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Reggina, Cardona a StrettoWeb: le ultime sullo stadio, l’Inter e quel retroscena sulla moglie di Inzaghi

Marcello Cardona Presidente Reggina Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Una mezz’oretta di interessante chiacchierata in cui il Presidente della Reggina parla di passato, presente e futuro. Dalla bellissima notte di lunedì a ciò che bolle in pentola sulla questione stadio, passando per l’amichevole con l’Inter, le telefonate con Inzaghi di questa estate, l’omaggio a Zangrillo, la riforma del campionato

Nuovo componente della Commissione Riforma Campionati della LNPB. E’ fresco di nuova nomina, Marcello Cardona, quando lo chiamiamo al telefono per un’intervista. Una mezz’oretta di interessante chiacchierata in cui il Presidente della Reggina parla di passato, presente e futuro. Dalla bellissima notte di lunedì a ciò che bolle in pentola sulla questione stadio, passando per l’amichevole con l’Inter, le telefonate con Inzaghi di questa estate, l’omaggio a Zangrillo, la riforma del campionato. Di seguito l’intervista integrale a StrettoWeb.

Presidente, partiamo proprio dalla fine. Quella pazza, bella e genuina esultanza di Inzaghi al triplice fischio di Reggina-Genoa.

“Quello che abbiamo visto non è frutto del caso, ma di una costruzione che avevamo in animo a giugno. Avevamo delle idee, che sono partite pensando ai sogni di tutti i reggini, ai sogni dei tifosi e di una città che ha bisogno di questo. E quindi si è iniziato a costruire. E se lei mi parla di quelle immagini, a me vengono in mente i primi giorni di fatica intellettuale della nuova società in estate, che non sono stati semplici. C’era l’entusiasmo, si conosceva il pedigree del Presidente, però ciò che più contava erano i fatti. I fatti sono quelli di Saladini e Ferraro. Non dimentichiamo che volevamo dare spazio a una continuità tecnica e poi, non per una scelta nostra, abbiamo modificato e costruito con un certo credo. Quanto visto lunedì sera è solo parte di quello che abbiamo in mente. Però questo significa migliorarci e non quello che si potrebbe pensare. Migliorarci nella strutturazione e nella programmazione. La credibilità e la trasparenza non sono concetti astratti, si costruiscono con i fatti. La mia nomina non è per la carriera del Dottor Cardona, ma perché in Lega hanno toccato con mano che stiamo lavorando in modo serio, imprenditoriale”.

E quindi veniamo alla partita. Contro il Genoa si è vista una Reggina diversa, meno sbarazzina, più accorta e più attenta, che si è difesa alla grande e ha punto in contropiede.

“Questo atteggiamento non è riferito alla partita col Genoa, ma si è visto già a Cagliari, che ha un organico pari a quello dei liguri. In Sardegna la Reggina ha subito il gol, ha continuato a giocare bene ma ha avuto un atteggiamento più razionale, si è data degli obiettivi molto precisi: recuperare e provare ad andare in vantaggio. E lì che è cominciata la perfezione tattico-mentale che il mister ha portato avanti. Col Genoa noi non abbiamo subito l’avversario, ma abbiamo giocato la nostra partita. Loro, a parte il gol, non hanno creato pericoli, neanche nei minuti finali. Non abbiamo vinto per caso, abbiamo continuato a giocare come sappiamo, aggiungendo da Cagliari quelle attenzioni che ad esempio non c’erano state a Perugia, dove si è perso per disattenzioni pur producendo tante occasioni. L’altro giorno, a tal proposito, il tecnico mi diceva: ‘più lì alleno, più li conosco, più è facile fare delle scelte'”.

Se il giorno della sua presentazione, questa estate, le avessero detto: la Reggina prende Inzaghi, a novembre batte il Genoa ed è seconda, lei ci avrebbe creduto?

“Dopo che abbiamo fatto le prime scelte importanti, riguardanti l’organigramma, noi abbiamo creduto in certe risultanze. Non abbiamo fatto scelte a caso. Io con serietà e saggezza le dico che non siamo tantissimo meravigliati che la squadra giochi così bene. Noi parliamo di giocare bene e abbiamo la consapevolezza che dalla prima in Coppa Italia alla gara di lunedì la squadra ha sempre giocato bene. Nelle ultime ha giocato con più esperienza e nella nostra idea di società c’è anche di giocare liberi, sereni. Non c’è stata nessuna riunione dopo Perugia, sono cose non vere. Ogni volta che finisce una partita noi andiamo a salutare la squadra e il mister, non solo quando vinciamo”.

Inzaghi sta facendo molto bene, ma fa ancora più piacere vedere come la famiglia si sia integrata nella città di Reggio Calabria già dopo poco tempo.

