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Dall’India a Reggio Calabria, la storia di Melania diventa virale: “famiglia è quella che si prende cura di te”

Indiana di nascita ma reggina d'adozione: la bella storia di Melania diventa virale e viene raccontata a StrettoWeb

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Esistono delle storie che in pochi secondi di lettura sono capaci di emozionarci, di farci riflettere, di trasportarci per qualche attimo fuori da quel mondo che spesso riteniamo ipocrita, invidioso, cattivo. Esistono delle storie che sono in grado di farci capire cosa è che conta più di tutto nella vita. Una di queste vede protagonista Melania, una ragazza nata in India ma che da piccolissima è stata adottata da una famiglia di Reggio Calabria. Melania ha deciso di raccontare la sua testimonianza affinché arrivi a più persone possibili, affinché possa essere di supporto a tutti quei bambini o ragazzi che hanno vissuto una situazione simile ma che – a differenza sua – sono affranti da dubbi e incertezze. Sì, perché Melania dubbi non ne ha e non ne ha mai avuti: “io non ho mai voluto conoscere i miei genitori naturali, perché la mia vera famiglia è questa, quella che mi ha cresciuto e si è presa cura di me”. 

La storia di Melania è stata raccontata dalla pagina Facebook “Storie degli Altri” ed è immediatamente diventata virale, perseguendo sin da subito l’obiettivo di riuscire ad essere penetrante, calzante, emozionante. Ci ha incuriosito e abbiamo voluto conoscere la sua testimonianza: “io – esordisce a StrettoWeb – preciso sempre che non faccio questo per apparire. La considero più una testimonianza di fede perché sono una Catechista, sono cresciuta in Parrocchia ed è così che sono arrivata in Italia. I miei genitori, infatti, svolgevano servizio presso l’Istituto delle Suore di Madre Teresa a Modena, le missionarie della Carità. Tramite loro è stato possibile arrivare a me. Sono nata nell’Agosto del ’90 e qualche mese dopo, nel ’91, sono arrivata in Italia. Sono venuti a prendermi a Roma, io avevo pochi mesi e sono stata una delle prime bambine indiane ad arrivare in Calabria”.

Allora era diverso rispetto ad ora. Erano tante le bambine che arrivavano in Italia, ma il procedimento era molto più complesso rispetto al mondo digitalizzato attuale: “ora basta mandare una mail – confessa Melania – ma una volta c’erano solo le telefonate, e poi spesso arrivavano le lettere in inglese e mio padre doveva trovare il modo di tradurle. E poi adesso l’India non è più povera, sono le stesse famiglie indiane ad adottare e qui arrivano solo i ragazzi con problemi. I miei genitori, allora, hanno ricevuto una mia foto di quando avevo pochi mesi e da lì è iniziata tutta la trafila, che è stata frenata dalla Guerra del Golfo. Io, infatti, sarei dovuta arrivare ancora prima”. Ma tant’è: mese più, mese meno, Melania si sente subito a casa e dopo qualche anno scopre di essere stata adottata: “era intorno ai 3 anni. Ho fatto una domanda spontanea ai miei genitori e loro me l’hanno subito confessato. Non me lo avrebbero mai nascosto, avrebbero soltanto aspettato il tempo giusto in quanto mi consideravano troppo piccola per capire”.

E la bellezza della storia sta tutta qui: Melania scopre la verità ma si scopre anche felicissima e soprattutto fortunata: “i miei genitori, anche se non avevo fratelli o sorelle, mi hanno cresciuto come se fossi la loro figlia naturale, senza vizi o distinzioni particolari. Certo, ero anche una bambina abbastanza tranquilla, quindi è capitato poche volte che mi rimproverassero, però mi ritengo fortunata. Negli anni mi è capitato di confrontarmi con altri ragazzi adottati e non tutti hanno avuto la stessa sorte: c’è chi non si è integrato, chi è voluto andare alla ricerca della propria famiglia d’origine. Io no. Sono sempre stata bene e forse questo non mi ha mai portato a conoscere le mie origini. La mia famiglia era molto numerosa, i miei genitori avevano tanti fratelli e sorelle e quindi siamo molti cugini, adesso tutti genitori. I miei zii, ora che i miei genitori non ci sono più, continuano a trattarmi come una figlia”.

E infatti Melania, in India, non ci è più tornata. I suoi genitori non ci sono più ma ha trovato il suo compagno di vita e ha due bambine, a cui trasmette gli stessi insegnamenti che a sua volta le avevano tramandato. In più, il suo grande obiettivo è quello di aiutare i bambini in difficoltà: “a me è piaciuto sempre molto studiare. Mi sono Laureata in Scienze Sociali, con una tesi sull’Adozione, e ho cominciato a lavorare in una Cooperativa come educatrice. Poi sono nati i miei bambini e mia mamma è stata male, per cui mi sono dovuta fermare. Adesso ho ripreso, di recente ho fatto il corso per Assistente Educativo e ora faccio l’Assistente Educativo nelle scuole, da settembre. In pratica, affianco l’Insegnante di sostegno nell’aiutare i bambini disabili”. Perché Melania vuole sfruttare il dono più grande che la vita le abbia mai concesso: l’amore, in tutte le sue forme.