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“L’Agorà”, il resoconto della conversazione “I guerrieri di Riace – Guardiani dell’immortalità” | VIDEO

L’onorevole Fortunato Aloi, gradito ospite nella nuova conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sui Bronzi di Riace. Nel corso della conversazione culturale è stato presentato il saggio "I guerrieri di Riace - Un antico messaggio di avvenire"

Bronzi di Riace

Vennero avvistati a 300 metri dalla costa e a 8 metri di profondità nell’area denominata Porto Forticchio di Riace Marina nella mattina del 16 agosto 1972. Divinità o guerrieri: la loro identificazione è oggi un mistero. Così come le ipotesi sul relitto che li trasportava, mai ritrovato: particolari che lasciano aperti molti spazi interpretativi sulla loro storia.

Fu la Soprintendenza di Reggio Calabria ad intervenire per prima sul restauro dei Bronzi di Riace. Poi, per 5 anni, dal 1975 al 1980, le statue furono oggetto delle attenzioni degli esperti dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze per la pulizia e lo svuotamento della terra di fusione posta al loro interno. Gli interventi continuarono nel laboratorio del Museo di Reggio dal 1992 al 1995. Con la chiusura del Museo per i lavori di ristrutturazione nel 2009, le due statue furono accolte al Consiglio Regionale della Calabria dove proseguì l’intervento conservativo, negli anni dal 2010 al 2013.

Si è svolto mercoledì 23 novembre un nuovo appuntamento organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” avente come tema “I guerrieri di Riace – Un antico messaggio di avvenire“, al quale ha partecipato l’onorevole Fortunato Aloi. Nel corso della conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, il gradito ospite ha avuto modo di presentare il saggio “I guerrieri di Riace. Un antico messaggio d’avvenire”. L’autore della pubblicazione puntualizza nella stessa i rapporti tra i «Guerrieri» e i Greci di Calabria, come, tra l’altro esplicitato nelle note di questa interessante pubblicazione.

Ne “I Guerrieri di Riace” l’autore, noto per l’attività fervida di docente, studioso, consigliere provinciale e parlamentare reggino, delinea in un chiaro quadro gli aspetti e i contenuto dell’avvenimento eccezionale, che coinvolse e coinvolge le iniziative culturali, come continuità dei valori riscoperti della civiltà classica, legati alla suggestione di un’età che ha tanti insospettati motivi d’interessi per i contemporanei.

I “Guerrieri” rivivono in tutta la loro bellezza, come ‘antico messaggio d’avvenire’, in contrasto a rivolgimenti umani che si sono succeduti nel tempo e che ancora viviamo. L’emergere, per un fatto fortuito, dalle profondità del mare di Riace elle due splendide statue ed il conseguente restauro in Firenze, nonché l’esposizione a Firenze e a Roma e l’approdo naturale al Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria hanno posto una serie di problemi – spiega nel saggio l’onorevole Aloi – di varia natura: da quello meramente archeologico, a quello psicologico, al sociologico, al culturale in senso lato. Gli elementi di particolari rilievo potrebbero essere, seguendo criteri valutativi di sintesi, costituiti dalla bellezza e dall’indiscutibile valore delle due statue, nonché dall’individuazione della vera interpretazione di questo ‘fenomeno’ di interesse collettivo, mai, fino al momento, registratosi. Potrebbe sembrare – continua Aloi – , a prima vista, ovvio il nesso tra bellezza – valore dell’opera d’arte e fenomeno – ‘interesse collettivo’. Ciò non è poi tanto scontato, essendo non tutte le opere d’arte, anche se belle, destinatarie di tanto legittimo clamore. Certo avrà contribuito, al manifestarsi di tanta polarizzazione di interesse, la pubblicazione dei due guerrieri da parte dei mass-media, ma ciò non basta a spiegare il fenomeno. Quale è la vera causa di questo ‘fenomeno’? Che cosa esprimono i due guerrieri? È qui che risiede la vera ragione della presenza costantemente massiccia di visitatori delle statue. Una presenza sollecitata dalla curiosità di vedere il prodigio di un’arte, che risale ad oltre duemila e cinquecento anni fa, ma che non è arte da considerare ‘superata’, anzi è sempre attuale“.

Il gradito ospite del Circolo Culturale “L’Agorà” continua nella sua disamina dicendo che le due statue si diversificano sotto il profilo della manifestazione plastica di atteggiamento e significati emblematici: l’una, la prima, costituisce il momento dinamico, quello dell’uomo proteso verso una meta, un obiettivo, dell’uomo inteso nella sua ‘vis’, forse vista non solo come fatto fisico, ma come e soprattutto significato vero di una sintesi tra armonia di tensione muscolare e di espressione del bello nella sua dimensione più vera, riconducibile alla classicità equazione ‘bello-buono’. Ad una prospettiva di diverso contenuto estetico si ispira o pare ispirarsi alla seconda statua, nel senso che oltre l’immagine dell’uomo che ormai ha raggiunto tali livelli di equilibrio e serenità da suggerire a qualche studioso l’idea dell’eroe ‘anziano’ o ‘consigliere’ o ‘stratega’, anziché del ‘guerriero’ tout court.

Quindi nel “I Guerrieri di Riace” dell’onorevole Aloi, si delineano in un chiaro quadro gli aspetti e i contenuti dell’avvenimento eccezionale, che coinvolse e coinvolge le iniziative culturali, come continuità dei valori riscoperti della civiltà classica, legati alla suggestione di un’età che ha tanti insospettati motivi di interessi per i contemporanei. I«Guerrieri» rivivono in tutta la loro bellezza, come “antico messaggio d’avvenire”, in contrasto a rivolgimenti umani che si sono succeduti nel tempo e che ancora viviamo. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 23 novembre.