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Morte Maroni, striscione a Napoli: “volevi vederci morti, ma noi abbiamo visto morire te”. E’ caos

Come prevedibile, si è levato forte lo sdegno della politica, intervenuta sulla vicenda: le reazioni

Striscione a Napoli morte Maroni

Polemiche a Napoli il giorno dopo la morte dell’ex Ministro leghista Roberto Maroni. Nella notte, in via Vespucci, poco lontano dall’ospedale Loreto Mare, è stato infatti esposto uno striscione contro di lui: “Maroni, volevi vederci morti, ma noi abbiamo visto morire te! Mai tesserati”, la frase offensiva che fa riferimento all’introduzione della tessera del tifoso istituita proprio da Maroni quando era Ministro dell’Interno. Come prevedibile, si è levato forte lo sdegno della politica, intervenuta sulla vicenda. Tra gli esponenti, soprattutto della Lega, c’è Roberto Calderoli: “Al peggio non ci si abitua mai, nemmeno agli insulti ai morti, a chi ci ha appena lasciato come Roberto Maroni. Vergogna e disgusto per lo striscione ripugnante esposto oggi a Napoli”, ha detto.

“E una riflessione – ha continuato – fino al 2007 negli stadi italiani ricordiamo tragedie con morti come l’agente Raciti e violenze continue, poi con la tessera del tifoso e con i Daspo, strumenti fortemente voluti dall’allora ministro Roberto Maroni, a partire dal 2008 la situazione si è normalizzata e oggi allo stadio non ci sono forze dell’ordine all’interno e non si registrano più le consuete guerriglie intorno agli stadi, nelle nostre città, pur rimanendo sacche di delinquenti irriducibili come dimostrano gli incidenti che hanno portato alla morte di due tifosi nel 2014 e nel 2018, a Roma e Milano, ma non nei pressi degli stadi ma in altri quartieri. Per cui grazie a Roberto Maroni per aver ripulito i nostri stadi e aver restituito il calcio alle famiglie e ai bambini. E ora anticipo un grazie alla forza dell’ordine che sicuramente rintracceranno gli autori di questo gesto infame e alle autorità che dasperanno per anni questi violenti da ogni evento sportivo. Perché la battaglia di Maroni va avanti: per questa feccia non ci sarà più posto in alcuno stadio italiano e saranno questi delinquenti a sparire dalla scena”.

“La stupidità, la maleducazione e la cattiveria gratuita sono purtroppo monocolore e sono le stesse da nord a sud, senza eccezioni. Proviamo rabbia e disgusto di fronte allo striscione esposto a Napoli che offende la memoria di Roberto Maroni, non colpevolizziamo un’intera tifoseria o un’intera città, ma solo un branco di imbecilli e di delinquenti travestiti da tifosi. Ora ci attendiamo una netta condanna unanime e trasversale e un’analoga presa di distanza di fronte a questa vergogna”. A dirlo è Fabrizio Cecchetti, deputato e coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier.

“E’ stata offesa la memoria di un grande uomo, non solo del politico della Lega. Provo profonda amarezza ma anche rabbia per le parole disgustose contenute nello striscione esposto nella notte a Napoli. Gli autori non meritano nemmeno che gli venga spiegato chi era Bobo e cosa è stato per il Paese. Devono solo provare vergogna per un gesto che infanga Napoli, lo sport e la vera tifoseria”. A dirlo è Gian Marco Centinaio, vicepresidente leghista del Senato.

“Profonda amarezza e vergogna per il disgustoso striscione, esposto oggi in città, che offende la memoria di Roberto Maroni. Gli autori si confermano sempre più minoranza di un tifo organizzato che oggi, dopo questo gesto, si allontana dai successi della squadra e di un pubblico che, invece, ha sempre onorato con passione inconfondibile i valori dello sport. Ci aspettiamo una presa di posizione e una ferma condanna dalla società Calcio Napoli e dalle altre forze politiche”. Così una nota della segreteria regionale della Lega in Campania.