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Mediterranean Life, pazienza terminata: ultimatum al Comune, con “minaccia” di risarcimento danni

Comprensibilissimo. Il progetto "Mediterranean Life" a Reggio Calabria rischia di arenarsi. Non per volontà di chi ha ideato e mandato avanti l'idea, ma per il silenzio di quella politica che sembrava interessata all'opera e che invece continua a mostrare totale indifferenza

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La pazienza è terminata. Comprensibilissimo. Il progetto “Mediterranean Life” Reggio Calabria rischia di arenarsi. Non per volontà di chi ha ideato e mandato avanti l’idea, ma per il silenzio di quella politica che sembrava interessata all’opera e che invece continua a mostrare totale indifferenza. E così, la società “Porto Bolaro”, ha inviato un ultimatum al Comune, con “minaccia” di risarcimento danni. In una missiva inviata a tutti gli attori politici del territorio (i Sindaci Brunetti e Versace, gli Assessori Battaglia e Martino, il Governatore Occhiuto e il Prefetto Mariani), l’imprenditore reggino Giuseppe Falduto, a nome di Porto Bolaro, ha ripercorso tutta la procedura di questi anni, tra documenti, approvazioni, delibere comunali, firme… e successivi silenzi.

“Ad esito di convocazione di conferenza di servizi, oltre che dopo una serie di comunicazioni che si sono susseguite, rendendo tortuoso l’iter amministrativo – si legge ripercorrendo i fatti – una volta emersa la responsabilità degli amministratori in ordine alla necessità di esaminare il progetto, quest’ultimo veniva fatto oggetto di discussione nell’apposita commissione consiliare e, in seguito, veniva demandato al Consiglio Comunale di deliberare a riguardo. Nella seduta del 13 novembre 2021 poi – il Consiglio Comunale di Reggio Calabria approvava finalmente la mozione, conferendo apposito mandato e incarico al Sindaco di avviare l’iter finalizzato alla stipula di un accordo di programma con le altre Amministrazioni coinvolte (in primis Regione e Città Metropolitana). Trascorso oltre un anno – però – gli Amministratori incaricati sono rimasti ingiustificatamente inerti, del tutto omettendo di attivarsi con sollecitudine rispetto a quanto espresso dall’organo consiliare cittadino”.

“Siffatta omissione non solo incomprensibile – si legge ancora – ma gravemente lesiva di tutti gli interessi coinvolti e realizzabili attraverso il progetto in questione. A fronte di un simile scenario, non può essere sottaciuta la gravissima responsabilità, non solo politica ma anche civile ed erariale, di coloro i quali, pur avendone titolo (e obblico), persistono nell’ignorare il proprio precipuo compito di attivarsi per avviare l’iter dell’accordo di programma. La tenacia di Porto Bolaro – prosegue la missiva – è messa a dura prova e, purtroppo, non è sufficiente a realizzare quanto progettato senza il contributo delle Amministrazioni coinvolte”.

Pertanto, “volendo augurarci che, in un momento di auspicata resipiscenza, gli Amministratori a tal fine chiamati adempiano all’obbligo cristallizzato nella delibera consiliare del 13 novembre di (ormai) un anno fa e diano impulso all’iter finalizzato all’accordo di programma; la scrivente chiede:

  • al Sindaco della Città di Reggio Calabria di voler provvedere con sollecitudine all’avvio dell’iter per l’accordo di programma, in adempimento di quanto richiesto dal Consiglio Comunale della città con delibera del 13 novembre 2021;
  • chiede inoltre che, nel doveroso rispetto del principio di leale collaborazione che permea di sé l’agire amministrativo, l’Ente fornisca riscontro a quanto richiesto, atteso che le innumerevoli, precedenti richieste sono rimaste inevase;
  • rinnova in proposito la propria massima disponibilità a fornire ogni utile chiarimento e assistenza tecnica che si rendano necessari, di modo che si possa proseguire con la necessaria sollecitudine (sono trascorsi quasi quattro anni dalla prima presentazione dell’istanza);
  • La Porto Bolaro, confidando in una pronta e positiva risoluzione della vicenda, nondimeno avverte che, in considerazione delle caratteristiche del progetto e delle rilevanza e meritevolezza degli interessi, in caso di perdurante e ingiustificata inerzia, mai motivata e anzi pervicacemente mantenuta, la scrivente sarà costretta e non esiterà ad agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi, anche in via risarcitoria, per il notevolissimo danno subito“.