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Le plusvalenze, gli stipendi, la carta di Ronaldo: il Prisma che imprigiona la Juventus

Un anno di inchiesta prisma, dalle perquisizioni della GDF del 2021 alle dimissioni di Agnelli e del Cda Bianconero

Foto di Roberto Bregani / Ansa

Le dimissioni di Andrea Agnelli e dell’intero Cda bianconero sono solo l’ultimo capitolo di una vicenda iniziata un anno fa. Nel novembre 2021, la Guardia di Finanza perquisisce le sedi di Torino e Milano del club al fine di ottenere documentazioni e altri elementi relativi ai bilanci societari dal 2019 al 2021, con riferimento sia alla compravendita dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci.

Tale attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti dei vertici del club e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva. Al vaglio, diverse operazioni di trasferimento di giocatori e le prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle relative intermediazioni. Inoltre, si ipotizza a carico della società il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto nel caso in cui una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di specifici illeciti. L’attività viene comunicata alla Consob e alla Procura federale della Figc, con l’inchiesta denominata “Prisma”, avviata nel maggio 2021 e affidata ai magistrati torinesi Ciro Santoriello, Mario Bendoni e al procuratore aggiunto Marco Gianoglio. Tra gli indagati figurano: il presidente della Juventus Andrea Agnelli, il suo vice Pavel Nedved e l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici.

Nel decreto di perquisizione si parla di “indizi precisi e concordanti per ritenere che i valori sottesi ai trasferimenti in questione non siano stati oggetto di una fisiologica trattativa di mercato ma che si sia di fronte a operazioni sganciate da valori reali di mercato, preordinate e attestanti ricavi meramente contabili in ultima istanza fittizi“. E, secondo i pm, “da ciò conseguono evidenti ricadute in tema di bilancio e di rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della societa‘”.

Tra il materiale delle perquisizioni ci sarebbero alcuni documenti e scritture private che non risulterebbero essere stati pubblicati e comunicati agli organi di competenza. Si fa riferimento a una scrittura riguardante un “obbligo non federale” a carico dell’Atalanta nell’ambito dei trasferimenti di Demiral e Romero, e una scrittura privata (secondo i magistrati, definita in una intercettazione “la carta famosa che non deve esistere teoricamente“) riguardante il rapporto contrattuale e le retribuzioni arretrate di Cristiano Ronaldo. Secondo gli inquirenti, le plusvalenze contabilizzate dalla Juventus nei bilanci degli ultimi tre anni ammontano a 323 milioni di euro, con le analisi delle singole transizioni che avrebbero evidenziato “la ricorrenza di manifesti profili di anomalia“.

Il termine utilizzato dai magistrati, per definire le operazioni ‘anomale’ è quello di “operazioni a specchio“: uno scambio contestuale di calciatori nel quale, a fronte di una o più cessioni, sono stante disposte una i più acquisizione, al fine di ottenere operazioni “a somma zero” con “conseguente assenza di movimento finanziario e presenza di un duplice effetto positivo sui bilanci della cedente e della cessionaria“. Gli inquirenti indagano sulla cessione di giovani calciatori dell’Under23 bianconera “con corrispettivi rilevanti e fuori range rispetto a calciatori di medesimo livello e categoria” e cessioni/acquisizioni realizzate in prossimità della scadenza contrattuale.

Il 27 novembre la società in una nota ufficiale comunica che “sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto“. La Juventus sottolinea inoltre: “in relazione all’aumento di capitale in opzione deliberato dall’Assemblea degli Azionisti in data 29 ottobre 2021, si conferma la tempistica resa nota con comunicato del 22 novembre 2021 e l’avvio dell’offerta in opzione e della negoziazione dei diritti di opzione a partire dal 29 novembre 2021“. Nel mese di dicembre la Guardia di finanza perquisisce la sede del club, e nel registro degli indagati si aggiunge il nome di Cesare Gabasio, general counsel della società. I pm vogliono inoltre approfondire la cessione di Cristiano Ronaldo al Manchester United.

Nel decreto di perquisizione si legge che CR7 è stato ceduto per 15 milioni, con la possibilità che il valore della cessione possa incrementarsi per un massimo di altri 8 milioni al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi. La società avrebbe però omesso di esporre gli effetti di una scrittura privata che Cesare Gabasio definisce in una conversazione telefonica con Federico Cherubini, responsabile dell’area sportiva del club, una “carta famosa che non deve teoricamente esistere“. Nel mese di marzo la Procura dispone altre perquisizioni in tutta Italia. A finire sotto la lente dei magistrati stavolta è la gestione degli stipendi ai calciatori durante la prima fase della pandemia.

Secondo la Juventus, i giocatori avrebbero rinunciato volontariamente ad alcune mensilità per aiutare il club durante le difficoltà dell’emergenza Covid, secondo la Procura invece il credito sarebbe stato solo differito e, di conseguenza, il debito andava iscritto a bilancio. Il 24 ottobre, la Procura notifica ai componenti del Cda, ai dirigenti, ai componenti del Collegio sindacale e al revisore lagale della Juventus Fc Spa, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. I reati contestati sono, fra gli altri, falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato, essendo la Juventus quotata in Borsa. Secondo i magistrati, questi comportamenti avrebbero determinato, per l’esercizio 2018, una perdita pari a 39.896.000 di euro, anzichè di 84.506.000 di euro; nel 2019 la perdita dichiarata è stata di 89.682.000 di euro anzichè di 236.732.000 di euro; nel 2020 di 209.514.000 di euro anzichè di 222.477.000 di euro.