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Calabria: Marziale ricorda il piccolo Cocò Campilongo

Calabria: Marziale ricorda il piccolo Cocò Campilongo, ucciso dalla 'ndrangheta e dato alle fiamme, a nove anni dalla scomparsa

“Nel giorno in cui lo Stato è riuscito ad acciuffare Matteo Messina Denaro, dopo trent’anni di latitanza, con a carico anche l’accusa di avere compartecipato all’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido, ricade il nono anniversario della morte del piccolo Cocò Campilongo, avvenuta il 16 gennaio 2014 nelle campagne di Cassano allo Ionio. Aveva tre anni ed è stato barbaramente ucciso e dato alle fiamme. Nonostante i due killer siano stati condannati definitivamente dalla Cassazione, la società non può e non deve dimenticare”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria.

“Non è stata soltanto la mafia siciliana ad uccidere bambini – evidenzia il Garante – nel tempo anche la ‘ndrangheta si è macchiata di tanto abominio, uccidendo bambini perché accompagnatori di parenti nel mirino delle cosche, perché testimoni di misfatti o perché considerati un pericolo per l’avvenire. Ed è per questo che occorre tenere sempre alto l’indice di abiura nei confronti del crimine organizzato. La mafia non ha mai avuto rispetto per i bambini e quanti si sono prodigati a parlare di “codice d’onore” hanno miseramente dichiarato un falso storico”. Per Marziale: “Mafia e ‘ndrangheta hanno mietuto vittime innocenti, la cui esecuzione è stata spietata senza badare a rispetto di genere o età. Le giovani generazioni sappiano, per tenersi lontane da ogni benché minima tentazione o seduzione”.