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Reggio Calabria, l’On. Aloi ospite dell’incontro del Circolo Culturale “L’Agorà” sul centenario della Marcia su Roma

Agorà Centenario Marcia su Roma

Nuovo incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria riguardante i 100 anni dalla Marcia su Roma: ospite l’onorevole Fortunato Aloi

Benito Mussolini in un’intervista pubblicata sul quotidiano “Il Mattino” datato 11 agosto del 1922 ebbe a dichiarare che “La marcia su Roma è in atto. Non si tratta, intendetemi bene, della marcia delle cento o trecentomila Camicie nere, inquadrate formidabilmente nel Fascismo. Questa marcia è strategicamente possibile, attraverso le tre grandi direttrici: la costiera Adriatica, quella Tirrenica e la valle del Tevere, che sono – ora – totalmente in nostro assoluto potere.

Ma non è ancora politicamente inevitabile e fatale. Voi ricorderete il mio dilemma in Parlamento. Esso rimane. I prossimi mesi daranno una risposta. Che il Fascismo voglia diventare Stato è certissimo, ma non è altrettanto certo che, per raggiungere tale obiettivo, si imponga il colpo di Stato“.

Mussolini giocò molto sulla debolezza del governo – di cui l’allora presidente del Consiglio era Luigi Facta – e di un Paese uscito dalla Prima guerra mondiale debole, diviso, praticamente a pezzi. L’Italia aveva formalmente vinto la guerra, ma non era riuscita a ottenere la città di Fiume e la Dalmazia. Questa cosa fece diffondere un risentimento verso il governo, ritenuto incapace di difendere gli interessi della Nazione. Gabriele D’Annunzio fu il rappresentante più illustre di questi movimenti nazionalisti: fu lui, infatti, a coniare il termine di “vittoria mutilata”, e fu sempre lui che nel settembre del 1919 occupò la città di Fiume al comando di circa 2.600 “legionari”.

Proprio a Fiume, si parlò per la prima volta di una “leggendaria” marcia su Roma: l’obiettivo? Cacciare il governo e attuare un colpo di Stato. La guerra aveva di fatto accelerato la crisi dello Stato liberale e messo in luce le debolezze del governo, incapace di dare risposte alle masse di operai e contadini che chiedevano migliori condizioni di vita e salari più alti . Crisi economica, povertà e sfiducia verso le istituzioni furono tra le cause che provocarono scioperi e agitazioni in tutto il Paese da parte dei socialisti. Sono gli anni tra il 1919 e il 1920, quelli del cosiddetto biennio rosso, in cui i partiti di sinistra promossero il maggior numero di scioperi, disordini e dimostrazioni in Italia. Il motto dei massimalisti del partito socialista era: “Fare come in Russia”. Pochi anni prima, infatti, nel 1917, in Russia si realizzò la rivoluzione comunista di Lenin. Le classi medio-alte italiane temevano che anche in Italia potesse accadere lo stesso: “Il socialismo – dicevano – deve essere fermato”.

Da queste cifre il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza un nuovo incontro da remoto, sul tema “1922-2022: nel centenario della marcia su Roma”. Il tema sarà analizzato dall’onorevole Fortunato Aloi. Docente negli istituti superiori. Dirigente missino e consigliere comunale e provinciale di Reggio Calabria e Deputato della Repubblica Italiana per quattro legislature, ricoprendo prestigiosi incarichi parlamentari, tra i quali quello di Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione dal 13 maggio 1994 al 16 gennaio 1995. Il 28 ottobre 1922 l’Italia fu consegnata a Mussolini diventando di fatto un paese fascista.

A cento anni dalla marcia su Roma, il gradito ospite del sodalizio culturale reggino ne ripercorrerà le cause e le conseguenze. La giornata di studi, organizzata dal sodalizio culturale reggino, ha carattere prettamente storico-culturale. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da giovedì 17 novembre.

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