fbpx

Sentenza Cassazione, incredibile svista: parola “cazzo” in bella evidenza

a seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha commesso una clamorosa svista

svista sentenza cassazione

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha commesso una clamorosa svista emersa al Massimario, l’ufficio che fa un’analisi sistematica della giurisprudenza di legittimità. Una sentenza di giugno 2022, subito dopo la locuzione P.Q.M. (per questi motivi) che introduce la decisione finale della Corte, riporta la parola “cazzo” in bella evidenza.

Né il consigliere estensore né il presidente della sezione, che firmano la sentenza, si sono accorti del pessimo refuso, presumibilmente nato dall’utilizzo di un programma di dettatura vocale.