracolo è storia recente: l’imprenditore calabrese Felice Saladini rileva il club, ci mette a capo il Prefetto ed ex arbitro Marcello Cardona e sceglie Pippo Inzaghi per la panchina. La Reggio calcistica rivede la luce, ritrova l’entusiasmo e la serenità e, oltre 10 anni dopo, torna a lottare per la Serie A. E’ una malattia. E’ una storia infinita che non smette mai di stupire.

Conferenza presentazione Inzaghi-Reggina Saladini e Cardona

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb