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Sembra Londra ma è Reggio Calabria: boom di presenze per la 14ª ELT Annual Conference di British School | INTERVISTE

Grande successo per la 14ª Conferenza Annuale dei docenti di inglese organizzata da ih British School di Reggio Calabria

  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Formazione, apprendimento, socialità e condivisione delle competenze: il tutto collegato alla lingua inglese. Ih British School, in collaborazione con Cambridge University Press e Assessment, ha accolto, presso l’elegante cornice del Grand Hotel Excelsior di Reggio Calabria, centinaia di insegnanti di lingua inglese che hanno partecipato alla 14ª edizione annuale English Language Teachers Conference.

Lo slogan che ha accompagnato l’edizione 2022 è “Together Again”. Si torna insieme, letteralmente, dopo 3 anni di pausa dovuta alle restrizioni della pandemia che hanno limitato i contatti, le occasioni di incontro e i viaggi all’estero. Poter confrontarsi con altre realtà è sinonimo di apprendimento, crescita personale, aggiornamento delle proprie competenze: tutto ciò è stato fortemente limitato dal virus che ha costretto la socialità a ‘resettarsi’.

Tornare in presenza ha reso ancora più bella l’atmosfera della conferenza, svoltasi attraverso diverse sessioni in plenaria: mattinata dedicata agli interventi dei relatori, pomeriggio (dopo aver pranzato insieme), workshop di aggiornamento per i docenti che hanno avuto modo prendere parte a 2 corsi di aggiornamento a scelta, riguardanti: l’insegnamento ai teenagers, l’insegnamento della letteratura, l’insegnamento nella scuola primaria con idee pratiche e attività da utilizzare in classe.

Marco Goso, managing director della ih British School ha presentato così la conferenza ai microfoni di StrettoWeb: “poterci ritrovare insieme, per scambiarci idee, confrontarci, è fondamentale. Siamo felici di essere tornati in presenza e lavorare insieme. Questa conferenza è un’incubatrice di innovazione. Tante cose che fino a poco tempo fa sembravano eccezionali, oggi fanno parte della pratica comune. Si sta studiando come integrare realtà virtuale e didattica, chissà che tra qualche anno questi temi siano di pratica comune e non futuristica”.

Patrizia Quattrone, managing director della ih British School si è soffermata sull’aspetto didattico: “i livello dei ragazzi che oggi studiano l’inglese è abbastanza elevato. Ci sono scuole statali che preparano per il livello C1. Durante la pandemia i docenti delle scuole statali e private hanno fatto un grande lavoro per mantenere e migliorare questo livello di apprendimento. Noi di ih British School sentiamo la responsabilità di aiutare i ragazzi anche sulla dimensione della socialità, che in questi anni di pandemia è mancata, ovviamente attraverso la lingua inglese“.

Nel corso della conferenza si sono alternati diversi relatori che hanno esposto i propri interventi alla platea presente. Il primo a prendere la parola è stato il prof. Ben Goldnstein che ha affrontato il tema dei giovani e della tecnologia con l’intervento “They never look up from their phones“. È possibile trasformare smartphone e altri strumenti tecnologici da distrazione a fonte di apprendimento? “Si può fare utilizzandoli in modalità aereo. – ha spiegato il prof. Goldstein – Spesso le distrazioni sono frutto della connessione, gli studenti controllano notifiche, Instagram o chattano. Si tratta di utilizzare le potenzialità del proprio smarthpone anche offline”.

A tal proposito, una tematica importante, legata ai giovani e alla tecnologia, è quella legata al ‘detox’, letteralmente l’eliminazione delle ‘tossine’, della negatività che social e connettività si portano dietro. “Ciò a cui dobbiamo prestare attenzione, particolarmente per gli studenti più giovani, è l’influenza che i social possano avere sulla loro autostima e e le loro emozioni. – ha sottolineato il prof. Goldstein – Molti teenager, sfortunatamente, usano Photoshop e altri programmi per modificare la propria immagine perchè influenzati dalle mode, questo può essere dannoso. Dobbiamo lavorare tanto sulla prevenzione dei rischi social per i più giovani“.

Successivamente la prof.ssa Sarah Ellis si è occupata delle vocabulary skills, lo sviluppo di un lessico adeguato a ogni livello di inglese. “Gli insegnanti devono cercare di aiutare i ragazzi a imparare strategie per apprendere nuovi vocaboli. – ha spiegato la professoressa Ellis – Per ricordare un vocabolo serve molta pratica, lo si deve ‘incontrare’ fra le 7 e le 12 volte prima di ricordarlo”.

L’ultimo intervento è stato quello della prof.ssa Lucie Cotterill che si è occupata dei “sustainable development goals“, una serie di 17 obiettivi interconnessi (es. lotta alla fame, lotta alla povertà, promozione dell’istruzione e della parità di genere ecc.), definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite come strategia “per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti“. E anche delle competenze del futuro e di “come possiamo insegnare, attraverso l’inglese, queste importanti competenze, utili per lavorare, vivere e studiare all’estero e anche in Italia“.

14ª ELT Conference British School, Marco Goso: “un momento di formazione e socialità a Reggio Calabria” | VIDEO

14ª ELT Conference British School, Patrizia Quattrone: “a Reggio Calabria alto livello di inglese fra i ragazzi” | VIDEO

14ª ELT Conference British School, prof. Goldstein: “tecnologia e giovani fra apprendimento e detox” | VIDEO

14ª ELT Conference British School, prof.ssa Harris: “sapete quanto serve per imparare un nuovo vocabolo?” | VIDEO

14ª ELT Conference British School, prof.ssa Cotterill: “inglese utile per lavorare, vivere e studiare anche in Italia” | VIDEO