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Superbonus al 90%, da Reggio e Messina insorgono: “illogico, tradita la fiducia”

Superbonus Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

Così l’Ordine degli Ingegneri di Messina relativamente al passaggio del Superbonus dal 110% al 90% previsto dal nuovo Decreto Aiuti quater del Governo

Da Reggio Calabria a Messina si leva forte il coro: il nuovo provvedimento sul Superbonus non piace. Il passaggio dal 110% al 90& previsto dal nuovo Decreto Aiuti quater del Governo non trova d’accordo le due città dello Stretto. Il primo ad insorgere è l’Ordine degli Ingegneri di Messina, che “insieme alla Rete Professioni Tecniche Italiane contesta il Provvedimento che sembra essere stato inserito nel Decreto Aiuti quater e che ad una prima lettura appare illogico oltre che ancora vessatorio ed iniquo nei confronti di professionisti ed imprese: sarebbe infatti intenzione del Governo nazionale consentire il l’accesso al Superbonus SOLO per gli interventi con CILAS presentata fino al 25 NOVEMBRE!!. Pertanto l’Ordine degli Ingegneri di Messina si unisce alla protesta che sta montando in tutta Italia nei confronti dell’ennesimo cambio di regole in ‘corsa’ e chiede di poter consentire l’accesso al 110% per tutti gli interventi con CILAS presentata almeno fino al termine del 31 DICEMBRE 2022 – si legge ancora – Si rappresenta ancora l’urgenza della risoluzione del vero problema, completamente purtroppo ignorato dall’attuale Governo e che è costituito dal blocco della cessione dei crediti , che ineluttabilmente se non risolto porterà al fallimento di decine di migliaia di operatori economici”.

Agli Ingegneri peloritani si aggiunge l’ANCE Reggio Calabria, che parla di “fiducia di migliaia di contribuenti tradita”. “Il decreto aiuti quater che ha rimodulato in peius le aliquote del superbonus per i condomìni con decorrenza pressoché immediata e senza alcun preavviso – dichiara il presidente di ANCE Reggio Calabria, Michele Laganà – ha gettato nello sconforto, oltre che la più ampia platea di contribuenti, le migliaia di imprese ed operatori della filiera delle costruzioni che riponevano fiducia nella legge e che hanno investito somme ingenti per rispondere adeguatamente alla domanda di riqualificazioni edilizie supportate dal Superbonus. Il provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri ieri sera – prosegue Michele Laganà – oltre a sconfessare, nella forma e nella sostanza, impegni precipui presi in campagna elettorale dall’attuale maggioranza di governo, produrrà danni incalcolabili alle imprese che saranno costrette a rivedere al ribasso le prospettive di mercato e quindi occupazionali. Un vulnus non solo per il settore delle costruzioni e per i condomìni, ma soprattutto per l’economia del Paese che cominciava a recuperare terreno in termini di crescita sostenibile ed assorbimento dell’ampio bacino di disoccupazione post pandemia. Ci chiediamo inoltre se sia legittimo un provvedimento di urgenza che interviene unilateralmente e direttamente a modificare la programmazione e gli obiettivi di transizione ecologica ed energetica incorporati nel PNRR. Ci saremmo piuttosto aspettati un decreto d’urgenza per risolvere il gravissimo problema dei crediti di imposta incagliati che rappresentano una vera ed improcrastinabile emergenza”.

Incalcolabili i danni che subiranno le imprese ed i lavoratori per l’ulteriore incertezza che il decreto ingenererà a fronte di centinaia di milioni di euro di investimenti già effettuati per progettazioni e realizzazione dei lavori. “Nonostante gli impegni presi in campagna elettorale dai rappresentanti di vertice dell’attuale maggioranza, con i quali ci si era intesi sulla necessità di un riordino strutturale del sistema di incentivi e sulla necessità di stabilizzazione per il perseguimento degli obiettivi della transizione ecologica, assistiamo ancora una volta ad un cambiamento delle regole in corso e con effetto immediato, senza peraltro aver individuato una soluzione concreta per sbloccare i miliardi di crediti incagliati”. Secondo l’Ance senza un regime transitorio adeguato e una soluzione concreta per sbloccare i crediti incagliati, come quella individuata insieme all’Abi che prevede l’utilizzo degli F24, il superbonus si bloccherà per sempre, con gravi ripercussioni sia economiche – per centinaia di migliaia di contribuenti e per la crescita del Paese – che in termini di transizione ecologica, dato che senza un piano di riqualificazione energetica degli edifici appare impensabile centrare gli obiettivi di risparmio energetico e di lotta ai cambiamenti climatici. “Per questo ci appelliamo alle forze parlamentari – chiosa il presidente Laganà – per condurre a miti consigli il Governo, modificando in extremis un provvedimento devastante per migliaia di contribuenti ed imprese che va a minare la fiducia di migliaia di cittadini nello Stato e nella stabilità delle norme”.