“Le racconto due particolari inediti, visto che sono stato la seconda persona della società, in fase iniziale, a parlare con Inzaghi prima che accettasse. A lui non ho parlato di calcio, ma gli ho detto che la società avrebbe messo lui e la famiglia al centro di un progetto sociale, perché nella mia esperienza vedevo questa cosa: il grande professionista. C’era bisogno di credibilità, ovviamente, per dire certe cose. Poi si è preso il suo tempo, c’è stata l’elaborazione del contratto e prima di decidere un giorno mi chiama, mentre ero con il mio scooter alla stazione Termini. Mi dice: ‘le devo passare una persona’, al che io mi preoccupo. Era la signora Inzaghi, che mi dice: ‘Presidente, mi dica, ma Pippo sarà felice se veniamo a Reggio?’. Io gli ho ribadito che per loro sarebbe stata una decisione che gli avrebbe portato gioia e felicità. Gli ho ribadito che loro si sarebbero integrati perfettamente, e personalmente ho insistito perché prendessero casa in centro. Ma non avevo dubbi: so com’è la nostra gente. La signora Inzaghi si dimostra essere una persona intelligente, che sa usare i social, con sobrietà, in un contesto difficile come il nostro. Non trovo meraviglia”.

E l’amichevole con l’Inter? Quando verrà ufficializzata?

“La ufficializzeremo quando verrà realizzata formalmente. Le posso dire che è più di un’idea, ma ancora non è arrivato il momento di annunciarla, perché con l’Inter dobbiamo corrisponderci”.

E’ stata organizzata anche per via del bel rapporto tra i fratelli Inzaghi?

“Che i fratelli Inzaghi abbiano un grande rapporto glielo certifico perché la famiglia Inzaghi è vecchio stampo, con idee più meridionali di noi. I rapporti per l’amichevole nascono però dai rapporti del club con Beppe Marotta, nel mio caso di 40 anni fa, quando io arbitravo e lui era al Venezia. Si sono consolidati, poi, perché noi abbiamo recepito un giocatore dell’Inter su cui stiamo lavorando seriamente. Siamo sempre proiettati a guardare al futuro, non finisce chiaramente tutto a maggio, solo poco fa ho avuto una riunione per progettazione”.

A proposito di progettazione: le ultime sullo stadio Granillo?

“C’è stato un incontro preciso, dove in modo opportuno e doveroso abbiamo rappresentato al Comune le nostre intenzioni. Il Sindaco facente funzioni Brunetti ci ha detto che l’Amministrazione farà un bando ed è chiaro che noi parteciperemo. Così siamo rimasti da quell’incontro, ora aspettiamo. Voglio precisarla, questa cosa, sottolineandola venti volte: sarà il Comune a dover fare il bando. Possibili date? Di date ho parlato, reputo Brunetti una persona seria e corretta e se mi ha detto che lo prepareranno è chiaro che lo faranno, non penso si sia parlato di farlo tra due anni. E’ chiaro che lo faranno, spero nel giro di qualche settimana o mese. La società attende con ansia e le posso dire, visto che mi ha parlato di date, che noi stiamo già lavorando per pensare al dopo bando. Con Brunetti ci siamo visti lunedì e mi ha rassicurato. E’ una persona seria e se ci sono delle novità mi chiamerà e mi dirà. Quando siamo andati all’incontro io ho portato con me Ferraro, parte della proprietà, ma anche dei tecnici, giusto per essere pronti a tutto”.

Domanda extra campo: l’omaggio al Professore Zangrillo, Presidente del Genoa, prima del fischio d’inizio di Reggina-Genoa.

“La ringrazio per questa domanda, perché qualcuno su questo ha detto qualche parola in più, che Zangrillo è stato premiato perché mi ha salvato e robe così. La Reggina deve realizzare rapporti seri. Il Professor Zangrillo è il Presidente del Genoa, la società più anziana del calcio italiano. Quando sono stato a Parma sono stato premiato dal Presidente del Parma, perché ci conosciamo. E poi le dico: durante la mia lunghissima attività istituzionale, mi è capitato di ricevere telefonate da concittadini per cercare di essere aiutati in momenti difficili. L’ospedale San Raffaele e tutti gli ospedali del nord sono stati sempre generosi verso i nostri concittadini, pronti ad accogliere. Accoglienza deve essere una parola che tutti dovremmo metterci in testa. Il Professor Zangrillo è il medico che ha fatto più pubblicazioni scientifiche al mondo, è il pro-rettore del San Raffaele. E la nostra società, oltre che mantenere buoni rapporti con gli alti club, non ha potuto dimenticare che i medici e gli ospedali del nord sono stati d’aiuto a tanta gente del sud. Il Covid non c’entra niente, lui ha curato me così come anche altri 100 mila. Nella premiazione al Granillo c’è sempre un espressione dei valori umani che viene messa in risalto. La stessa cosa è accaduta per Amoruso, Poli, Colomba, in loro c’era commozione e anche Zangrillo si è commosso. Non le faccio i nomi delle società che al nostro arrivo non ci hanno offerto neanche un bicchiere d’acqua. Ecco, noi faremo il contrario: già tante società dicono che il nostro club sa accogliere”.

Ultima domanda, alla luce della sua nuova nomina: bolle qualcosa in pentola sul fronte riforme in Serie B?

“Siamo vicini al Presidente Balata. Lo stimiamo per tutto quello che fa, per saggezza e per capacità manageriali. Condividiamo tutti i passaggi e riteniamo totalmente ingiusto che ci siano 3 promozioni e 4 retrocessioni. Siamo l’unica Serie B d’Europa in cui 3 salgono e 4 scendono. O facciamo 4 promozioni e 4 retrocessioni o 3 promozioni e 3 retrocessioni. Porterò a Balata le mie esperienze e quelle della nostra società. Mi onora molto la nomina”.