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Ponte sullo Stretto, ci siamo: individuato l’iter per iniziare i lavori a brevissimo, c’è la data

  • Foto di Francesco Saya / Ansa
    Foto di Francesco Saya / Ansa
  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
    Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Ponte sullo Stretto, i tecnici del Ministero hanno individuato l’iter per aggiornare il progetto definitivo già approvato nel 2011 e posare la prima pietra della grande opera nel giro di pochi mesi. I dettagli

Ci siamo. Il Ponte sullo Stretto stavolta si farà sul serio. Tuttavia con il centrodestra al Governo era già stato progettato, appaltato e finanziato. A Cannitello erano anche iniziati i lavori per la variante ferroviaria, poi effettivamente inaugurata da Scopelliti nel 2014. Intanto, però, il governo Monti aveva bloccato il progetto del Ponte: senza quel provvedimento, oggi Calabria e Sicilia sarebbero già collegate. E invece bisogna ricominciare tutto daccapo. O quasi. Perché il governo vuole fare in fretta e posare la prima pietra del Ponte già nel 2023, quindi nella peggiore delle ipotesi entro 13 mesi. Per farcela bisogna prima sbrogliare il complesso iter burocratico. Dopo l’incontro di ieri tra il Ministro Salvini e i due governatori di Calabria e Sicilia, adesso l’ipotesi che trapela dal Ministero in queste ore è a costo zero: il governo può dirottare i 50 milioni di euro stanziati dal governo Draghi per il fantomatico “studio di fattibilità” voluto dall’ex ministro Giovannini su un nuovo progetto a tre campate, all’aggiornamento del vecchio progetto a campata unica, quello già approvato in via definitiva nel 2011 dal governo Berlusconi.

Da un punto di vista tecnico si tratta del ritorno al Ponte a campata unica, il migliore possibile da un punto di vista tecnico per un’area come quella dello Stretto di Messina e anche il più veloce perché praticamente già pronto. Ma soprattutto è la migliore soluzione dal punto di vista pratico: non è più un mistero per nessuno che le bizzarre ipotesi del tunnel e del ponte a tre campate sono state tirate fuori dai grillini nella scorsa legislatura con l’unica occasione di perdere tempo vista l’improponibilità politica di una posizione contraria al Ponte di fronte all’opinione pubblica. Tornando al progetto già approvato, invece, si potrà così accelerare l’iter perché basterebbe soltanto un decreto legge per rianimare la società Stretto di Messina spa, la concessionaria, costituita nel lontano 1981, incorporando in sé i soci più logici: le due maggiori stazioni appaltanti del Paese – Anas e Rfi ora riunite sotto la capogruppo Ferrovie dello Stato – e le regioni Sicilia e Calabria. C’era anche già un general contractor, il consorzio Eurolink che comprendeva quella che allora si chiamava Impregilo ed ora è diventata Webuild con un riassetto che ha previsto l’ingresso di capitali pubblici tramite Cassa Depositi.

Realisticamentespiega oggi il Corriere della Seraservono 7 anni e nel mentre si può spacchettare l’opera in lotti e finanziarla con i fondi europei. La società concessionaria Stretto di Messina avrebbe già fatto tutto, non servirebbe neanche il dibattito pubblico previsto nel Codice dei contratti e per far partire i primi cantieri servirebbero al massimo 6-7 mesi cominciando con il rapporto con i soggetti aggiudicatari trasformando il contenzioso in accordo transattivo. L’analisi di fattibilità tecnico-economica è stata fatta ma ora va evidentemente aggiornata, la valutazione di impatto ambientale anche, la conferenza dei servizi conclusa, l’ok del Cipe ottenuto nel lontano 2003, realizzati i lavori per lo spostamento della ferrovia (variante Cannitello) così da permettere la realizzazione della pila sul lato calabrese“. Se l’ipotesi della prima pietra entro 6-7 mesi fosse confermata, significherebbe l’inizio della costruzione del Ponte sullo Stretto già ad aprile o maggio 2023. Uno scenario che risveglia l’entusiasmo di calabresi e siciliani che adesso hanno ricominciato a sognare un futuro migliore.