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L’ex senatore Nicola Morra rischia il processo per le frasi offensive su Jole Santelli

"Santelli malata, calabresi irrecuperabili": nessuna archiviazione per Nicola Morra

Non fu “critica politica”. Le indagini sull’ex senatore Nicola Morra per le frasi su Jole Santelli e il voto dei calabresi vanno riaperte. Lo apprende l’Agenzia DIRE dopo che il Gip del Tribunale di Cosenza, Alfredo Cosenza, ha respinto la richiesta di archiviazione fatta dalla Procura e alla quale si era opposta, lo scorso agosto, la famiglia della deceduta governatrice della Calabria.

La vicenda.

Nel novembre 2020, a poche settimana dalla morte prematura di Santelli , l’allora presidente della Commissione parlamentare Antimafia ed esponente di spicco M5s, Nicola Morra, aveva dichiarato che “era noto a tutti che la Presidente della Calabria fosse una grave malata oncologica”, aggiungendo: “Umanamente ho sempre rispettato la defunta Jole Santelli , politicamente c’era un abissoSe però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte”. Parole che avevano spinto il centrodestra a chiederne le dimissioni scatenando una feroce bufera politica con l’indignazione trasversale dei partiti. Morra all’epoca si scusò ma non si dimise, nonostante le prese di distanza anche del Movimento 5 stelle. Le sorelle di Santelli , Paola e Roberta, assistite dall’avvocato Sabrina Rondinelli, sporsero querela. Si aprirono le indagini “per diffamazione aggravata e continuativa“.

Dopo quasi un anno, la Procura di Cosenza, a fine luglio, si è orientata per l’archiviazione ritendo in sostanza le parole di Nicola Morra “una critica politica”. Per la famiglia di Jole Santelli si trattava invece di “diffamazione aggravata” e il 2 agosto hanno fatto opposizione contro la ‘chiusura del caso’. Adesso, come si legge nell’ordinanza depositata il 18 Novembre presso il Tribunale di Cosenza – visionata dall’Agenzia DIRE – il Gip ha respinto la richiesta dell’accusa e dato ragione alla tesi sostenuta dall’avvocato Sabrina Rondinelli disponendo pertanto “l’imputazione coatta” per Morra il quale, se dovesse arrivare un rinvio a giudizio, non essendo più parlamentare, rischia ora il processo senza più alcuna immunità. Per il Gip Alfredo Cosenza, “la denuncia-querela presentata dalle persone offese” merita “un più approfondito approfondimento istruttorio”. Il magistrato ha quindi disposto che vengano sentiti gli oncologi dell’Ospedale di Paola che avevano in cura la presidente della Calabria.